Categorie
Attualità

Vallo della Lucania, alla Casa di cura Cobellis chirurgia robotica per la tiroide

di Stefania Maffeo

La chirurgia robotica, ultima frontiera della chirurgia di precisione, ha trovato applicazione anche nella casa di cura Cobellis di Vallo della Lucania che, oltre Napoli, è il primo centro in
Campania ad utilizzarla. In circa un anno dall’avvio di questo programma, sono stati eseguiti, una settantina di interventi, per la maggior parte di chirurgia oncologica, ma con l’obiettivo di incrementarne l’utilizzo, si è puntato anche alle patologie che riguardano la tiroide. E’ stato effettuato il primo intervento di tiroidectomia totale con la chirurgia robotica con la partecipazione, in qualità di tutor, del prof. Gabriele Materazzi, direttore dell’Unità Operativa di Endocrinochirurgia dell’Università di Pisa. “Ho trovato una realtà di altissimo livello; il robot è un gioiello che si aggiunge, è una macchina che costa tantissimo, soprattutto se come quella della Cobellis molto avanzata, ma è importante sottolineare che non è la macchina che fa l’intervento, ma è sempre l’uomo che agisce. Dal punto di vista operativo, i vantaggi di questa tecnica, per quanto riguarda la tiroide, sono principalmente di carattere estetico, giacchè non si lascia traccia della cicatrice sul collo che tende comunque a scomparire nel tempo, ma può anche restare visibile. Per evitare questo, effettuiamo un intervento che nasce dall’Oriente che prevede una incisione sottoascellare, distante dalla zona visibile e che tende comunque a scomparire. In generale i vantaggi oncologici della chirurgia robotica sono notevoli perché se l’intervento è fatto in maniera precisa e pulita, potrà essere più radicale e quindi più curativo”.

 

chirurgia robotica tiroide

 

Il professor Luigi Cobellis, dir. Chirurgia Generale della Casa di cura di Vallo della Lucania, sottolinea gli sforzi compiuti per adottare la nuova tecnologia: “Non è stato semplice, perché non è un programma che può partire dall’oggi al domani; oltre ai cospicui investimenti, infatti,  necessita di un percorso formativo che non riguarda soltanto il chirurgo che è l’elemento essenziale, perché è lui che opera non il robot: solo un bravo chirurgo può diventare un bravo chirurgo robotico; è stato necessario formare tutto lo staff, il personale di sala operatoria, per familiarizzare con tecniche complesse per le quali c’è bisogno di aver svolto un percorso di preparazione che non è stato breve né semplice. I vantaggi della chirurgia robotica sono quelli dell’innovazione, perché consente al chirurgo un gesto più fine, poco invasivo; si continua nell’alveo della chirurgia laparoscopica avendo a disposizione uno strumento che facilita e magnifica la visione consentendo movimenti che al laparoscopista non sono consentiti; è una chirurgia più fine, ma che necessita di una qualità chirurgica fondamentale che non può essere sostituita dalla robotica”.

 

 

chirurgia robotica tiroide

 

 

 

 

 

Di certo l’utilizzo della chirurgia robotica pone la Casa di Cura Cobellis di Vallo della Lucania, tra le principali strutture sanitarie, non solo del Mezzogiorno d’Italia, in grado di inserire le più moderne tecnologie nella sua valida dotazione tecnico-strumentale, ma anche per la professionalità e l’alta costante specializzazione del suo personale medico- infermieristico.

Categorie
Attualità Dillo a Noi Medicina

Benemerenza del Comune di Cava al ricercatore Ersilio Trapanese: tra le sue scoperte più importanti il cancro alla tiroide “Black Ink”

CAVA DE’ TIRRENI. Ancora un prestigioso riconoscimento per il medico Ersilio Trapanese. Il comitato civico comunale ha, infatti, attribuito al noto professionista la civica benemerenza per il contributo alla ricerca scientifica nel delicatissimo campo medico-oncologico.

Il prestigioso riconoscimento verrà consegnato sabato 23 febbraio, alle ore 10, nell’aula consiliare di Palazzo di Città.

Tra le sue scoperte più importanti figura senza dubbio il Black Ink, una nuova lesione tumorale della tiroide, nella fase iniziale, venuta alla luce mediante la diagnostica per immagini. L’istotipo (tipo di cellule presenti in un determinato tessuto), che appartiene alla famiglia del microcarcinoma papillare, è stato identificato dal ricercatore attraverso lo studio ecografico avanzato della tiroide. 

Laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Ecografia ed Ecointerventistica, Ersilio Trapanese vanta un curriculum di assoluto rilievo. E’ membro della Società Italiana di ultrasonologia in Medicina e Biologia, referente dello Screening mammografico Asl-Salerno, membro della commissione scientifica presso la fondazione de Baumont Bonelli per la ricerca sul cancro. Ricopre l’incarico di docente alla scuola di EcocolorDoppler “D. Cotugno” di Napoli e della Società italiana di ecografia in Medicina e Chirurgia di Bari, è presidente della Commissione per il progetto “Le Domeniche della salute” del Rotary International Apudmontem, responsabile della Diagnostica per immagini presso il Poliambulatorio specialistico CMM Diagnostica di Cava de’ Tirreni. E’ stato già insignito di laurea honoris causa per il suo straordinario impegno internazionale. Una grande eccellenza del nostro territorio.