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PONTECAGNANO FAIANO, PRESENTAZIONE DEL LIBRO “GRANO” DELL’INVIATO RAI GIAMMARCO SICURO

Martedì 20 giugno ore 18.30 presso la libreria Mondadori Bookstore di Pontecagnano Faiano grande successo per l’iniziativa organizzata dal blog “I Volti di Cassandra”, in collaborazione con Circolo Occhi Verdi Legambiente Pontecagnano, Comitato Unicef di Salerno e Cornea Energia e Ingegneria srl. L’inviato redazione esteri della Rai Giammarco Sicuro ha presentato “Grano” (edito da Gemma Edizioni), il suo nuovo libro che porta nel cuore del conflitto in Ucraina.

Hanno portato i saluti il past president del Comitato Unicef di Salerno Giovanna Ancora Miglio, Lucia Zoccoli del blog “I Volti di Cassandra” e Carla Del Mese, presidente Circolo Occhi Verdi Legambiente Pontecagnano.

In “Grano” l’autore si concentra su un mosaico di micro-storie sorprendenti e sconosciute, sulle persone che questo conflitto lo subiscono e lo combattono da oltre un anno ed accende un “faro” sul mestiere di chi fa informazione sul campo, in un affresco contemporaneo che ha come sfondo eccezionali distese di campi di grano, quelle coltivazioni che rappresentano l’oro dell’Ucraina e che oggi altro non sono che trincee utilizzate da chi prova a difendersi dagli invasori russi.

Il giornalista racconta da sempre i fatti più importanti della cronaca nazionale ed internazionale in Rai, per cui ha anche condotto Unomattina Estate. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti: tra questi il Premio internazionale Marco Luchetta, il Premio Cutuli ed il Premio Chatwin per il suo primo libro “L’anno dell’Alpaca” (patrocinato da Unicef), che racconta un viaggio intorno al mondo durante la pandemia.

A discutere con lo scrittore la giornalista Stefania Maffeo, curatrice del gruppo “Facce da libri” e membro del blog “I volti di Cassandra”.

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Pontecagnano Faiano, le iniziative per la Giornata della Donna

di Stefania Maffeo

“Fuori dal silenzio. Oltre l’8 marzo”: questa la denominazione del gruppo di iniziative che si svolgerà a Pontecagnano Faiano dal 1 al 14 marzo 2021 in occasione della Giornata della Donna. Ad organizzarle le associazioni Artéclaté, Donne fuori dal Comune, Paesaggi Narranti,  Blog I Volti di Cassandra, Centro Commerciale Naturale Pontecagnano Centro, Circolo Occhi Verdi Legambiente Pontecagnano, Museo Archeologico, con il patrocinio del Comune di Pontecagnano Faiano. 

L’idea fondante del progetto si basa sulla volontà di uscire dal silenzio dei rapporti umani che rischia di spegnere le emozioni più profonde.
Ogni step di questo evento ha un forte valore simbolico e diversi i momenti in cui è articolato, a partire da una suggestiva installazione artistica “Tree Therapy” in Via Europa, realizzata dai giovani migranti, ospitati dallo Sprar di Pontecagnano. Una serie di alberi con pennellate di colore! Nastri arancioni, neri, bianchi, rossi, rosa in ricordo dei dolori, delle sofferenze, delle offese subite dalle donne. Qua e là, se si osserva con attenzione, fa capolino un nastro verde, come la speranza, perché le donne non smettono mai di credere di poter migliorare il mondo. In questo periodo di pandemia sono aumentati i casi di violenza domestica, ci sono problemi nel garantire il prosieguo delle cure ospedaliere, il 56% del lavoro perso appartiene alle donnesono stati azzerati tutti i momenti di incontro e di confronto pubblici. Sono le donne a portare sulle spalle il carico di un lavoro legato all’assistenza agli anziani, l’educazione dei figli, la DAD, lo smart working.

Fuori dal silenzio è impegnata per l’arte ormai ferma da troppo tempo con T-shirt d’Autore- Galleria d’arte diffusa. Sono state realizzate delle t-shirt d’autore come simbolo della fuga dagli spazi chiusi. Arte da indossare per portare in giro un messaggio legato alla cultura del bello. Il ricavato sarà utilizzato per la realizzazione di un catalogo digitale che conterrà le t-shirt d’artista, i luoghi della galleria diffusa, gli scatti dei fotografi esposti al Museo Archeologico nella collettiva “IN & OUT” ammirabili on line a causa della chiusura del luogo di cultura per zona arancione. Una esposizione di foto relative al periodo del lockdown: condividerle offre l’occasione di poterle osservare con distacco. È come raccontare una storia già vissuta, avendo la possibilità di uscire dal silenzio.
Negli esercizi commerciali che espongono le T-shirt d’Autore si troveranno i “Desiderata”, fantasiosi contenitori per consegnare suggerimenti, proposte, idee, proteste, segnalazioni, sogni, poesie…Una modalità per dialogare in tutta  sicurezza con l’amministrazione comunale e le diverse associazioni. Tutto quello che le donne non dicono e non hanno opportunità di chiedere. I desiderata saranno pubblicati in un catalogo digitale con le immagini salienti dell’intero evento.

L’obiettivo di fondo degli eventi in programma è quello di fare rete con le altre donne, con le associazioni, con le artiste e con i commercianti. È importante abbattere stereotipi e barriere sociali, sentirsi libere di poter esprimere idee ed opinioni, di denunciare le violenze subite, di credere nei propri sogni sempre, non solo l’8 marzo.

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Legambiente: Boom ecomafia in Campania, Napoli si conferma prima provincia d’Italia per numero di reati ambientali seguita da Salerno

La Campania ancora sotto l’attacco, spietato, degli ecocriminali. Con 5.549 reati accertati di illegalità ambientale nel 2019 segna un’impennata senza precedenti con + 44% rispetto lo scorso anno. Aumentano anche le persone denunciate ben 4.231.Sono 24 le persone arrestate, cui si aggiungono 1.777 sequestri. In questi anni a spartirsi la torta, insieme ad imprenditori, funzionari e amministratori pubblici collusi, sono stati 90 clan attivi in tutte le filiere analizzate da Legambiente: dal ciclo del cemento a quello dei rifiuti, dai traffici di animali fino allo sfruttamento delle energie rinnovabili e alla distorsione dell’economia circolare. Nonostante la reazione dello Stato, i ladri di futuro continuano infatti ad accumulare profitti e patrimoni illeciti, spesso difficili persino da individuare. E la Campania si conferma la terra dell’ecomafia. Il verdetto senza appello arriva dal rapporto “Ecomafia 2020. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia”realizzato da Legambiente.

Per il 26esimo anno consecutivo, la Campania è maglia nera nell’illegalità ambientale, nel ciclo dei rifiuti e del cementoNapoli si conferma prima provincia d’Italia per numero di reati ambientali (2.207), seguita da Salerno, che scala ben sei posizioni rispetto al 2018, con 1.161 reati, più del doppio rispetto al 2018. Sesta la provincia di Avellino con 885 reati e quindicesima Caserta con 574 reati ambientali. Considerando l’arco temporale dal 1997 al 2019 i reati ambientali accertati in Campania sfiorano quota centomila e precisamente 99.341, con 81.694 persone denunciate o arrestate e 27.928 sequestri effettuati.

La Campania registra il numero più alto di reati in applicazione della legge 68 del 2015 sugli ecoreati, ben 158, con 181 persone denunciate e 4 arrestate,insieme al sequestro di 98 beni per un valore complessivo di 32,7 milioni di euro.La legge 68/2015- commenta Legambiente– viene applicata su tutto il territorio nazionale, andando a colpire prevalentemente il modus operandi delle imprese criminali, molte delle quali operano nelle regioni piu industrializzate. Inutile aggiungere che e sempre stato quest’ultimo l’obiettivo principe della legge, cioe costringere tutte le imprese a operare legalmente contrastando, dunque, ogni forma di concorrenza sleale costruita sull’altare del dumping ambientale.

«I numeri e le storie raccolte nel rapporto – dichiara Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania dimostrano inequivocabilmente come il crimine ambientale sia essenzialmente un crimine d’impresa. Se le mafie continuano a essere una minaccia per l’ambiente e gli ecosistemi, una parte rilevante la giocano, come sempre, imprese, imprenditori e professionisti spregiudicati e senza scrupoli e pubblici dipendenti infedeli avvinti dalla corruzione . Le risorse ambientali sono, per queste ragioni, ad alto rischio di predazione ecocriminale. È urgente affiancare alla risposta giudiziaria, che in questi anni ha portato dei buoni risultati, una risposta politica-istituzionale ancora troppo carente. Siamo ancora in attesa che inizi concretamente con tempi e regole certe la bonifica del territorio, di azioni concrete per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti che fermino quei “tour” che da sempre alimentano le ecomafie. Così come siamo in attesa delle ruspe per abbattere il cemento illegale, una delle ferite aperte della nostra regione alimentata da una classe politica che continua a proporre condoni per meri calcoli elettorali o perché, in molti casi, è direttamente coinvolta in questi fenomeni. La lotta all’ ecomafia deve diventare la vera priorità per la Campania. E’ una sfida che si può vincere solo se il mondo imprenditoriale e sociale virtuoso, la politica e le istituzioni si mettono insieme per fare concretamente e con serietà. Solo così possono dimostrare di avere a cuore il rilancio dell’economia del Mezzogiorno sotto il segno dell’efficienza, dell’innovazione e della sostenibilità».

Ancora una volta la Campania si piazza in vetta alla poco lusinghiera classifica relativa al ciclo dei rifiuti con 1.930 reati contestati, più del 20% sul totale nazionale. Completano il mesto quadro regionale le 1.987 persone denunciate, i 19 arresti e i 1.074 sequestri. A livello provinciale, la più colpita a livello nazionale è Napoli con 609 infrazioni (+ 34 % rispetto lo scorso anno) 662 persone denunciate e 2 arrestate con 477 sequestri. A livello regionale dopo Napoli troviamo la provincia di Avellino con 275 infrazioni accertate, 211 persone denunciate e 47 sequestri. Terza la provincia di Salerno con 270 infrazioni( incremento record + 96% rispetto scorso anno) con 276 persone denunciate e 10 arrestate con ben 111 sequestri. Chiudono la Provincia di Caserta con 260 infrazioni accertate, 233 persone denunciate e 3 arrestate e la la provincia di Benevento con 56 infrazioni, 50 persone denunciate, 2 arrestate e 36 sequestri.

Alcune buone notizie arrivano anche dal fronte degli interventi di rimozione di penumatici fuori uso, in sigla Pfu, abbandonati nell’ambiente. Secondo i dati forniti da Ecopneus (la societa consortile senza scopo di lucro impegnata nella raccolta e nel riciclo dei penumatici fuori uso) dal 2013 sono complessivamente oltre 22.000 le tonnellate di Pfu rimosse dalle strade delle Province di Napoli e Caserta e recuperate grazie al Protocollo siglato con il Ministero dell’ambiente. Nei primi nove mesi di quest’anno, a conferma di come il fenomeno di abbandono illegale di Pfu prosegua ancora, frutto evidente dalla vendita illegale di pneumatici nuovi o usati, ne sono state recuperate ben 278 tonnellate in 37 comuni delle Province di Napoli e Caserta . La gomma riciclata ottenuta dagli pneumatici fuori uso abbandonati nell’ambiente e raccolti grazie a questo Protocollo d’intesa e stata utilizzata, per esempio, per realizzare il parco giochi nel Rione Parco verde di Caivano, il campo da calcio in erba sintetica dello Stadio Landieri di Scampia e i campi da calcio realizzati nel Rione Vanvitelli a Caserta.

Abusivismo edilizio, imprese edili e di movimento terra in mano alla mafia, grandi insediamenti commerciali, infrastrutture, gare truccate e ciclo dei subappalti, controllo del territorio, moneta di scambio con la politica: l’edilizia fuorilegge muove sempre tanto denaro nero e denaro pubblico, sottratto agli investimenti di cui il paese avrebbe bisogno. La Campania si conferma capitale del cemento connection con 1645 reati accertati nel 2019 con incremento del 40% rispetto lo scorso anno con 1238 persone denunciate persone arrestate e 332 sequestri effettuati. Salerno guida la classifica provinciale a livello nazionale con con 480 infrazioni accertate sul suo territorio con un incremento record di +97% dei reati rispetto lo scorso anno, con 356 persone denunciate e 68 sequestri. Terza in Italia la provincia di Avellino con 466 infrazioni, 355 persone denunciate e 56 sequestri, a ruota segue Napoli con 442 infrazioni, 348 persone denunciate e una arrestata e 158 sequestri. A livello provinciale dopo Napoli troviamo la provincia di Caserta con 159 infrazioni 118 persone denunciate e 33 sequestri. Fanalino di coda Benevento con 83 infrazioni( erano 53 lo scorso anno) , 45 persone denunciate e una arrestata e 13 sequestri.

Questi numeri-conclude Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania– ci restituiscono una regione ancora piegata sotto il peso del cemento illegale, che continua a essere un settore molto rilevante della criminalità ambientale, per il valore economico e per la pervicace diffusione sul territorio. A far ben sperare è l’approvazione di una norma fortemente voluta dalla nostra associazione: il potere sostitutivo affidato ai Prefetti quando i Comuni non provvedono entro sei mesi ad eseguire le ordinanze di demolizione da loro stessi emesse. “

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Cilento, patria delle caretta caretta: la scommessa di un turismo sostenibile

di Erika Noschese

Mai come quest’anno, il Cilento si conferma patria delle tartarughe marine Caretta Caretta. Ad oggi, infatti, sono circa 19 i nidi rinvenuti lungo la costa campana e, di questi, 17 solo nel Cilento e messi in sicurezza dai volontari e gli esperti della stazione Zoologica Anton Dohrn Di Napoli.

Da circa un decennio decine di imprenditori balneari della costa del Cilento e del golfo di Policastro hanno abbracciato, sposato e sostenuto una serie di attenzioni volte alla valorizzazione del patrimonio ambientale circostante è la cosiddetta rete dei “Lidi Del Parco” un progetto a carattere territoriale nato lungo il meraviglioso Sic Sito di Interesse Comunitario di Cala del Cefalo a Marina Di Camerota che, grazie alla lungimiranza del, giovanissimo all’epoca, gruppo dirigente Cab e Fiba Cilento, ha immediatamente immaginato di regalare al territorio questa nuovo marchio frutto soprattutto di un deciso, rinnovato e motivato spirito culturale. La progettualità legata ai Lidi del Parco è oggi patrimonio culturale non soltanto di Camerota ma di un intero comprensorio territoriale ed addirittura una progetto pilota in ambito nazionale. Da sempre annoverata e segnalata tra le prestigiose guide blu di Legambiente e Touring, tra le guide dell’Ente Parco e tra le iniziative di rilievo di Wwf Italia rappresentano un progetto, concertato e condiviso di buone pratiche anche amministrative, capace di mettere insieme le qualità di impresa sotto la supervisione dell’ente parco nazionale del Cilento, un tempo ostacolo, oggi partner assieme alle comunità locali dei comuni costieri, alla rete delle associazioni locali di impresa ma soprattutto di Legambiente e di WWF Italia i lidi del parco che ne hanno voluto addirittura fare, come accennato in premessa, un progetto pilota per le aree protette italiane. Una buona pratica, che nel Cilento da qualche anno è alimentata da un nuovo e straordinario evento naturale che soltanto a prima vista sembra scontato, quello delle spiagge TartaBeach già 19 nidi in Campania 17 lungo le meravigliose spiagge del Cilento.
“Merito di madre natura ovviamente ma anche di un approccio ed una sensibilità aumentata nel Corso degli anni da parte degli imprenditori sempre più Green e da parte della rete dei collaboratori in spiaggia “formati” adeguatamente per il riconoscimento delle tracce di risalita o di deposizione di questi magnifici esemplari”, ha dichiarato Raffaele Esposito, presidente Fiba Campania. “Le nuove tartabeach non devono assolutamente diventare esclusivamente un fenomeno mediatico, vanno rispettate e non strumentalizzare bisogna avere un approccio culturale adeguato anche per quanto riguarda la fase di schiusa per favorire nel miglior modo possibile un avvenimento straordinario dalle mille emozioni soprattutto per la gioia di bambini e famiglie. Il merito di queste attenzioni è di gran lunga della concertazione tra tutti gli attori istituzionali e non che credono in una armonia ed in un equilibrio tra esigenze lavorative e natura, la rete dei volontari delle tartarughe marine in Campania, gli “Amici” della Stazione Zoologica Anton Dohrn Di Napoli, il corpo delle capitanerie di porto e tutti gli attori locali che fanno impresa, perché non dimentichiamolo qui è una necessità primaria. Lavoriamo costantemente per conservare e rispettare il territorio così come proposto dal nostro progetto dedicato ai i lidi del parco – ha aggiunto il presidente Esposito – Da fine agosto e nel mese di Settembre sarà dunque possibile assistere con emozione e rispetto e con la supervisione degli esperti e della rete volontari sempre presenti sempre in prima linea, al nuovo spettacolo della natura, lungo le coste cilentane e salernitane, la corsa verso la vita delle piccole tartarughe. 

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La Campania “maglia nera” per Mare Monstrum di Legambiente: 13 reati al giorno per un totale di 4.697 illeciti

Colate di cemento illegale, inquinamento delle acque, mala depurazione e pesca di frodo. I nemici del mare e delle coste campane hanno sempre gli stessi nomi e normative inadeguate a cui appigliarsi, come raccontano i numeri e le storie di Mare Nostrum 2020: in Campania sono 4.697 i reati contestati nel 2019, il 19,9% del totale nazionale,con un incremento del 35% rispetto al 2018. Nella nostra regione i predoni del mare viaggiano alla media di 13 reati al giorno, uno ogni due ore, ben 10 infrazioni per km di costa, con 4.305 persone denunciate e arrestate e 1.571 sequestri. Numeri da brivido nel dossier Mare Nostrum 2020 di Legambiente, una fotografia dello stato del mare campano, con le nostre coste colpite dagli scarichi inquinanti delle tante località che ancora non hanno una depurazione efficiente, dal cemento illegale che non viene demolito. Ma anche dai pescatori di frodo che fanno razzie e dai diportisti che sfrecciano su barche, motoscafi e moto d’acqua senza alcun rispetto per il codice della navigazione. Un dossier che attraverso i dati delle Forze dell’ordine e dalla Capitanerie di porto relativi al 2019 “fotografa” qual è stato, prima dell’emergenza coronavirus, l’impatto delle attività illegali in mare e lungo le coste.

La classifica nazionale per numero assoluto di reati contestati vede stabilmente in vetta la Campania, che primeggia tanto nella classifica del cemento che in quelle dell’inquinamento e della navigazione fuorilegge, cedendo il passo solo nella pesca, dov’è seconda dietro la Sicilia.

Ancora una volta l’aggressione cementizia alle coste campane rimane la piaga di cui la Campania e l’intero paese stenta a liberarsi. La Campania detiene anche il primato nazionale del cemento illegale sulle coste, con il 17,1%% dei reati accertati in Italia. Si registra un vero e proprio record di infrazioni 1.715 con un aumento del 20% rispetto lo scorso anno con 1.300 persone denunciate e arrestate e 395 sequestri effettuati. Accanto alle villette, le cronache locali ci raccontano di una miriade di chioschi, ristoranti, parcheggi, piscine, strade tracciate sulle dune e scalette scolpite nella roccia. Tutto quello che serve, insomma, per accedere alla battigia senza sforzo e godere della vista esclusiva sul mare. In barba alle regole, alla proprietà pubblica e alla salvaguardia dell’ambiente

“Questo dossier- commenta Francesca Ferro, direttore Legambiente Campania- ci restituisce uno spaccato di illegalità, purtroppo, ancora troppo rilevante, indice del fatto che contro i “nemici del mare” è necessario alzare il livello, non solo della repressione dei reati, ma anche della vigilanza preventiva. Il nostro mare, bellissimo e prezioso, ha bisogno di maggiore cura. E’ un compito che tocca a tutti. Ai cittadini che devono rispettarlo e difenderlo, allo Stato che deve fare molto di più. I numeri, già pesantissimi, che si trovano in queste pagine sono solo quelli che raccontano l’emersione del problema, la classica punta dell’iceberg. E’ evidente che le donne e gli uomini delle Forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto devono essere messi nelle condizioni di agire in modo più capillare e incisivo, devono aumentare i controlli e migliorare gli strumenti a loro disposizione per garantire la legalità in un territorio così vasto. Un territorio che in larga parte sfugge al controllo sociale e che ha bisogno giocoforza di un’attenzione speciale da parte delle Istituzioni”.

Anche per quanto riguarda le infrazioni legate al mare inquinato in particolare scarichi inquinanti e mala depurazione, la Campania non teme rivali: sono 1937 le infrazioni accertate (+ 22% rispetto lo scorso anno) pari al 24,8% del totale nazionale , con 2004 persone denunciate e arrestate mentre sono 1084 il numero dei sequestri. Secondo i dati ufficiali dell’Istat , poco più del 44% dei Comuni italiani è dotato di un impianto di depurazione adeguato agli standard imposti dall’Unione europea. Ancora peggio: in 342 comuni, in cui risiedono circa 1,4 milioni di abitanti (il 2,4% della popolazione), è totalmente assente il servizio di depurazione delle acque reflue urbane: in Campania son ben 55 comuni senza depurazione (3,9% della popolazione). Il dossier di Legambiente evidenzia anche altre forme di illegalità che colpiscono il mare campano: sul fronte della pesca di frodo, una pratica molto diffusa e che produce effetti nefasti, non solo sull’ecosistema e la biodiversità, ma anche sulla salute dei consumatori e sull’economia del Paese: la Campania, è seconda a livello nazionale, dopo la Sicilia con con 697 infrazioni e 653 persone denunciate e arrestate e 91 sequestri.

“Per questo, siamo pronti a ripartire con Goletta Verde e Goletta dei laghi in una formula inedita per capillarità e diffusione – conclude Francesca Ferro, direttore regionale di Legambiente – In campo, nel 2020, una straordinaria operazione di citizen science, con centinaia di volontari impegnati direttamente nei campionamenti delle acque e nel censimento dei rifiuti lungo le coste. Spetta infatti a noi cittadini e alle istituzioni avere cura dell’ecosistema acquatico.”

La Goletta Verde farà tappa in Campania dal 5 al 10 Agosto mentre la Goletta dei Laghi sarà nella nostra regione dal 27 luglio all’1 agosto per tornare sulle microplastiche nelle acque interne, monitorando i laghi Patria e Matese. E ancora con la storica campagna di informazione e sensibilizzazione Riciclaestate con il Conai per parlare di raccolta differenziata nelle località turistiche della regione.

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Legambiente presenta CitaMez 2020, Luci ed ombre per gli spostamenti a zero emissioni (elettrici, bici, piedi): a Napoli raggiungono il 50% segue Benevento con il 20%. Chiudono Caserta con 18% e Salerno con 15%

C’è Napoli che si fa valere con il 50% degli spostamenti si compie a piedi, in bici, in tram o bus elettrico, in treno, in metropolitana o con mezzi elettrici, dal monopattino all’auto, privati o in condivisione. Una percentuale che scende negli altri capoluoghi di provincia passando dal 20% di Benevento, al 18% di Caserta per chiudere con il 15% di Salerno. Una fotografia tra luci ed ombre quella che ci offre Città MEZ, il rapporto di Legambiente sulla mobilità a emissioni zero, che ha fotografato prima del lockdown i cambiamenti in corso nei nostri capoluoghi di provincia, attraverso indicatori che evidenziano le forme di mobilità che non producono inquinamento.

Il rapporto analizza i dati dei 104 capoluoghi italiani attraverso diversi indicatori: dalla disponibilità di mezzi elettrici, all’inquinamento, al tasso di motorizzazione, alla presenza di piste ciclabili, al modal share, realizzando una prima mappatura sull’offerta di mobilità a zero emissioni su tutto il territorio nazionale.

I dati dimostrano che la mobilità delle persone in città sta cambiando, con una sempre maggiore propensione a scegliere modalità a “emissioni zero”. Ad aprile, il comprensibile timore della promiscuità sui mezzi pubblici ha indotto tante persone a usare l’automobile, alcune la bicicletta, ma solo nelle città più grandi; nella nuova normalità post-covid19, le politiche adottate dai Comuni e dal governo saranno determinanti.

Lo studio di Legambiente riesce a stimare e definire l’accessibilità, da parte dei cittadini come la quota degli spostamenti con il mezzo pubblico o con servizi di sharing mobility. A Napoli ad esempio l’accessibilità raggiunge il 35%((Tpl + bici +sharing) mentre gli spostamenti a zero emissioni (elettrici, bici, a piedi) rappresentano il 50%. Percentuali che scendono negli altri capoluoghi di provincia campani: a Salerno a fronte di un’accessibilità (Tpl + bici +sharing) del 22% gli spostamenti zero emissioni sono il 15%; a Benevento i numeri evidenziano un 20% di movimenti che avvengono con mezzi non inquinanti con un’accessibilità pari al 20%. Ancora, a Caserta solo il 18% degli spostamenti è zero emissioni (accessibilità 14%);

Un cambiamento verso la mobilità elettrica è rappresentata anche dalla crescita esponenziale delle infrastrutture dedicate alla ricarica. In Campania, dallo scorso anno ad oggi si è passati da da 104 a 141 punti di ricarica pubblici. La gran parte dei 60 mila veicoli elettrici targati circolanti in Italia si alimenta alla spina di casa o nei parcheggi aziendali. Scarseggiano vicino ai bar e ristoranti, al supermercato o nei parcheggi in struttura, dove ci si ferma comunque e volentieri. Colonnine di ricarica veloce quasi del tutto assenti nelle autostrade (Fonte: Motus-e).

Con la riapertura autunnale di uffici e scuole – dichiara Maria Teresa Imparato, presidente Legambiente Campania – dobbiamo evitare l’aumento di congestione e smog, per questo è indispensabile rafforzare spostamenti ciclabili e intermodalità nelle città italiane. Ossia la migliore combinazione tra Trasporto pubblico locale e le diverse forme di sharing, spostamenti sicuri in bici, monopattini e a piedi. Dobbiamo convincerci del fatto che uscire dall’ inquinamento che contraddistingue i nostri centri urbani è possibile e al contempo possiamo riappropriarci di piazze e strade, rendendo più vivibili e sicure le nostre città. Anche in queste settimane dobbiamo registrare una disponibilità crescente dei cittadini a spostarsi con mezzi pubblici, ma soprattutto a Napoli, questa disponibilità viene minata quotidianamente da pochi treni, lunghe attese e disservizi complessivi del trasporto pubblico locale con mezzi spesso insicuri, sporchi e poco efficienti. Ai cittadini che voglio lasciare l’auto e vogliono viaggiare in sicurezza gli si deve offrire un’alternativa sostenibile, integrata e efficiente per muoversi nelle città rilanciare l’economia e ridurre le disuguaglianze. La vera sfida che lanciamo alla politica regionale e quella locale è quella di costruire sui territori un nuovo welfare che comprende anche mobilità dei singoli, nelle comunità, con le stesse scuole, le università, le aziende, gli enti pubblici, le comunità (quartieri, condomini) che diventano luoghi dove si organizza la mobilità ambientalmente e socialmente sostenibile. A zero emissioni. “