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Sapri, controlli nelle piazze di spaccio nel golfo di Policastro: arrestato un imprenditore

Nella serata di ieri, i Carabinieri del Nucleo Operativo di Sapri, nel corso di programmati controlli dedicati al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti nel golfo di Policastro, hanno tratto in arresto D.C. classe ’74 saprese con precedenti specifici. A tradirlo è stata l’agitazione al momento dell’Alt della pattuglia. Nel borsello sul sedile passeggeri aveva infatti quattro ovuli di 11gr circa cad. per un totale di 47gr di eroina. Durante la perquisizione sono stati sequestrati anche due bilancini di precisione e 230 euro in contanti.

L’accusa nei suoi confronti è detenzione finalizzata alla spaccio di sostanza stupefacente. L’uomo, al termine degli accertamenti del caso, è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

 

 

 

 

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Spacciava droga nei pressi di una scuola di Pastena, arrestato

Nell’ambito di mirati servizi di prevenzione svolti dalla Polizia di Stato, in continuità con i servizi di controllo del territorio del fine settimana, predisposti ed intensificati dal Questore di Salerno, gli agenti della Squadra Volante, nella mattinata odierna hanno arrestato C.A., di anni 27, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. In particolare, gli Agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico , durante l’attività di controllo sulle strade della città, hanno notato un’autovettura 2 sospetta in via Madonna di Fatima, nei pressi di un Istituto Scolastico e dei giardini pubblici. L’equipaggio della Sezione Volanti ha quindi fermato il conducente dell’autovettura, identificato per a.C, ventisettenne salernitano. Gli stessi Agenti subito dopo hanno scoperto che l’uomo nascondeva indosso numerose dosi di droga. Infatti, il giovane era in possesso di trentatré (33) involucri termosaldati di sostanza stupefacente a fini di spaccio e la somma di duecento euro circa in banconote di vario taglio, provento di cessioni precedenti. Le dosi di sostanza stupefacente, analizzate dalla Polizia Scientifica, sono risultate essere in parte eroina ed in parte cocaina. Nei confronti dello spacciatore è stata effettuata una perquisizione domiciliare: gli Agenti della Polizia hanno trovato nell’abitazione dello spacciatore anche delle cartucce per arma da fuoco, in particolare dei proiettili calibro 32, per cui risponderà anche del reato di detenzione illegale di munizionamento. L’uomo arrestato è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria e sottoposto agli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del rito direttissimo.

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Spaccio di droga in città, 26 arresti

Gli investigatori della Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Salerno, coadiuvati da personale delle Squadre Mobili di Napoli, Verbania e Cosenza, con l’ausilio dei Reparti Prevenzione Crimine Campania, Calabria e Puglia, di unità cinofili e il supporto aereo di un elicottero della Polizia di Stato, all’alba di oggi, hanno eseguito, nelle province di Salerno, Napoli, Verbania e Cosenza, un’ordinanza di misura cautelare, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, su conforme richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, nei confronti di 25 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Lo sviluppo delle attività di indagine, condotte dalla Sezione Antidroga, ha permesso di acclarare l’esistenza di un sodalizio criminale, facente capo a IAVARONE Raffaele, dedito all’approvvigionamento di ingenti quantitativi di hashish e cocaina per diversi gruppi criminali che gestiscono lo spaccio di stupefacenti nella città di Salerno ed in provincia.

IAVARONE Raffaele è risultato il capo indiscusso, promotore, finanziatore e organizzatore del gruppo criminale; è colui che detta le direttive per l’acquisto e la cessione della sostanza stupefacente .

Personaggio di grande spessore criminale, con a carico numerosi precedenti penali, non risulta abbia mai svolto alcuna lecita attività lavorativa, traendo i proventi per il suo sostentamento esclusivamente dall’attività criminale. È intraneo agli ambienti dello spaccio di stupefacenti da circa 20 anni.

Lo IAVARONE, ha mantenuto sempre un tenore di vita basso al fine di non attirare su di se l’attenzione delle forze dell’ordine, provvedendo anche al riciclaggio del denaro attraverso il trasferimento dello stesso su conti intestati a terze persone insospettabili e non a lui riconducibili Solo raramente, ha partecipato in prima persona a scambi di droga ed accordi per l’approvvigionamento o la riscossione dei soldi per le forniture eseguite.

Le attività investigative, svolte anche con opportuni supporti tecnico-scientifici, hanno permesso di documentare le cessioni di sostanze stupefacente attuate dagli indagati direttamente nelle fasi contingenti della loro perpetrazione, oltre che individuare i fornitori, i luoghi di custodia dello stupefacente nonché i relativi acquirenti/spacciatori.

Le forniture di cocaina erano assicurate da OISFI Hicham alias Emilio ed AQUINO Giuseppe, residenti a Scafati e Boscoreale, che stabilmente rifornivano il gruppo di IAVARONE anche con ingenti quantitativi

L’hashish veniva acquistato nella cittadina di Sarno dal gruppo facente capo a SIRICA Guglielmo, con la collaborazione di SQUILLANTE Emilio e SIRICA Domenico Pasquale: durante le indagini furono sequestrati circa 41 Kg di Hashish e successivamente durante un’altra consegna furono sequestrati altri 18 Kg di Hashish.

Nel corso di indagini sono state tratte in arresto nr. 7 persone in flagranza di reato ex art. 73 DPR 309/90 con contestuale sequestro di quantitativi di diverse tipologie di sostanze stupefacenti.

In particolare, nella mattinata del 19 giugno 2018, veniva tratto in arresto IAVARONE Raffaele, unitamente a VITALE Luca e COSENTINO Antonio.

Nel corso delle investigazioni, si rilevava che IAVARONE Raffaele aveva organizzato l’acquisto di sostanza stupefacente del tipo cocaina con alcuni fornitori della zona di Boscoreale (NA), e da rivendere a spacciatori di Salerno.

Dalle intercettazioni emergeva che il “viaggio” per l’approvvigionamento sarebbe stato effettuato direttamente dallo IAVARONE, unitamente al COSENTINO ed al VITALE, con quest’ultimo a bordo di uno scooter per il trasporto della sostanza stupefacente e lo IAVARONE e COSENTINO, a bordo dell’autovettura BMW X5, con il compito di fungere da “staffetta” al motoveicolo.

Veniva effettuato un pedinamento fino all’ingresso di Boscoreale (NA), durante il viaggio di rientro i veicoli venivano intercettati e pedinati fino all’ingresso di Salerno, dove la BMW X5, con a bordo IAVARONE e COSENTINO, accortosi di essere pedinati, effettuavano una brusca manovra di uscita dal tratto stradale, cambiando direzione di marcia.

Ne nasceva un inseguimento, durante il quale parte degli equipaggi impegnati cercavano di bloccare l’autovettura, mentre altri inseguivano il motoveicolo, che nel frattempo cercava di guadagnare la fuga. Entrambi i veicoli venivano bloccati nella città di Salerno e, in seguito a perquisizione, venivano trovati e sequestrati nel vano sottosella dello scooterone due panetti di sostanza stupefacente del tipo cocaina per un peso complessivo di Kg.2,160.

Nel corso delle indagini emergeva che IAVARONE Raffaele, a capo del sodalizio criminale, ha utilizzato, come deposito per la sostanza stupefacente del tipo Hashish, dei locali adiacenti l’abitazione di tale ATTIANESE Nicola, a Pontecagnano Faiano (SA), si è accertato che TUFANO Claudio utilizzava sia casa dell’ATTIANESE sia un suo sgabuzzino ricavato nel vano sottoscala dell’androne dell’abitazione, per stoccare la sostanza stupefacente. Nel pomeriggio del 5 gennaio 2018, si notava l’ATTIANESE nascondere nr. 2 grossi zaini nell’abitazione del TUFANO, che a sua volta li spostava nello sgabuzzino. Si decideva di intervenire ed era tratto in arresto TUFANO Claudio, perché trovato in possesso di Kg. 41,890 di Hashish e sei pistole, di diverso calibro, alcune prive di matricola e complete del relativo munizionamento.-

Il sodalizio criminale ha creato una stabile rete di rapporti con numerosi spacciatori collegati a diverse piazze di spaccio di stupefacenti in diverse zone cittadine di Salerno: cd. “centro storico”, Sant’Eustacchio, Canalone, cd. “Villaggio dei Puffi”, Pastena, Torrione, Mercatello, Mariconda.  

I componenti del sodalizio, ben avvezzi all’attività di traffico e spaccio di stupefacenti, consapevoli della illiceità dei temi trattati, durante le conversazioni telefoniche intercettate hanno adoperato sempre un linguaggio criptico ed utilizzato forme di comunicazioni implicite previamente concordate per evitare di esplicitare il reale oggetto dei loro colloqui. Sono state rilevate anche molteplici utenze telefoniche, fittiziamente intestate a terzi, alcune utilizzate per consentire agli accoliti di comunicare tra di loro con una sorta di “circuito chiuso” in modo da eludere le intercettazioni telefoniche.

Inoltre, si è constatato che l’organizzazione ha disposto di grandi somme di denaro per acquistare rilevanti partite di droga: ne è la conferma il recupero di Kg. 42 di hashish e sei pistole trovati in possesso e custoditi per conto dell’organizzazione da TUFANO Claudio, per un valore di circa 50/60 mila euro ed un mancato guadagno di circa 100 mila euro; il recupero di Kg. 18 di hashish per un valore di circa 20 mila euro ed un mancato guadagno di circa 30/35 mila euro; il recupero di Kg. 2,168 di cocaina detenuti da IAVARONE Raffaele, COSENTINO Antonio e VITALE Luca, per un valore di circa 70 mila euro ed un mancato guadagno di circa 100/120 mila euro.

Infine, il sodalizio ha versato periodicamente una quota dei proventi della vendita delle sostanze stupefacenti a soggetti in stato di custodia cautelare (come TUFANO Claudio).

La misura cautelare è stata applicata nei confronti di:

  1. IAVARONE Raffaele cl.1982, di Salerno, già agli arresti domiciliari per altra causa, (custodia in carcere)
  2. RUSSO Giuseppe cl.1981, di Salerno (custodia in carcere)
  3. NOSCHESE Mario cl.1972, di Salerno (custodia in carcere)
  4. ATTIANESE Nicola cl.1972, di Pontecagnano Faiano, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
  5. VITALE Luca cl.1985, di Salerno, già agli arresti domiciliari per altra causa (custodia in carcere)
  6. ROMANO Aniello cl.1986, di Baronissi (custodia in carcere)
  7. PIERNO Giuseppe cl.1981, di Salerno (custodia in carcere)
  8. ROMANO Ciro cl.1987, di Salerno (custodia in carcere)
  9. VICINANZA Gianluca cl.1989, di Salerno (custodia in carcere)
  10. IANNONE Gerardo cl.1991, di Salerno (custodia in carcere)
  11. PIERRO Antonio cl.1991, di Salerno (custodia in carcere)
  12. AMATO Fulvio cl.1977, di Salerno (custodia in carcere)
  13. OISFI Hicham, alias Emilio cl.1984, di Scafati (custodia in carcere)
  14. AQUINO Giuseppe cl.1982, di Boscoreale (custodia in carcere)
  15. SIRICA Guglielmo cl.1957, di Sarno (custodia in carcere)
  16. SIRICA Domenico Pasquale cl.1990, di Sarno (custodia in carcere)
  17. SQUILLANTE Emilio cl.1978 di Sarno, domiciliato a Verbania (custodia in carcere)
  18. TUFANO Claudio cl.1967, di Pontecagnano Faiano, già agli arresti domiciliari a Scalea per altra causa (custodia in carcere)
  19. COSENTINO Antonio cl.1971, di Baronissi (custodia in carcere)
  20. NISI Alessandro cl.1994, di Salerno, già detenuto per altra causa (custodia in carcere)
  21. LANGELLA Giovanni cl.1982, di Boscoreale, già agli arresti domiciliari a Scafati per altra causa (custodia in carcere)
  22. PLACANICO Massimiliano cl.1974, di Salerno, già agli arresti domiciliari per altra causa (custodia in carcere)
  23. NATELLA Mauro cl.1992, di Salerno, già detenuto per altra causa (arresti domiciliari)
  24. SICA Michele cl.1994, di Salerno, già agli arresti domiciliari per altra causa (arresti domiciliari)
  25. DE MARTINO Felice cl.1978, di Salerno (arresti domiciliari).
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Operazione anti droga nella Piana del Sele, 9 arresti a Battipaglia

Nelle prime ore della mattinata, su disposizione della Procura della Repubblica, personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Battipaglia, coadiuvato dalla Squadra Mobile di Salerno, dal Reparto Prevenzione Crimine Campania e da unità cinofile, ha eseguito un’ordinanza applicativa di custodia cautelare, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Salerno, nei confronti di 9 persone, di cui 2 in carcere, 6 agli arresti domiciliari e 1 sottoposta all’obbligo di dimora, ritenute, in concorso tra loro, responsabili di spaccio continuato di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina e marijuana.

I provvedimenti restrittivi sono stati adottati all’esito di approfondite indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Salerno e condotte dalla Polizia Giudiziaria, finalizzata al contrasto del dilagante fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti nella città di Battipaglia e zone limitrofe. Le medesime attività investigative, svolte anche con opportuni supporti tecnico-scientifici, hanno permesso di documentare le cessioni di sostanze stupefacente attuate dagli indagati direttamente nelle fasi contingenti della loro perpetrazione.

L’attività d’indagine ha avuto inizio durante il periodo delle festività natalizie 2018, traendo origine da preliminari accertamenti conseguenti la perpetrazione di un gravissimo delitto commesso in danno di un esercizio pubblico della città di Battipaglia.

In corso di indagini sono state tratte in arresto nr. 5 persone in flagranza di reato ex art. 73 DPR 309/90 con contestuale sequestro di quantitativi di diverse tipologie di sostanze stupefacenti; due degli attuali indagati sono stati deferiti in stato di libertà all’A.G. in flagranza del medesimo reato; 14 persone sono state deferite all’A.G. ex art. 75 DPR 309/90 (possesso di stupefacenti per uso personale).

Le quantità complessive di sostanze stupefacenti sequestrate hanno abbondantemente superato il chilogrammo di sostanze tra cocaina, eroina e marijuana.

In aggiunta ai numerosi elementi di prova per i reati documentati, tra cui conversazioni audio, immagini video, sequestri di sostanze stupefacenti e provvedimenti pre-cautelari ed amministrativi adottati in flagranza di reato, in corso di indagini è stato altresì accertato il non particolarmente sofisticato modus operandi adottato dai destinatari delle misure cautelari oggi eseguite per intervenire agli accordi delle cessioni di stupefacenti con la loro larghissima platea di acquirenti, consistente, in via prevalente, nell’utilizzo di sola messaggistica di testo (sms).

La misura cautelare è stata applicata nei confronti di:

  1. D’AMBROSIO Donato cl.1957, di Battipaglia (custodia in carcere)
  2. NAPOLITANO Antonio cl.1954, di Pontecagnano Faiano (custodia in carcere)
  3. LA RAGIONE Fabio cl.1983, di Battipaglia (arresti domiciliari)
  4. IULIANO Michele cl.1976, di Battipaglia (arresti domiciliari)
  5. GAMBONE Giovanni cl.1963, di Battipaglia (arresti domiciliari)
  6. BRUNO Gaetano cl.1970, di Battipaglia (arresti domiciliari)
  7. FIORILLO Matteo cl.1969, di Battipaglia (arresti domiciliari)
  8. LONGO Cosimo cl.1966, di Battipaglia (arresti domiciliari)
  9. QUAGLIA Serena cl.1977, di Pontecagnano Faiano (obbligo di dimora)

 

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Operazione “Two towers”, sgominata banda di spacciatori tra Salerno, Caserta e Vicenza

Gli investigatori della Sezione Antidroga delle Squadre Mobili di Potenza e Salerno, coadiuvati dagli investigatori della Squadra Mobile di Vicenza e di Caserta, all’alba di oggi hanno eseguito, nelle province di Salerno, Vicenza e Caserta, un’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Salerno, nei confronti di cinque indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Le investigazioni, iniziate la sera del 27 agosto 2015, a seguito di un intervento per overdose su un giovane tossicodipendente potentino nella centralissima via Due Torri di Potenza – da cui il nome dell’operazione – , hanno consentito di ricostruire gli illeciti affari di un sodalizio criminale, il cui centro decisionale e di coordinamento si radicava nella città di Salerno, capeggiato da Romanato Gaetano e costituito da soggetti in parte uniti da legami di parentela, che si riforniva principalmente da un cittadino di origini nigeriane dimorante nella città di Aversa (CE).

L’attività degli investigatori ha permesso di stabilire che lo stupefacente commercializzato dal gruppo criminale, all’atto dell’acquisto dal fornitore nigeriano, era confezionato all’interno di un involucro in cellophane a forma di uovo, il cui peso variava dai 5 ai 10 grammi, e suddiviso in dosi, veniva venduto al consumatore finale, ad un prezzo variabile di 20/30 € a confezione, consentendo un considerevole volume d’affari al predetto gruppo criminale.

Le indagini hanno consentito di ricostruire le diverse fasi degli illeciti traffici – il reperimento dello stupefacente, le trattative preliminari, le modalità dei pagamenti, l’organizzazione dei diversi “viaggi” per l’approvvigionamento dello stupefacente in direzione di Aversa (CE) – fino alla successiva consegna della droga per il minuto spaccio.

Lo sviluppo delle investigazioni, in cui sono risultate coinvolte, a vario titolo, altre 14 persone (a cui è stato contestualmente notificato avviso di conclusione indagini per i singoli episodi di spaccio), ha acclarato che il sodalizio aveva esteso il raggio d’azione, arrivando anche a coinvolgere altri familiari residenti nella regione Veneto, in particolare nel comune di Schio, in provincia di Vicenza, ed ha consentito di individuare i cinque componenti dell’associazione dedita allo spaccio di sostanza stupefacente (eroina e cocaina), nonché i pusher, operanti nelle città di Salerno, Battipaglia, Bellizzi e Capaccio, nonché nella città di Potenza e in quest’ultima provincia, in particolare nei pressi degli svincoli autostradali di Balvano e Picerno.

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La Polizia di Stato scopre una serra artigianale per la coltivazione di cannabis nel sottotetto di un’abitazione a Cava de’Tirreni

Nelle prime ore del mattino di oggi, 6 luglio, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cava de’ Tirreni, diretto dal Vice Questore Giuseppe Fedele, al termine un’attività di indagine, hanno deferito in stato di libertà D.M.A., cavese di anni 39, con alcuni precedenti in materia di stupefacenti, poiché resosi responsabile di coltivazione di piante di cannabis varietà indica. Gli agenti, che già da un po’ di tempo tenevano sotto osservazione l’abitazione dell’uomo in località Pregiato Vecchia, alle prime ore del mattino effettuavano un’attività di perquisizione domiciliare, in particolare all’interno del sottotetto, di cui l’uomo aveva la disponibilità ed in cui aveva realizzato una serra artigianale, sostituendo le tegole di terracotta con quelle in vetro trasparente, così da irrorare le piante con la luce solare durante il giorno, mentre per la notte aveva creato un impianto di illuminazione a luce calda. All’esito dell’attività gli agenti rinvenivano dieci piante di cannabis di altezza di oltre 1,5 metri, materiale per la coltivazione e la concimazione, un astuccio contenente alcuni semi della stessa specie di pianta, un bilancino elettronico di precisione ed alcune bustine di plastica trasparente utilizzate per riporvi le parti essiccate e sminuzzate. Dopo le formalità di rito, l’uomo veniva deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria e le piante ed il materiale rinvenuto sottoposto a sequestro per la successiva distruzione.

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Spaccio di droga, pusher ai domiciliari

Nella giornata di oggi, la Squadra Mobile della locale stazione ha dato esecuzione all’Ordinanza Applicativa di Misura Cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Salerno lo scorso due luglio, con la quale applica la misura degli arresti domiciliari a carico di: M. F. di Nocera Inferiore, residente a Salerno, ritenuto responsabile dei reati p. e p. dagli artt. 110, 81 e 73 DPR 309/90 co. 1 e 4; 337 e 61 n.2 c.p.; 582, 585 in relazione all’art. 576 c.p. Il procedimento penale iscritto a carico del predetto fa riferimento ai fatti occorsi in data 5 maggio scorso durante un fermo per controllo, operato da personale della Squadra Volanti, dell’autovettura condotta dallo stesso, con a bordo altro giovane.

In seguito alla perquisizione personale di entrambi e dell’autovettura, è stata rinvenuta e sequestrata sostanza stupefacente verosimilmente destinata alla cessione a terzi acquirenti.  In quella circostanza, il passeggero è stato arrestato per l’ipotesi delittuosa di detenzione di sostanza stupefacente, nonché per resistenza a pubblico ufficiale, mentre M.F. è stato deferito in stato di libertà.

I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di acclarare che l’odierno indagato, in concorso con l’amico (per il quale si è proceduto separatamente), illecitamente deteneva sostanza stupefacente del tipo cocaina e crack per un peso complessivo apri a 23.57 grammi, nonché sostanza stupefacente del tipo hashish per un peso complessivo pari a grammi 0.78, per finalità di spaccio; inoltre, al fine di assicurarsi l’impunità dal delitto di cui sopra, con violenza consistita nello spintonarlo fino a farlo rovinare a terra, si è opposto ad un operatore della Squadra Volanti, che si era posto al suo inseguimento, cagionandogli lesioni personali giudicate guaribili in 7 giorni.

M.F., terminate le formalità di rito, è stata sottoposto agli arresti domiciliari presso l’abitazione di residenza.   

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Polizia: continua il contrasto in città allo spaccio di sostanze stupefacenti

Nel pomeriggio di ieri, gli Agenti della Polizia di Stato hanno tratto in arresto un giovane pregiudicato salernitano per il reato di cessione di sostanze stupefacenti e porto in luogo pubblico di oggetto atto ad offendere. Durante uno dei controlli d’iniziativa svolti dagli agenti della sezione Volanti della Questura di Salerno, infatti, una pattuglia ha sorpreso in una strada secondaria della zona collinare della città due giovani con fare sospetto. Gli agenti hanno quindi notato che i due si stavano scambiando dello stupefacente. In particolare, lo spacciatore, E.e. salernitano del 1986, stava cedendo una dose di cocaina all’altra persona individuata dagli agenti, anch’egli salernitano, M.W., del 1973.

I due uomini, sorpresi dal controllo, hanno provato ad allontanarsi ma sono stati fermati ed identificati dagli agenti. Inoltre gli stessi agenti della Polizia di Stato hanno rinvenuto indosso al giovane spacciatore altre dosi di stupefacente oltre a quella spacciata, in particolare trentuno confezioni tra eroina e cocaina nonché una somma di denaro in banconote di piccolo taglio, provento dello spaccio. Sequestrati anche l’automobile ed il telefono cellulare del pusher e recuperata la dose di stupefacente in possesso dell’assuntore, che è stato segnalato alla locale Prefettura in base all’art. 75 del T.U. in materia di stupefacenti. Inoltre, gli Agenti della Polizia di Stato hanno rinvenuto nell’abitacolo dell’automobile dello spacciatore un bastone di legno di circa un metro di lunghezza, trovato nella sua disponibilità. Per tale condotta di porto in luogo pubblico egli è stato anche denunciato in base all’art. 4 della legge sulle armi. Il giovane pusher, gravato già da precedenti per reati contro la persona e contro il patrimonio, è stato arrestato dagli agenti della polizia di Stato e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria; lo stupefacente e le cose pertinenti al reato sono state sequestrate, in attesa della convalida.

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Spaccio di droga, decapitato pericoloso gruppo criminale ad Eboli

 

Nelle prime ore della mattina, nelle province di Salerno e Napoli, militari di questo Comando Provinciale, supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti e del Nucleo Cinofili di Sarno (SA), hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal Gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di 6 indagati (1 in carcere, 4 agli arresti domiciliari ed 1 con obbligo di dimora nel Comune di residenza), gravemente indiziati, a vario titolo, di “detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, concorso in lesioni personali aggravate dal metodo mafioso e detenzione e porto abusivo di arma”.

I provvedimenti conseguono ad una vasta ed articolata attività d’indagine avviata dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Salerno nel mese di maggio 2018, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di questo capoluogo. Il procedimento trae origine dagli sviluppi delle investigazioni svolte a seguito delle denunce sporte dai titolari del supermercato “Al Caporale” di Eboli, in relazione ad un tentativo di estorsione commesso nel 2018, che vide come principale autore Maiale Giovanni detto ‘a minaccia 1 , che fu poi tratto in arresto – in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare – unitamente Prinzi Adolfo e Ammutinato Massimo, cui fu contestata l’aggravante del c.d. “metodo mafioso”, avendo essi richiamato l’appartenenza al sempre temuto clan Maiale per convalidare il proprio potere di intimidazione. Il Maiale Giovanni, negli corso degli anni, si è reso protagonista di diversi, gravi episodi delittuosi commessi nel territorio ebolitano (come quello, particolarmente eclatante, che compì nell’agosto 2015 quando, in pieno giorno ed in un quartiere ad alta densità di abitanti, fece esplodere un ordigno rudimentale per ritorsione nei riguardi dell’ex compagna), grazie ai quali è riuscito a qualificare il suo profilo criminale e ad incutere – ancora oggi – forte soggezione nella popolazione locale.

L’indagine ha permesso di ricostruire l’esistenza di un articolato gruppo armato, con ruoli e competenze ben definite, dedito alla commissione dei suddetti delitti, con ingente disponibilità di stupefacente del tipo cocaina, hashish e crack, promosso e diretto dal MAIALE Giovanni, con la collaborazione del figlio Gerardi Michael, dalla compagna Marotta Antonella, dalla nipote Di Cunzolo Valentina e da Del Vecchio Mario, i quali vantavano un canale di rifornimento privilegiato delle sostanze illecite nel quartiere Barra di Napoli, per il tramite di Rizzo Claudia. Agli indagati vengono contestate anche condotte estorsive, declinate con minacce personali rafforzate dalla figura violenta del Maiale, finalizzate a costringere alcuni “clienti” del gruppo criminale investigato al pagamento immediato di somme di denaro come corrispettivo di pregresse forniture di stupefacenti non saldate. Tra le contestazioni mosse al Maiale (ed alla complice Di Cunzolo Valentina) figura altresì l’episodio che aveva già attirato l’attenzione dei media, verificatosi il giorno 18 maggio 2018 all’interno di un bar nel centro di Eboli, riguardante una violenta aggressione condotta anche con l’utilizzo di uno sfollagente ai danni di alcuni appartenenti alla comunità Rom del posto, per ritorsione, avendo costoro messo pubblicamente in discussione lo “spessore” e la “credibilità” criminale di Giovanni ‘a minaccia.

Per tale fatto i componenti della spedizione punitiva dovranno rispondere anche dell’aggravante di cui all’art. 416 bis 1 c.p.. L’attività investigativa rappresenta il tassello terminale di una più vasta azione di contrasto nei riguardi del “clan MAIALE” di Eboli, che recentemente aveva fatto registrare il tentativo di una sua riorganizzazione criminale sul territorio della piana del Sele, grazie al ritorno del suo capo storico, MAIALE Giovanni, alias “Giovanniello”, avvenuto alla fine dell’anno 2017, dopo aver scontato la pena inflitta ed essere stato per anni collaboratore di giustizia. “Giovanniello”, da subito sottoposto a controllo da parte delle Autorità giudiziaria e di polizia, è stato tratto in arresto il 14 febbraio 2019, in esecuzione dell’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale Salernitano su richiesta della locale D.D.A., unitamente ad altri due soggetti, accusati – a vario titolo – di turbativa d’asta ed estorsione aggravate dal metodo mafioso, nonché detenzione illegale di armi da fuoco e relativo munizionamento, ricettazione, falso in bilancio e corruzione aggravata. Nel corso dell’attività d’indagine sono stati segnalati numerosi assuntori di stupefacente ai sensi art. 75 del D.P.R. 309/1990. Il fatturato mensile dell’impresa criminale si aggirava intorno ai 50.000 €. I destinatari dell’odierno provvedimento sono:

CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE: Maiale Giovanni “ a minaccia”, cl.1973; A

RRESTI DOMICILIARI: Di Cunzolo Valentina, cl.1997; Gerardi Michael, cl.1999; Marotta Antonella, cl.1992; Rizzo Claudia, cl.1977;

OBBLIGO DI DIMORA NEL COMUNE DI RESIDENZA: Del Vecchio Mario, cl.1968;

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Spaccio di droga e armi, scacco ai clan del centro storico e al Villaggio dei puffi

Nelle prime ore della mattina, nelle province di Salerno, Cosenza e Trento, militari di questo Comando Provinciale, supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti, del 7° Nucleo Elicotteri di Pontecagnano (SA) e del Nucleo Cinofili di Sarno (SA), hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal GIP del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di 38 indagati (16 in carcere e 22 agli arresti domiciliari), gravemente indiziati, a vario titolo, di “Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”, “Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”, “Detenzione e Porto abusivo di arma da guerra”, “Lesioni”, “Danneggiamento seguito da incendio” ed “Estorsione”.

I provvedimenti scaturiscono da una complessa ed articolata attività d’indagine avviata dalla Compagnia di Salerno nel 2017, attraverso metodi tradizionali, con il supporto di attività tecniche e mirati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, resi ancor più difficili dal contesto urbanistico dell’area d’intervento (in particolare, del centro storico della città, fatto di budelli e vicoli).
L’indagine ha permesso di ricostruire l’esistenza di un’associazione a delinquere dedita alla commissione dei suddetti delitti, con una disponibilità di notevoli quantitativi di stupefacente del tipo cocaina, hashish, eroina ecc., gravitante attorno alla figura di Ciro Persico. Questi, originariamente legato al clan d’Agostino con ruolo di rilievo, è non a caso definito il “boss del centro storico” di Salerno, poiché, in seguito all’arresto dei vertici del clan, ha continuato a mantenere il controllo dello spaccio nel cuore della città, rappresentando l’autorevole figura di riferimento necessaria al gruppo criminale investigato per imporre nuovamente un cartello nelle piazze di spaccio del capoluogo e non solo.

Il nome dell’operazione ruota proprio intorno al Persico poiché, nel corso di una intercettazione telefonica, uno dei sodali asseriva come il suo principale obiettivo non fosse l’affermazione economica, bensì il prestigio, l’ascendente, e, quindi, il riconoscimento unanime di capo indiscusso dell’organizzazione, come confermato dai suoi gregari, i quali, in una circostanza, per formalizzare l’ingresso di alcuni di essi nel suo gruppo, vollero donargli un fucile a canne mozze, sequestrato però dai Carabinieri poco prima della consegna.
Il Persico è risultato il dominus della distribuzione di grossi quantitativi di sostanza stupefacente di ogni tipo non solo nel centro storico (zona più volte sotto riflettori di autorità e stampa e preminente problematica degli abitanti del luogo, per via del degrado connesso con la diuturna attività di spaccio), ma anche in altre zone della città ed altri Comuni della provincia, grazie al coinvolgimento di pregiudicati di livello, sebbene non direttamente inseriti nella consorteria. È stato proprio lui, con alcuni dei suoi più fidati affiliati, ad incontrare, in Bellizzi, esponenti del Clan DE FEO, per avere il loro assenso (poi ottenuto) al rifornimento di droga dei Comuni di Acerno e Montecorvino Rovella.
Nel corso delle attività, sono emerse, inoltre, concrete responsabilità in capo ai vertici dell’organizzazione riguardo ad alcuni atti intimidatori, tra cui l’incendio di diverse autovetture ed una gambizzazione ai danni di esponenti della stessa fazione criminale, per affermare la propria leadership sul controllo delle piazze di spaccio (in particolare della frazione Matierno del Comune di Salerno) su cui avevano esteso il loro interesse.
L’attenzione degli inquirenti si è poi rivolta allo storico gruppo delinquenziale di riferimento del “villaggio dei puffi”, area di edilizia popolare salernitana del quartiere Mariconda, legato ai pregiudicati Mauro Natella, Alfonso Fruncillo e Maurizio De Sio, che, per la vendita della droga, si avvalevano dei servizi di pusher domiciliati proprio in quel quartiere (talvolta legati ad essi da rapporti di parentela), approvvigionandosi della “merce” sia dal Persico che direttamente dall’hinterland napoletano.
È stata, in sintesi, documentata una vera e propria guerra senza esclusione di colpi per il controllo delle piazze di spaccio in tutto il capoluogo salernitano ed in diversi Comuni della Provincia, fatta di svariate aggressioni e gravi atti intimidatori perpetrati per tutto l’anno 2017, a riprova della caratura criminale dei soggetti colpiti dalle odierne misure custodiali e della loro assoluta pericolosità sociale.
Nel corso dell’attività investigativa, che ha rivelato un fatturato illecito giornaliero di € 4.000 circa, sono stati arrestati 11 indagati in flagranza di reato e sequestrati complessivamente 70 Kg circa di stupefacente, nonché 4 pistole ed 1 fucile.

I destinatari dell’odierno provvedimento sono
CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE
Persico Ciro cl. 1960, pluripregiudicato;
Iannone Luigi cl. 1989, pregiudicato;
Caracciolo Gennaro cl. 1981, pregiudicato;
Cerrito Patrizio cl. 1989, pregiudicato;
Galasso Federico cl. 1995, pregiudicato;
Siniscalchi Eugenio cl. 1991, pregiudicato;
Persico Antonio cl. 1963;
Iavarone Raffaele cl. 1982, pregiudicato;
Noschese Antonio cl. 1944, pregiudicato;
Natella Mauro 1992, cl. pregiudicato;
Fruncillo Alfonso cl. 1987, pregiudicato;
Amato Salvatore cl. 1994, pregiudicato;
Sica Michele cl. 1994, pregiudicato;
Frasca Roberto cl. 1991, pregiudicato;
Grimaldi Fabio cl. 1985, pregiudicato;
De Sio Maurizio cl. 1990, pregiudicato;

ARRESTI DOMICILIARI

Calonico Matteo cl. 1976, pregiudicato;
Rispoli Gerardo cl. 1985, pregiudicato;
Pumpo Vittorio cl. 1966, pregiudicato;
Vinciguerra Salvatore cl. 1976, pregiudicato;
Ventre Ugo cl. 1964;
Vassallo Antonio cl. 1959, pregiudicato;
Molinaro Alessio cl. 1998;
Casaburi Fabio cl. 1998;
Spisso Angelo cl. 1973, pregiudicato;
Galluzzo Serena cl. 1996;
Landi Maria Rosaria cl. 1983;
Avallone Luca cl. 1975, pregiudicato;
Sasso Franco cl. 1963, pregiudicato;
Maisto Stefano cl. 1988, pregiudicato;
Vicinanza Bruno cl. 1992, pregiudicato;
Ragosta Salvatore cl. 1986, pregiudicato;
Mariano Vittorio cl. 1971, pregiudicato;
Mainolfi Luigi cl. 1987, pregiudicato;
Nuvoli Francesco cl. 1983, pregiudicato;
De Sio Mariano cl. 1998, pregiudicato;
De Sio Fabio cl. 1997, pregiudicato;
Attanasio Raffaella cl. 1996.