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Il comparto riabilitativo e sociosanitario privato accreditato in ginocchio, istituito un proprio gruppo di crisi

Le Associazioni maggiormente rappresentative del comparto riabilitativo che rappresenta la quasi totalità dei Centri di riabilitazione ambulatori, semiconvitti e centri diurni, delle Rsa (residenze sanitarie assistenziali) per anziani e disabili, delle SUAP, SIR ed Hospice e dei Presidi ambulatoriali di FKT, denunciano la grave situazione emergenziale che si è venuta a creare con la recrudescenza del contagio da Covid-19. Le scriventi associazioni, pertanto, hanno costituito un gruppo di crisi composto da esperti del settore al fine di creare una fattiva collaborazione con l’Unità di Crisi regionale e con i dirigenti della direzione generale della salute e del coordinamento del sistema sanitario regionale. I Centri di riabilitazione con posti letto, le RSA per anziani e disabili vivono situazioni a dir poco drammatiche per cercare di limitare al massimo la diffusione del contagio all’interno dei reparti. Il personale, decimato dai contagi e dalle defezioni dei sanitari e parasanitari dovute alle chiamate dei bandi di concorso delle strutture pubbliche, effettua turni massacranti per sopperire a questa vitale carenza. Inoltre le strutture residenziali accreditate lamentano la difficoltà a reperire i necessari DPI (soprattutto guanti e tute monouso di contenimento) e, laddove si riesca a reperirli,  i costi risultano essere esorbitanti. I Centri di riabilitazione a carattere ambulatoriale, i Presidi ambulatoriali di fisioterapia ed ancor di più i semiconvitti e Centri Diurni in regime di semi-residenzialità registrano quotidiane interruzioni del servizio a causa dei continui screening preventivi dei propri operatori e delle necessarie sanificazioni degli ambienti e le inevitabili assenze degli assistiti per contagi specie in ambito familiare. Il tutto ha determinato una situazione non più sostenibile anche dal punto di vista finanziario. Nonostante le ripetute richieste di incontro  effettuate nelle settimane scorse rimaste inevase, con spirito fattivo e propositivo che il momento emergenziale esige, è stata nuovamente formulata richiesta di audizione in Regione, per poter presentare il quadro aggiornato delle criticità che i Centri di Riabilitazione e le RSA stanno affrontando anche sulla base dei dati forniti dai propri Associati per tramite di specifica scheda report.  “Auspichiamo che la Regione e l’Unità di crisi tengano in considerazione ed apprezzino questo nostro ulteriore sforzo organizzativo poiché il privato accreditato, in ogni sua forma assistenziale, è la naturale propaggine del sistema sanitario pubblico regionale. Nel caso poi della riabilitazione e dell’assistenza sociosanitaria, il settore accreditato privato è addirittura integralmente sostitutivo, erogando livelli essenziali di assistenza che la sanità pubblica non eroga”, hanno dichiarato i presidenti Accardo, Del Genio, Gambardella, Mastroberardino, Parisi, Pizza, Papa.

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Da Battipaglia a Milano per inseguire il sogno della ristorazione, Cosimo Mogavero: “Milano, città surreale ora”

di Erika Noschese

Da Battipaglia a Milano per inseguire il sogno della ristorazione. Ma, in piena emergenza Coronavirus anche la metropoli ha subito una battuta d’arresto. A raccontarlo Cosimo Mogavero, imprenditore battipagliese nonchè storico proprietario del “Victoria”, tra le pizzerie più conosciute della Piana del Sele. E Mogavero ci ha provato davvero a cambiare la sua città natale. E’ sua, infatti, l’idea de “La fabbrica dei Sapori”, all’epoca patron di Ciripizza.

“La fabbrica dei sapori” poteva essere la scommessa vincente per la Piana del Sele, con i suoi ventiduemila metri quadrati di cui circa tremila coperti. “Milano è tra le città più colpite, oggi, l’allarme resta alto e la gente ha paura. Adesso, ci siamo un po’ abituati ma vedere una trasformazione così radicale non è semplice, tutto chiuso, negozi vuoti – racconta Cosimo Mogavero – Le persone hanno paura perchè il tasso di mortalità è alto, ad oggi, almeno una persona in famiglia è direttamente colpita dal Coronavirus”.

Quella che sembrava essere un’emergenza sanitario oggi sembra essersi trasformata in una vera e propria crisi economica: “Fin dall’inizio, noi che siamo più esposti e abbiamo il polso della situazione, sapevamo bene che questa situazione avrebbe avuto conseguenze a livello economico e ripercussioni personali – ha poi aggiunto il ristoratore battipagliese – Noi abbiamo bisogno di una clientela vivace, allegra, con voglia di uscire e vivere ma in questo momento non è possibile, a cominciare proprio da noi. Aspettiamo solo questa luce in fondo al tunnel ma serve una cura subito perchè il numero di contagi è ancora altissimo.

Basti pensare a cosa accade nelle città del mondo maggiormente sviluppate, nessuno pensava sarebbe accaduto tutto questo. Cosimo, scoppiata l’epidemia, a dispetto di quanto fatto da molti non ha scelto di tornare nella sua città ma di restare a Milano, nonostante la situazione fosse già abbastanza seria e delicata. “Io vivo da anni qua, venire a Milano fu una mia scelta perchè il nostro territorio – per quello che mi riguarda – è fermo, appiattito. Basti pensare che l’aeroporto non è ancora partito, così come tutto ciò che poteva servire a sviluppare la nostra provincia”. E vivere in una grande città aiuta a far comprendere le differenze con la provincia di Salerno, una realtà che, forse, ha ancora tanto su cui lavorare: “Io lavoro a Milano ma ho rapporti lavorativi un po’ in tutta Italia, avendo colleghi e amici ovunque. Questo settore, ancor prima del Covid, vive un momento di difficoltà perchè tante persone, non avendo il lavoro, pensano di fare altro ma ogni settore ha le sue difficoltà e i suoi problemi.

 A Milano, ad esempio, c’è sofferenza perchè dall’Expo in poi c’è un eccessivo numero di locali ma questo vale in tutti i settori”. Ma Cosimo Mogavero è sicuro di una cosa: quest’emergenza, nel bene o nel male cambia un po’ tutti. E alla domanda da dove si riparte, non ha dubbi: “Tutti noi abbiamo fatto riflessioni profonde rispetto a ciò che eravamo, troppo presi dall’effimero, sempre insoddisfatti e credo che questa situazione ci aiuterà ad apprezzare la nostra vita, la nostra normalità anche se inevitabilmente tutto cambierà. Io sono fiducioso, il mondo potrebbe migliorare dopo questa brutta esperienza”. Ma il futuro dell’imprenditore è a Milano: “Non ho mai lavorato a Battipaglia, ho gestito dei locali, messo in piedi degli eventi e con La Fabbrica dei Sapori eravamo un riferimento regionale nel settore alimentare ma non mi interfacciavo mai con piccole realtà – ha aggiunto – Non è una critica, ho parte della famiglia e amici a Battipaglia ma il mio futuro è a Milano: ho un’età abbastanza matura e a breve, dopo l’emergenza, mi occuperò di formazione, di alta formazione: ho sempre provato a trasferire i segreti del mestiere ai miei ragazzi ma inizierò a farlo come lavoro, a tutti gli effetti”.