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Salerno, nuove ricerche sulle malattie rare cardiovascolari

di Stefania Maffeo

Nuove frontiere nella ricerca e nelle terapie per le malattie rare cardiovascolari al San Giovanni e Ruggi D’Aragona di Salerno. 
Queste ultime, patologie di origine genetica, rappresentano una sfida clinica complessa che richiede strategie diagnostiche e terapeutiche altamente specializzate. Il professor Carmine Vecchione, Ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Clinica Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria (AOU) San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona e pro Rettore dell’Università degli Studi di Salerno, ha recentemente organizzato una serie di iniziative mirate ad ottimizzare nel nostro territorio: Le principali: la gestione di tali patologie con l’apertura di un ambulatorio specialistico, l’introduzione di terapie farmacologiche avanzate e l’adozione di una piattaforma telematica di supporto per la medicina territoriale.
Grazie a questa iniziativa, l’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, spiega il Direttore generale Vincenzo D’Amato, è entrata nella rete nazionale delle malattie rare cardiovascolari, colmando il gap diagnostico ed offrendo ai pazienti terapie innovative e personalizzate. A tal proposito, recentemente, è stato introdotto un trattamento innovativo per la cardiomiopatia ipertrofica, basato sull’utilizzo di un inibitore della miosina cardiaca. Questo farmaco, disponibile attraverso un programma di uso compassionevole approvato dall’Agenzia Italiana del Farmaco, ha dimostrato un’efficacia significativa. Risultati nella riduzione dell’ipercontrattilità patologica del miocardio, da cui meno interventi chirurgici invasivi come la mioectomia settale.
Ancora, l’introduzione di terapie innovative ha portato a progressi significativi nella gestione dell’ipercolesterolemia familiare, una patologia genetica caratterizzata da livelli elevati di colesterolo LDL. Un importante traguardo è stato raggiunto con l’uso di un anticorpo monoclonale. Inibisce la proteina ANGPTL3, permettendo una riduzione significativa dei livelli lipidici nei pazienti resistenti alle terapie convenzionali e migliorando il controllo del rischio cardiovascolare.
Tra le iniziative più rilevanti rientra il lancio della piattaforma telematica CORERARE (Cardiovascular Rare Disease Salerno), progettata per facilitare la collaborazione tra i medici di medicina generale e gli specialisti ospedalieri. Questo strumento consente una diagnosi precoce. SI avvale  di un algoritmo decisionale che guida il medico territoriale nell’identificazione di parametri clinici specifici e nella gestione tempestiva dei pazienti attraverso percorsi diagnostici standardizzati.
La collaborazione tra il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Salerno e l’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona ha permesso un significativo progresso nella gestione delle malattie rare cardiovascolari. L’adozione di strategie integrate e multidisciplinari, unitamente all’uso di tecnologie avanzate, rappresenta un modello di riferimento per la presa in carico di questi pazienti complessi, garantendo trattamenti sempre più efficaci e personalizzati.
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Ospedale Mercato San Severino, intervento endoscopico all’avanguardia

di Stefania Maffeo

Raggiunto un importante traguardo nell’ambito dell’innovazione delle tecniche degli interventi endoscopici intervento endoscopico all’ avanguardia effettuato presso il Reparto di Endoscopia Digestiva del Polo Ospedaliero “Gaetano Fucito” di Mercato San Severino, diretto dal dottore Attilio Maurano. Sono state effettuate, per la prima volta in assoluto, due cistogastrostomie endoscopiche, procedure mai eseguite prima d’ora nell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, e praticate soltanto in pochi altri centri d’eccellenza italiani.
Tale metodica, permette il drenaggio di raccolte pancreatiche che si presentano dopo episodi di pancreatite acuta, che possono essere spesso causa di compressori ab-estrinseco su vasi e/o altri organi addominali, o sovra infettarsi, esponendo il paziente a significative complicanze settiche. Viene creato così, per ovviare a tali problematiche e senza dover ricorrere ad un intervento chirurgico invasivo, un ponte tra lo stomaco e gli organi vicini come il pancreas, il fegato, le colecisti, consentendo quindi il trattamento di malattie anche molto gravi come i drenaggi di tumori avanzati, di colecistiti severe e di raccolte pancreatiche infette.
Tale criterio all’avanguardia, è possibile grazie all’utilizzo del device “Hot Axios” (Boston Scientific), una protesi metallica auto-espandibile che viene impiantata attraverso la rete gastrica, consentendo il drenaggio di fluidi e materiale necrotico pancreatico, senza il ricorso chirurgico, garantendo un approccio sicuro e mini invasivo nei confronti del paziente. L’esecuzione di questa procedura, disponibile in pochi centri nazionali, è stata eseguita abilmente, dal team epato-pancreato-biliare del reparto di Endoscopia Digestiva del Fucito, composto dal dott. Mariano Sica e dal dott. Claudio Zulli, con il supporto degli anestesisti coordinati dal dott. Terracciano e dal personale infermieristico di endoscopia digestiva, sotto la supervisione del dott. Alberto Larghi, attualmente responsabile del servizio di ecoendoscopia operativa del Policlinico Agostino Gemelli di Roma.
“L’esecuzione di questa procedura all’avanguardia non è che l’ennesima manifestazione del ruolo nevralgico che il nostro reparto ricopre nell’ambito della sanità regionale ed extraregionale, grazie ad un processo di aggiornamento continuo ed alla comprovata competenza del personale medico sanitario” spiega il dottor Attilio Maurano.

 

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Ospedale Mercato San Severino, un corso di endoscopia digestiva

di Stefania Maffeo

Arriva dall’Unità Operativa Complessa di Endoscopia Digestiva dell’Ospedale Amico “Gaetano Fucito” di Mercato San Severino, diretta dal dottore Attilio Maurano, un ulteriore segnale volto a garantire la massima sicurezza delle cure e gli accresciuti standard di qualità delle prestazioni erogate. Al via per gli operatori dell’equipe nel prossimo weekend un corso di di formazione BLSD e/o ACLS per migliorare le strategie decisionali e la gestione delle emergenze cardiovascolari che possono verificarsi durante gli interventi. Tutto ciò per assicurare e garantire l’acquisizione di manovre rianimatorie in corso di possibili benché rare complicazioni e per accrescere inoltre l’efficacia delle stesse.
L’endoscopia digestiva del plesso dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno si conferma sempre più un’eccellenza e punto di riferimento regionale per il Sud Italia per l’applicazione di metodiche innovative su pancreas e vie biliari.
Esprimono soddisfazione il Direttore Generale Vincenzo D’Amato ed il Direttore Sanitario Anna Borrelli, che hanno permesso la continuità delle cure anche nei momenti più difficili in cui tutto sembrava fermarsi dimostrando che i pazienti rari restano una priorità e che la sanità non si ferma. Ciò è stato possibile anche e soprattutto grazie alla Guida del Centro  di Coordinamento  della Malate Rare Regionale diretto dal Prof.  Giuseppe Limogelli.
“Il corso sviluppa e sancisce il principio del lavoro coordinato di gruppo e della comunicazione efficace, elementi imprescindibili per il successo delle manovre rianimatorie. L’UOC di endoscopia digestiva sarà in grado di offrire ai propri pazienti l’utilizzo di farmaci anestetici specifici, garantendo procedure indolori ed in totale sicurezza. Era un obiettivo che già da tempo perseguivamo, ma abbiamo atteso che tutti gli operatori fossero vaccinati, per poter attivare il corso senza rischi” così dichiara il direttore Maurano.
Il percorso formativo in questione è soltanto un primo tassello verso un discorso più ampio ed incisivo che interesserà vari centri di assistenza, a testimonianza che nel  2021 puntare sulla formazione in tutte le strutture aziendali  è tra i principali obiettivi dell’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona.

 

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Salerno, il Ruggi si illumina per la Giornata delle Malattie Rare

di Stefania Maffeo

L’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno accende le luci sulle malattie rare, illuminando la Torre Cardiologica con i colori simboli della giornata ad essa dedicata in programma per domenica 28 febbraio.

Anche quest’anno, nonostante le difficoltà del periodo pandemico, l’Azienda Ospedaliera ha continuato a lavorare per migliorare i percorsi dei pazienti “rari” e non ha dimenticato il proprio impegno alle cure ed allo studio delle malattie rare.

Tanti i concreti esempi in tal senso, a partire dal primo Percorso diagnostico terapeutico assistenziale regionale redatto sulla Gastroenterite eosinofila proprio al Ruggi presso la UOC di Gastroenterologia diretta dalla Prof.ssa Carolina Ciacci. Il gruppo di lavoro per le malattie rare gastoenteriche non si ferma e le professoresse Ciacci e Paola Iovino hanno attivato la certificazione per la teduglutide, principio  del farmaco necessario alla cura della sindrome dell’intestino corto, diventando, così, centro prescrittore in Campania ed unico centro di riferimento dell’Area SUD.

Il percorso di certificazione è stato seguito dalla Dr.ssa Gabriella Schettino, che ha lavorato per ottenere abilitazione SANIARP sotto la guida della Direzione Medicina di Presidio, Direttore Dr. Angelo Gerbasio.

A breve, grazie  al costate lavoro della referente Malattie Rare al Ruggi, Dr.ssa Antonella Maisto, del coordinatore dei tavoli tecnici Prof Massimo Triggiani, della Psicologa Sabina D’Amato e della Dottoressa Antonella Ferrara,  si attiveranno i percorsi di accompagnamento psicologico e nutrizionale per i pazienti affetti da Malattie Rare.

La UOC di Gastroenterologia, mediante figure professionali di dietiste e nutrizioniste, avvierà strategie nutrizionali appositamente studiate per i malati rari con percorsi nutrizionali personalizzati. La dottoressa Sabina D’Amato attiverà, invece, percorsi di accompagnamento e sostegno psicologico per quanti, durante il percorso di cura in ospedale, manifesteranno tale necessità.

L’AOU, sotto al guida del Direttore Generale, Dr. Vincenzo D’Amato, e del Direttore Sanitario, Dr.ssa Anna Borrelli, hanno permesso la continuità delle cure anche nei momenti più difficili in cui tutto sembrava fermarsi dimostrando che i pazienti rari restano una priorità e che la sanità non si ferma nonostante tutto. Tutto questo è stato possibile anche e soprattutto grazie alla Guida del Centro  di Coordinamento  della Malate Rare Regionale diretto dal Prof.  Giuseppe Limogelli.