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Il porto turistico di Agropoli si rifà il look. In corso gli interventi di restyling.

Hanno preso il via da alcuni giorni i lavori di restyling del porto di Agropoli. Alcuni mesi fa venne pubblicato il bando di gara, per un importo complessivo di circa 630.000 euro, per la realizzazione di una serie di interventi della struttura portuale agropolese, che consentiranno di rendere la stessa ancora più efficiente ed accogliente.

Gli interventi previsti in sintesi sono i seguenti: rifacimento dell’asfalto esistente; ammodernamento del muro di sopraflutto relativamente ad intonaco e illuminazione; ammodernamento della banchina, in merito a pavimentazione, asfalto e segnaletica; adeguamento e realizzazione ex novo di impianti: idrico, elettrico, antincendio e sicurezza; integrazione arredi banchina.

I lavori sono finanziati interamente con fondi del Programma Operativo Feamp Campania 2014/2020, misura 1.43 Porti, Luoghi di Sbarco.
«Dovevano iniziare agli inizi di marzo scorso, i lavori di restyling del porto – afferma il sindaco Adamo Coppola – ma furono rinviati a causa del Covid-19. Gli interventi, iniziati qualche giorno fa, consisteranno nella messa in opera della pavimentazione dei marciapiedi, ad oggi cementati e in un totale restyling di arredo urbano attraverso l’installazione, tra l’altro, di nuove panchine “intelligenti” con possibilità di ricarica per i dispositivi mobili, il miglioramento dell’illuminazione e un’area giochi per bambini. Previsti 6 impianti di videocontrollo e 7 colonnine antincendio. Il cantiere procederà per lotti funzionali, o micro lotti, in modo da non comportare disagi all’attività del porto stesso».

«L’Ente cilentano – dichiarano Franco Di Biasi, consigliere delegato ai Lavori pubblici – è risultato beneficiario, oltre all’intervento in corso, anche di un ulteriore finanziamento regionale per l’esecuzione dei lavori di ripristino dei fondali del porto di Agropoli, per un importo di 2,8 milioni di euro. Quello in corso e l’altro consentiranno di migliorarlo e renderlo maggiormente funzionale alle esigenze dei diportisti e degli altri fruitori».

«Sono felice di annunciare, dopo questo, fortunatamente breve, periodo di fermo – afferma Giuseppe Di Filippo, consigliere delegato al Porto e Demanio – l’inizio dei lavori presso il porto della nostra città. Tali lavori, intesi a migliorare l’offerta di servizi sia ai turisti che agli operatori portuali, sono finanziati dalla Regione Campania. Sono previste opere puntuali che miglioreranno la vivibilità del nostro porto che auspichiamo diventi, sempre di più, punto di riferimento della costiera cilentana».

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Salerno, la Polizia sottopone a sequestro un appartamento in zona porto utilizzato per l’attività di prostituzione

Nell’ambito dei controlli antidroga e antiprostituzione ed a seguito di articolata attività di indagine, nella notte tra il 1 e il 2 giugno, gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile effettuavano diversi servizi di osservazione nella zona portuale di Salerno, ove era stata segnalata la presenza di numerosi persone che s’intrattenevano all’interno di uno stabile nelle ore notturne. Dopo una serie di appostamenti, gli agenti avevano il fondato sospetto che, all’interno dell’appartamento in questione, occupato da una cittadina sud americana, si consumassero prestazioni sessuali a pagamento. Pertanto, fermati inizialmente tutti gli avventori per riscontrare le ipotesi investigative ed acclarati i fatti, gli uomini della Sezione Falchi facevano irruzione all’interno dell’appartamento. All’interno venivano trovate due persone, una di nazionalità colombiana di anni 23 che era in compagnia del suo cliente di nazionalità italiana, nell’attesa di consumare una prestazione sessuale. Dalla successiva perquisizione sono stati rinvenuti e sequestrati circa 250 preservativi, flaconcini di gel massage oltre ad una somma di denaro, provento dell’attività posta in essere dalla cittadina colombiana. Con la raccolta degli elementi a sostegno dell’ipotesi investigativa, l’appartamento veniva posto sotto sequestro con l’apposizione di sigilli e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria in attesa di ulteriori provvedimenti a carico dei responsabili.

 

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Traffico internazionale di rifiuti al Porto di Salerno: 39 arresti della Finanza

Gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria in servizio presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno hanno dato esecuzione ad una ordinanza cautelare emessa dal GlP presso il Tribunale di Salerno nei confronti di 69 indagati (39 arresti domiciliari, 21 divieti di dimora, 9 misure interdittive dall’esercizio della professione di pubblico ufficio e pubblico servizio).

Il provvedimento cautelare è stato emesso nei confronti di 17 funzionari doganali, 6 funzionari sanitari, 22 spedizionieri doganali, 10 operatori portuali, 2 avvocati, un dipendente amministrativo in servizio presso la Procura della Repubblica di Salerno, un militare della Guardia di Finanza e 10 privati.

I reati contestati a diverso titolo sono contrabbando di tabacchi lavorati esteri, peculato, corruzione, traffico internazionale di rifiuti e ricettazione, accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto di ufficio, falso in atto pubblico, traffico di sostanza illecita, favoreggiamento personale. Si tratta di reati commessi nell’area portuale salernitana.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Salerno, hanno inizialmente avuto origine da una segnalazione dell’OLAF, Ufficio Europeo Antifrode, relativa ad un sospetto contrabbando di tabacco per narghilè in transito per il porto di Salerno e apparentemente destinato in Marocco.

Gli accertamenti investigativi hanno consentito di accertare come il transito riguardante oltre 5 tonnellate di tabacchi lavorati esteri solo apparentemente era giunto negli spazi doganali per la successiva esportazione in quanto, con il coinvolgimento dei funzionari doganali, era stato fittiziamente registrato in uscita dall’Ufficio doganale di Salerno laddove era stato immesso illecitamente sul mercato con un’evasione dei diritti doganali stimata in oltre 1 milione e 200mila euro.

I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei Direttore ad interim e del Vicedirettore dell’Ufficio delle Dogane di Salerno i quali, unitamente ad altri funzionari doganali avevano attuato condotte omissive per eludere le indagini dirette ad accertare i potenziali responsabili delle fittizie registrazioni doganali.