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La moda diventa digitale con Pow-Wow Fashion Tech Week 2021 Dal 18 al 20 maggio, il primo evento italiano dedicato alla moda e alle tecnologie applicate

È tutto pronto per Pow-Wow Fashion Tech Week, il primo evento italiano dedicato all’innovazione e alle tecnologie applicate al mondo del fashion, del beauty e del lifestyle che non si lascia abbattere dall’emergenza sanitaria e decide di offrire un appuntamento di qualità facendo leva sui propri elementi di unicità grazie all’ausilio della tecnologia. In seguito alle restrizioni dovute alla diffusione dell’epidemia di COVID19, infatti, l’evento verrà trasmesso in streaming così da permettere ad un pubblico vasto ed internazionale di partecipare ed interagire in diretta con un happening digitale coinvolgente, unico ed imperdibile.

Pow-Wow Fashion Tech Week, che avrà luogo dal 18 al 20 maggio, racchiude al suo interno il progresso, l’arte e la tecnologia che cooperano armoniosamente per la progettazione di un futuro fashion tech e sostenibile, come spiega Andreina Serena Romano, Founder dell’evento e CEO di Heroes S.r.l: «Anche se sembra che, a partire dal 2020, il mondo sia stato messo in pausa, con eventi cancellati o rimandati, la volontà di non mollare ci ha portato a trovare altri modi per continuare a operare. Infatti, è proprio da qui che nasce l’esigenza, con tutto il team, di far vivere un’indimenticabile esperienza immersiva, anche da remoto, per diffondere, non solo nuove tecnologie, ma anche per dimostrare quanto la moda possa migliorare il nostro modo di vivere. L’obiettivo – conclude – è quello di mostrare al pubblico quanto la moda può fare al di fuori di quello a cui siamo abituati e quanto sia essenziale per la creazione di nuove figure professionali»

Pow-Wow Fashion Tech Week nasce infatti come conference dedicata al futuro dell’industria della moda attraverso speech, workshop e panel riguardanti le applicazioni tecnologiche, la robotica, il wearable, l’intelligenza artificiale, la blockchain, l’innovazione di prodotto e processo, la sostenibilità ed il mondo digitale. Una tre giorni, quindi, in cui verranno programmate anche interviste, mostre, sfilate e tanto networking scadenzato da un ricco calendario a cui parteciperanno ospiti di fama internazionale come: Jenny Izaguirre, Country Manager Italia per Shopify; Kerry Murphy, Founder The Fabricant; Jordana Guimaraes, Founder di Fashinnovation New York, tra le realtà internazionali più rappresentative dell’ecosistema fashiotech; Ashley Watton, Head of Marketing UK & Ireland FOREO; Muchanete Kapfunde di Fashnerd.com; Leonardo Ranieri, Innovation Manager Miroglio Group; Céline Delaugère, CEO & Co-Founder Eva Engines;  Jacopo Sebastio, Founder & CEO Velasca; Benedetta De Luca, Founder Italian Inclusive Fashion; Riccardo Schiavotto, CEO & Co-founder ‎Lanieri.

L’evento si propone indubbiamente come uno degli appuntamenti fashion e tech più attesi dell’anno con l’intento di essere da supporto, grazie a soluzioni visionarie, al settore moda che guida una parte significativa dell’economia globale e in particolare di quella italiana. Al fine di creare un’esperienza più coinvolgente e reale, il team di Pow-Wow ospiterà tutti in una vera e propria fiera virtuale di ultima generazione realizzata dalla startup siciliana Coderblock, che ha contribuito in questi anni a digitalizzare gli spazi di lavoro approdando anche agli eventi virtuali. I partecipanti, infatti, potranno accedere all’arena virtuale personalizzando i propri avatar e interagendo con gli altri ospiti in modalità live ed interattiva. Saranno due i palchi che faranno da scenario al Pow-Wow Fashion Tech Week in cui si susseguiranno panel, interviste esclusive, workshop, incontri, registrazioni e live unici con esperti di sostenibilità, tecnologia e digitale del settore provenienti da tutto il mondo. Tra i tanti partner che stanno sostenendo l’iniziativa ci sono FEI, Forum Economia e Innovazione e European School of Economics con il Fashion and Luxury Culture Department di Milano che contribuiranno alla formazione dell’agenda dell’evento con una serie di iniziative ed incontri.

Link video presentazione: https://fb.watch/4nBafPf967/

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Atelier De Santis sfila alla Fornace Curti, uno dei luoghi più belli di Milano

Loro sono i Curti, artefici della terracotta che anima la facciata dell’ospedale Ca’ Granda, la Certosa di Pavia, l’abbazia di Morimondo, Santa Maria delle Grazie, l’Arcivescovado, San Marco e decine di altri luoghi fenomenali. Dentro il borgo nascosto dietro i Navigli, con forni grandi quanto un monolocale, botteghe di artisti come Marco Cornini e Louse Manzon, Iaia Forte, l’altro giorno frusciavano sete, sbocciavano tartan tabacco e arancio, fiorivano abiti scivolati, cappe con profili a contrasto, pastrani color zafferano bordato di ceruleo abiti da Belle Epoque metropolitana.

La bellezza delle modelle chiamata a interpretare la collezione De Santis by Martin Alvarez era pari alla gigantesca scultura in terracotta di Cornini, un mezzobusto femminile che campeggia in uno dei cortili coperti, in mezzo ai vasi del Filarete. Poco distante dal terrazzino dove Stefano Raffa produce i suoi lampadari in fasce di legno e i coltelli che vedono l’acciaio trasformarsi in damasco. La Fashion Week è sempre stata un’ottima occasione per scoprire una Milano nascosta, ben oltre i noti palazzi del centro.

E stavolta la sorpresa  è stata grande. De Santis festeggiava 60 anni di sartoria: un famiglia storica, che ha vestito Luciano Pavarotti, Anna Falchi, Alba Parietti, Mia Martini e decine di altri personaggi. Una competenza da atelier che ha incontrato la vocazione stilistica del colombiano Martin Alvarez, maestro del taglio geometrico virato in couture, producendo uno stile urbano con un guizzo classico completamente reinterpretato.

Carmine De Santis e Martin Alvarez ci raccontano di una donna metropolitana, in equilibrio fra femminilità e decisionismo, che riscopre gli abiti stile Regina degli Scacchi (la serie Netflix), di seta color salvia con lungi polsi nido d’ape, in lane con fil coupé multicolori, a quadretti grigio azzurri, portati con cappotti dalla costruzione perfetta, con cappe che cambiano volumi, si trasformano, giocano con piping colorati.

Il sapore del fatto a mano si respira nei maxi rever, nei tagli a vivo, nei lunghi vestiti burgundy appuntati solo su un lato, come tenuti da uno spillo caduto lì per magia. Bellissima, la stampa ispirata alla famosa canzone di Fabrizio de André, “se verranno a chiederti del nostro amore”, che anima bluse, long dress, cappottini da città. Una collezione la cui belleza viene potenziata dall’alchimia del luogo, come vi mostriamo in video.

“I miei avi furono i primi a far scoprire  a Francesco Sforza l’argilla rossa, densa di ferro e resistente -contrariamente a quella gialla- a freddo e intemperie -racconta Daria Curti, moglie di  Alberto che rappresenta la sesta generazione dei Curti- Da quel momento l’argilla venne usata anche sulle facciate storiche”. Lì, dietro via via Tobagi, la famiglia si è insediata ai primi del  900. Agli esordi la fucina era alle Colonne di San Lorenzo, meta di architetti come Filarete e Fondulo. Poi si trasferì in Ripa di Porta Ticniese e alla Conchetta sul Naviglio Pavese. Ma rimase sempre emblema del cotto lombardo che ammiriamo, forse senza saperlo, nei luoghi più impensati come il Cimitero di Pavia.

Fonte Affaritaliani.it