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Covid, Guardia di Finanza sequestra mezzo milione di mascherine non a norma al porto di Salerno

Nei giorni scorsi, durante le ordinarie attività di controllo finalizzate al contrasto dei traffici illeciti, i Funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Salerno ed i Finanzieri del locale Comando Provinciale hanno sequestrato, all’interno del porto, oltre cinquecentomila mascherine protettive, non potendone confermare i requisiti essenziali di salute e sicurezza stabiliti dalla normativa europea. I prodotti irregolari, rinvenuti all’interno di un container proveniente dalla Cina, erano destinati ad una società di commercio all’ingrosso laziale; lo smercio è stato però impedito dall’intervento delle Fiamme Gialle della 2ª Compagnia di Salerno, impegnate in un’attenta analisi dei rischi riguardante la vendita dei dispositivi di protezione, proprio in ragione della delicata funzione assolta da questi presidi individuali, nell’attuale fase di emergenza sanitaria. Considerata la natura della merce in ingresso dichiarata dal mittente, i militari hanno quindi concordato con i Funzionari Antifrode dell’Ufficio Dogane il blocco delle operazioni di scarico, così da procedere al materiale controllo fisico dei prodotti. Sono state in questo modo rinvenute, durante l’ispezione, centinaia di scatole contenenti mascherine protettive modello “FFP2” che, a prima vista, sembravano del tutto a norma, essendo munite del previsto marchio “CE”, obbligatorio per la commercializzazione e l’utilizzo nel territorio dell’Unione Europea. I successivi approfondimenti ed un più attento esame della documentazione esibita a corredo dell’operazione doganale, la quale doveva comprovare la regolarità tecnica dei prodotti, hanno però portato i militari ed i Funzionari doganali a scoprire la falsità della marcatura “CE” apposta. L’attestazione di conformità, alla quale è subordinata l’applicazione del marchio comunitario, infatti, era stata, sì, rilasciata dal competente organismo europeo (il cd. ente “notificato”), ma quest’ultimo aveva espresso quel parere positivo con riferimento ad una partita di mascherine chirurgiche. Si trattava, quindi, di dispositivi del tutto diversi da quelli bloccati in dogana.

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Maxi sequestro al Porto di Salerno, GdF scopre traffico di droga dell’Isis

Amfetamine e pasticche prodotte in Siria dall’Isis per finanziare il terrorismo sequestrate al porto di Salerno. Il valore della droga, trovata dalla Guardia di Finanza di Napoli a Salerno in 3 container, è di oltre un miliardo di euro. Il quantitativo di stupefacente è ingente: 14 tonnellate di amfetamine, 84 milioni di pasticche con il logo “captagon”, prodotte in Siria dall’Isis per finanziare il terrorismo. È noto che Isis finanzia le proprie attività terroristiche anche e soprattutto con il traffico di droghe sintetiche, prodotte in gran parte in Siria, diventata per questo motivo negli ultimi anni il primo produttore mondiale di amfetamine. La droga nel porto di Salerno era nascosta in cilindri di carta per uso industriale e macchinari costruiti in maniera tale da impedire agli scanner di individuare il contenuto. Dopo il sequestro, le Fiamme gialle hanno trasferito i container in un luogo attrezzato per procedere all’ispezione interna, con l’ausilio di tecnici specializzati e con la preziosa collaborazione della Sezione antifrode della Agenzia delle Dogane di Salerno. I cilindri di carta, alti circa 2 metri e del diametro di 140 centimetri – verosimilmente costruiti in Germania – sono stati congegnati in multistrati in grado di celare allo ‘scanner’ il contenuto, riposto negli strati interni, di circa 350 kg di pasticche per ogni cilindro. Il risultato rappresenta il più grande sequestro di amfetamine a livello mondiale. È stato effettuato in esecuzione di un apposito decreto emesso dalla procura della Repubblica di Napoli – Direzione distrettuale antimafia. L’operazione è maturata nell’ambito di una complessa attività d’indagine delegata al Gico nei confronti di un’organizzazione con proiezioni internazionali dedita all’importazione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. Dopo il periodo di lockdown, dovuto all’emergenza epidemiologica da coronavirus, sono state, infatti, intensificate le attività di contrasto nello specifico settore. Quanto alla destinazione finale, è verosimile che sia coinvolto un ”consorzio” di gruppi criminali, sia per il valore totale delle spedizioni, sia per la distribuzione sui mercati di riferimento (85 milioni di pasticche possono soddisfare un mercato di ampiezza europea). L’ipotesi è che durante il lockdown, dovuto all’emergenza epidemiologica mondiale, la produzione e distribuzione di droghe sintetiche in Europa si sia praticamente fermata e quindi alla ripresa molti trafficanti, anche in consorzio, si siano rivolti alla Siria, la cui produzione invece non pare aver subito rallentamenti. Sono in corso ulteriori indagini per l’individuazione dei responsabili che, proprio in relazione all’ingente quantitativo sequestrato, potrebbero operare per conto di un “cartello” di clan di camorra in grado di commercializzare le sostanze in ambito internazionale. Il captagon viene smerciato in tutto il Medio Oriente ed è diffuso sia tra i combattenti per inibire paura e dolore sia tra i civili perché non fa sentire la fatica. Prodotta inizialmente soprattutto in Libano e diffusa in Arabia Saudita negli anni ’90, questa sostanza stupefacente è ricomparsa nei covi dei terroristi – come ad esempio nell’attacco al Bataclan di Parigi nel 2015 – ed è perciò stata soprannominata la “droga dell’Isis” o la “droga della Jihad’’.

LE REAZIONI

“Complimenti alla Guardia di Finanza che ha smantellato non un “semplice” traffico di stupefacenti e dunque di morte, ma una delle principali vie di finanziamento del terrorismo. Coi soldi incassati grazie a questa droga l’Isis finanziava le sue azioni militari contro l’Occidente e magari proprio contro i nostri soldati. L’Italia e la Campania sono chiuse e devono essere chiuse ai trafficanti di morte”, ha dichiarato Severino Nappi, esponente della Lega in Campania.

“La collaborazione tra la DDA di Napoli, la GdF e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha permesso di mettere a segno un durissimo colpo allo spaccio di sostanze stupefacenti. Continuiamo così!”, lo scrive in una nota il Sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo, al termine dell’operazione condotta questa mattina dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (GICO) dalla Guardia di Finanza, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Napoli e con il supporto informativo della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, in collaborazione con investigatori internazionali, che ha portato al sequestrato di 14 tonnellate di amfetamine tutte riconducibili al gruppo terroristico dell’Isis/Daesh. “Grazie e complimenti a tutti i ragazzi che hanno lavorato mesi e mesi per questo straordinario risultato”, scrive Tofalo.

“L’operazione di Salerno che ha portato al sequestro di ingenti quantitativi di droga è doppiamente importante: non solo per il colpo inferto al traffico di stupefacenti ma anche per la probabile finalità di sostegno al terrorismo internazionale. Complimenti alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Dogane per lo straordinario successo”. Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.