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Fonderie Pisano, presidio del comitato “Salute e Vita”: i cittadini scrivono a Mattarella

Presidio di attivisti a Fratte: siano resi pubblici i risultati dello Studio SPES che De Luca conosce da tempo e si chiuda il mostro di Fratte! Scriveremo al Presidente Mattarella e al Ministro Costa vogliamo Giustizia e Verità. Al termine di una pesantissima settimana che ha visto la popolazione di Salerno e della Valle dell’Irno patire per le nauseabonde emissioni e le polveri metalliche della Fonderia Pisano, una delegazione dell’Associazione “Salute e Vita” si è riunita stamattina nella piazza di Fratte per protestare contro l’atteggiamento omertoso tenuto dal Presidente della Regione Campania in merito alla vicenda dello studio Spes. A conferma dei forti sospetti nutriti circa la volontà di tenere la popolazione all’oscuro degli esiti dello studio, è stata ricevuta la risposta da parte dell’Istituto Zooprofilattico, che ha confermato di aver trasmesso gli atti in questione alla Regione Campania (ente committente). Tale risposta, arrivata esattamente allo scadere dei 30 giorni dalla richiesta di accesso agli atti, non contiene però l’informazione su quando De Luca abbia ricevuto la relazione definitiva (quesito che avevamo comunque fatto nella richiesta). “Eppure questa informazione è cruciale per poter ricostruire in maniera inequivocabile in quale contesto sia stata inspiegabilmente e frettolosamente rilasciata l’AIA con validità di 12 anni. Si sottolinea come la Regione Campania non abbia invece fornito alcun riscontro alla richiesta così come invece previsto dalla legge. I dimostranti hanno anche commentato con perplessità e disappunto la risposta che la Regione Campania ha inviato in seguito all’interrogazione dei consiglieri Regionali Cammarano e Viglione”, ha dichiarato il presidente del comitato, Lorenzo Forte  che condivide in pieno quanto riportato nella loro successiva dichiarazione “Ma il paradosso lo si realizza nel passaggio in cui gli stessi uffici sottolineano che se, nonostante gli interventi realizzati, si dovessero registrare danni all’ambiente e alla salute dei cittadini, si procederà alla revoca dell’autorizzazione. Stando dunque al teorema della giunta, perché non sia concessa l’autorizzazione a un impianto, le cui emissioni rischiano di arrecare danni alla salute dei cittadini, è necessario attendere che la gente si ammali”( cosa già molto diffusa nella valle dell’irno). Inoltre “gli stessi uffici regionali nutrivano forti dubbi rispetto a un’autorizzazione concessa con un blitz in piena emergenza Covid”. Si chiede infatti che vengano resi noti al più presto i risultati dello studio SPES, che Regione e Istituto Zooprofilattico comunichino gli estremi (data e protocollo) con cui tale studio sia stato inviato alla Regione. La richiesta più forte è quella che venga emesso un provvedimento di chiusura dello stabilimento di Fratte, applicando così l’Art. 32 della Costituzione il diritto alla salute, Come il Presidente stesso durante l’emergenza coronavirus ha dimostrato sospendendo senza esitazione diritti costituzionali in nome della protezione della salute dei cittadini, la salvaguardia della salute deve prevalere sull’interesse economico. Infine il Comitato e Associazione Salute e vita informa che se nei prossimi giorni non ci sarà un atto concreto che fermi l’avvelenamento scriveremo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Ministro Costa per chiedere aiuto e denunciare i comportamenti dannosi mossi dalla Regione Campania e dal Suo Presidente nei confronti dell’intera popolazione della valle dell’irno.

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Coronavirus, “lo sciacallaggio mediatico danneggia la comunità di Salerno”

di Erika Noschese

“Lo sciacallaggio mediatico mortifica la dignità della persona e danneggia la comunità di Salerno. Lo dichiara Lorenzo Forte, vice presidente dell’associazione Help tutela e sostegno dei consumatori che, dopo il sospetto caso di coronavirus per il 43enne di Postiglione, ha scritto al presidente della protezione civile e commissario nazionale per l’emergenza del virus; al prefetto di Salerno; al procuratore capo; al direttore generale dell’Asl di Salerno e a quello dell’azienda ospedaliera Ruggi D’aragona e al sindaco per puntare il dito contro l’associazione Humanitas di Salerno. Al centro della polemica il video in diretta su facebook realizzato e diffuso dal presidente dell’Humanitas di Salerno Roberto Schiavone, che riprendeva il trasferimento dell’ammalato dal Pronto soccorso del Ruggi verso l’ospedale Cotugno di Napoli e che in poche ore ha fatto il giro del web.

“Nel video il presidente Schiavone, filmando un’ambulanza del 118, di proprietà dell’Humanitas, dichiarava: “Ci siamo! Il primo caso a Salerno”, asserendo successivamente che si trattasse del primo caso di influenza da coronavirus a Salerno – ha detto ancora il vice presidente Forte – Si ricorda che il Corpo Internazionale di Pubblica Assistenza Humanitas, che garantisce il servizio del 118, è un servizio assicurato dalle tasse di tutti i contribuenti e pertanto ritieniamo gravissimo si sia strumentalizzata una situazione drammatica che, nella giornata di lunedì, era soltanto un sospetto. Infatti, già ieri, è stato prontamente ridimensionato dai medici del presidio napoletano: come da bollettino diffuso, non c’è coronavirus nel paziente salernitano ricoverato al Cotugno”. L’associazione Help tutela e sostegno dei consumatori si dice “profondamente indignata sia per il mancato rispetto alle norme di legge, che riteniamo si siano consumate a danno dell’ammalato e della sua famiglia, sia per la violazione della dignità umana. Ricordiamo che il video riprende il paziente in una teca trasparente, violando profondamente la sua privacy ed esponendolo, anche se non risulta facilmente identificabile, alla gogna mediatica.

Tutto ciò per un mero spirito di spettacolarizzazione”. Forte, nella lunga lettera inviata alle istituzioni continua a puntare il dito contro il presidente Schiavone, sostenendo che la sua iniziativa “è stata caratterizzata anche per la sua rozzezza e pochezza umana, dovuta a dialoghi offensivi nei confronti di tutte le donne e, nello specifico, della comunità cinese – si legge ancora nella lettera – Un messaggio becero, di luoghi comuni ed offese gratuite, è passato attraverso i dialoghi tra il presidente Schiavone, che si è lasciato scappare una sghignazzante risata, ed una donna, che pure riteniamo sia necessario identificare perché, nel caso si trattasse di una dipendente dell’ospedale di Salerno o di una volontaria del gruppo Humanitas, andrebbero prese immediate azioni disciplinari”. Da qui l’appello alle istituzione di prendere tutti i provvedimenti necessari per verificare, secondo le proprie competenze, se si sia consumato anche il reato di procurato allarme, ma soprattutto auspichiamo provvedimenti in merito all’utilizzo strumentale del servizio pubblico del 118, con sanzioni serie ed esemplari per impedire che tali episodi si possano ripetere.

“Al di là dei presunti reati, riteniamo doveroso intervenire per stigmatizzare tali comportamenti, perché questo grave episodio merita, a nostro giudizio, una chiara presa di posizione ufficiale di condanna da parte di tutti i rappresentanti delle Istituzioni, in primis del primo cittadino di Salerno”, ha poi aggiunto Forte.