di Erika Noschese

di Erika Noschese
Carenze strutturali all’interno del comando di Polizia Locale del Comune di Salerno. A denunciarle al sindaco Vincenzo Napoli la Rsu Fp Cgil Salerno insieme al segretario generale Antonio Capezzuto. L’ultimo episodio, nella notte tra domenica e lunedì quando gli agenti, nel corso dei controlli in città, hanno eseguito il fermo giudiziario di un cittadino. Portato nella sede della Polizia Locale, l’uomo è stato trattenuto negli uffici, aperti anche al pubblico, per tutta la notte e la giornata successiva, in una struttura assolutamente non idonea. “Quanto accaduto non può più ripetersi– scrive nella nota indirizzata a Palazzo di Città la Rsu aziendale – occorrono protocolli sanitari ed i necessari interventi strutturali idonei a questo tipo di attività, sempre più frequente tra le funzioni di Polizia Locale oltre alla dotazione di autovetture di servizio che consentano il trasporto delle persone fermate”.
di Erika Noschese
E’ ancora scontro tra la Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporto e Ugl con l’azienda Busitalia e l’amministrazione comunale di Salerno. Dopo la richiesta di un incontro per fare il punto della situazione in merito alla riorganizzazione aziendale, i sindacati hanno attivato la prima fase della procedura di raffreddamento. Di fatti, nonostante l’ordinanza della Regione Campania che a seguito del riavvio delle attività lavorative ha ordinato il ripristino del 100% dei servizi di Tpl (chilometri contrattualizzati), non riprende le attività e continua ad applicare ammortizzatori sociali arrecando un gravissimo disagio sia all’utenza attraverso l’offerta di un servizio assolutamente inadeguato che ai lavoratori posti nel “Fondo Bilaterale. «In merito al rispetto dei previsti Protocolli Sanitari relativi all’Emergenza Covid-19, siamo costretti a evidenziare all’Ente Committente, alla Prefettura, alla società Capofila del Gruppo Busitalia e alla Direzione Centrale Protezione Aziendale FS che sia gli RLS che i Membri del Comitato Aziendale Covid-19 costituito ai sensi del DPCM, ci evidenziano continue mancanze in merito al rispetto degli stessi Protocolli e le scriventi Segreterie Territoriali, in considerazione del rischio sanitario e del carattere penale delle mancanze, chiedono un riscontro immediato», hanno spiegato i sindacati secondo cui l’azienda, in una fase così delicata, cerca di mettere in esercizio turni irrispettosi della norma in merito all’orario di lavoro ed estremamente gravosi per le maestranze.
Tra le principali criticità evidenziate in sede di riunione tra azienda e Cot le organizzazioni sindacali sottolineano come la proposta aziendale, pur intensificando alcune fasce orarie nelle prime ore mattutine (linea 8 Salerno-Battipaglia e linea 10 SalernoM.S.Severino) e di conseguenza, l’utenza presente sulla lunga tratta che ha necessità di recarsi a lavoro, non è servita per niente pregiudicando il diritto alla mobilità e la stessa possibilità di lavorare. Stando a quanto emergenze dalle dichiarazioni dei verbali, la società si sarebbe resa disponibile a recepire le richieste delle organizzazioni sindacali salvo poi fare un passo indietro. «Di fatto, i verbali trasmessi dalla società sono stati rigettati e disconosciuti dalle organizzazioni sindacali. perché in essi non è stato riportato fedelmente quanto emerso dagli incontri, piuttosto sembrerebbe un documento scritto ad arte dall’azienda in modo tendenzioso», hanno aggiunto i sindacati spiegando che nelle tabelle trasmesse si sono evidenziati eccessivi carichi di lavoro, con una media lavorata complessiva dei turni che va ben oltre l’orario contrattuale, mentre su alcune realtà aziendali continuano a non essere assicurate le coperture dei servizi.
Di fatto la società, senza nessun tipo di accordo con i sindacati vorrebbe aumentare l’orario di lavoro settimanale, riducendo l’esigenza numerica di operatori di esercizio e caricando lo straordinario sulla prestazione ordinaria del personale di guida. Vorrebbe, sostanzialmente, pagare lo straordinario o costituire una banca ore per il personale di guida, cosa non prevista dal Ccab (Contratto Collettivo Aziendale Busitalia) per gli operatori di esercizio. Visto l’aumento dei carichi di lavoro, vista la mancata considerazione delle varie soluzioni alternative proposte e in considerazione dell’elevato numero di turni a ripresa i sindacati si dicono costretti a rigettare la proposta aziendale a salvaguardia della salute e della vita personale e sociale dei lavoratori. Infatti, la società «avrebbe la possibilità di riorganizzare e ristrutturare il programma di esercizio garantendo funzionalità, fungibilità e rispetto delle norme, invece, come spesso avviene, si creano difficoltà all’utenza e a chi espleta il proprio lavoro, con atti unilaterali irrispettosi, cosa che appare ancora più incomprensibile in un momento storico di così grande difficoltà – hanno poi aggiunto i segretari – La presente procedura viene avviata anche per la mancanza di Relazioni Industriali con le OO.SS. aziendali e, a tal fine, si comunica che ad una serie di richieste, effettuate da tempo dalle RSA, non vi è stato dato nessun riscontro da parte della società (Note: Richiesta chiarimenti Cambi aziendali – Chiarimenti problematiche Linea 24 – Richiesta installazione trombe bitonali Nuovi Bus – Problematiche linea 69 – Problema Parcheggio Università – Assegnazione turni con uso Autosnodati – Richiesta incontro per problematiche linea 34 etc..)». In considerazione della volontà della società Bic di applicare quanto da essa determinato anche in deroga a norme del Ccnl, a leggi su orario lavoro e ordinanze Regionali, in considerazione delle segnalazioni per il mancato rispetto del Protocolli Sanitari Covid-19 e dell’assenza di normali relazioni industriali appropriate, le segreterie territoriali diffidano la Società Busitalia Campania dalla messa in esercizio delle tabelle trasmesse e avviano la Prima Fase della Procedura di Raffreddamento.
di Erika Noschese
La società Alba è salva. Vittoria significativa per la Fp Cgil, FitCisl, Cisl Fp, Uiltrasporti e Uil Fpl che, fin da subito si sono battuti fin da subito per salvaguardare la società che gestisce il servizio di raccolta differenziata a Battipaglia. A comunicare la salvezza dell’Alba sono stati proprio Erasmo Venosi, Ezio Monetta, Gennaro Scarano, Alfonso Rianna, Vincenzo Della Rocca e Carlo Astone che hanno portato la “questione” salvezza in consiglio comunale. I sindacati e le Rsu aziendali possono gridare vittoria, la società Alba è salva. “Hanno vinto i lavoratori, ha vinto la città”, hanno dichiarato i sindacalisti. E ancora: “Il sindaco e la sua maggioranza stavano per scrivere una delle pagine più brutte per la storia di Battipaglia ma la forza dei fatti e dei numeri hanno avuto la meglio”, hanno poi aggiunto. Da qui la richiesta di un confronto “sereno e civile” per far sì che la società possa diventare punto di riferimento per il futuro sub ambito professionale della Piana del Sele. “Noi siamo e saremo disponibili ad ogni genere di confronto o tavolo istituzionale purché non venga più usata la parola liquidazione”, hanno poi aggiunto sindacati ed Rsu.