KEEP IT REAL , tradotto in “Attieniti alla Realtà” , è un gruppo Rap/Hiphop fondato a Napoli nel 2012 dal Dj-Producer Gianmarco Cappelli (Slyde), dai due rapper Davide Caucci (Irah) e Gennaro Vicedomini (Wiro), e successivamente al movimento si aggiunge Italo De Leo (Italo).
Le tematiche affrontate nei testi sono maggiormente legate alle esperienze vissute, senza filtri e senza esasperare ciò che si vive.
KEEP IT REAL non è un semplice gruppo musicale; è un movimento, uno stile di vita vero e proprio, un modo di pensare. Al primo posto vi è il rispetto tra i membri del gruppo stesso, rispetto nei confronti del prossimo. In modo “reale” si affrontano i problemi della quotidianità, si dà voce alle emozioni che ciascuno prova, e la
passione che li accomuna permette a questo gruppo di portare avanti progetti di vita sempre più impegnativi.
Dalla fine del 2017 per divergenze artistiche Davide Irah lascia il collettivo, ciò nonostante la voglia di dare il massimo e di evolversi resta invariata.
Il Sound del gruppo è in continua evoluzione, mischiando sonorità più moderne (chill – ambient – trap) con le fondamenta del Rap (Funk, Soul, Jazz).
“Rull’ ‘e tambur” per l’uscita del video di “Napoli spara”, il primo singolo di Oyoshe e Dope One estratto dall’album Hip Hop “Iceolator”, disponibile su tutti i digital stores e in copia fisica su www.oyoshe.com. Il primo videoclip prodotto dall’etichetta indipendente “4Raw City Sound” con la direzione esecutiva di Marco Iappelli (general manager 4Raw City Sound) e di Real Baloo, racconta il doloroso contrasto tra l’innocenza e la violenza che prende forma negli occhi di un bambino che punta una pistola giocattolo, pronto a premere il grilletto. L’infanzia e la morte sono elementi che si alternano e si mescolano, camminano per mano fra le difficili strade di Napoli, Capitale di un “Sud associato a surici e spari”. Attraverso queste immagini , ben organizzate dalla sapiente regia della “Black Diamond Agency”, fronteggiate da Oyoshe e Dope One , si vuole sottolineare che il Rap può ancora essere denuncia sociale e simbolo di resistenza, attraverso rime forti, cariche di quella rabbia che è figlia dell’ingiustizia. Nonostante tutto, la forza di denunciare viene dalla speranza del cambiamento rappresentato dalla purezza dei più giovani che è l’unico vero argine che impedisce alla criminalità di invadere le nostre anime, l’unico timone in grado di invertire la rotta. Ed è per questo che una volta Paolo Borsellino disse: “Se la gioventù le negherà il consenso anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”. Oyoshe & Dope One: il connubio tra due affermati Mc’s Napoletani, celebri Freestylers ed entrambi con un bagaglio discografico personale significativo alle spalle, danno vita a quello che è il loro primo album ufficiale insieme: ICEOLATOR dal 29 aprile disponibile su tutti i digital stores e in copia fisica su http://oyoshe.com/ Pre-ordinalo su Itunes !
Il disco arriva a culmine di un profondo percorso artistico di rilevanza internazionale per entrambi gli artisti. A coronamento di esperienze e collaborazioni ai vertici dell’Ambiente. Oyoshe & Dope One, infatti, vantano già importanti collaborazioni con artisti affermati di tutto il mondo tra cui Clementino, Reks (USA), Ghemon Science, Ensi, Gdot & Born e molti altri, produzioni di tracce remix da producers Australiani come KID TSU , oltre a partecipazioni in compilation estere come in veste di rappresentanti italiani e Tour con 99 Posse e Clementino sui palchi di importanti festival in Europa come l’Hip Hop Kemp.
Il progetto vanta le collaborazioni di KIAVE, EGREEN, ESA,BLAQ POET (USA), ‘O ZULU & JRM (99 POSSE), DJ SKIZO, INOKI, DJ UNCINO, VALERIO JOVINE, GDOT & BORN (USA) e tanti altri. I brani si alternano come esplosioni su un campo minato di fat-beats, boom-bap e neologismi Trap; con il silenzioso spettro dell’Old School che resta il marchio di fabbrica dei due rapper e producer. Tra testi di riflessione e potenziali club-hits, in un lavoro che, alla fine dell’ascolto, lascia con la voglia di pensare e di farlo senza limiti. Tornano i temi della dimensione urbana, della rabbia della periferia, del Rap, e della vera radice della cultura Hip Hop. E tornano, mai come in questo progetto, con sonorità potenti e adatte all’orecchio del mercato contemporaneo. Un disco che, in sostanza, promette una sicura longevità data la corposità dei brani e l’alta percentuale di potenziali singoli presenti. Produzione Esecutiva: Vincenzo Musto, Ivan Rovati De Vita, Marco Iappelli General Manager progetto: Marco Iappelli Label: 4Raw City Sound (Napoli).
Non vogliamo svelarvi altro il resto lo racconteranno loro di seguito nella video intervista.
Michele Aliberti in arte “Mikesueg” (pronuncia MÀIK-SUÈG) nato a Salerno classe 1999. Inizia a scrivere a 14 anni circa, abbinando la sua passione per il pianoforte e la batteria alla scrittura dei testi.
A novembre 2017 viene pubblicato su YouTube il suo primo singolo “Lloret De Mar” di cui si ha solo una versione audio. Nello stesso periodo vince il primo tour dell’Exclusive Rap Battle. In occasione del contest conosce Nicholas Frei, suo attuale producer, con il quale si crea un vero e proprio sodalizio.In seguito, ad aprile 2018 pubblica “Cinema” sia su Spotify che su YouTube con video ufficiale. Pochi mesi dopo, a luglio, esce il suo terzo singolo “Parigi” che attualmente conta più di 60 mila ascolti su Spotify.
Nello stesso mese viene selezionato, tra candidati provenienti da diverse parti d’Italia, da Max Brigante e Don Joe per il “Giffoni Rap Contest”. Si posizione come Future Legend di Coca-Colasecondo classificato e nella stessa serata si esibisce in apertura di Vegas Jones e Quentin40. Prosegue con la pubblicazione di un nuovo brano a dicembre “Japan”, il cui video è a cura dei talentuosi video-maker di Salerno “OTB FILMS”. A gennaio 2019 entra a far parte delle 24 .
Mike supera un’ulteriore fase che gli permette di battersi con altri 11 artisti scelti. Vi sono tre Future Legends per team. Il team di Mikesueg è il Team Soul con Annalisa nei panni di coach. A fine maggio vi sarà un’altra selezione che porterà ad avere due Future Legend per Team. Mike è in gara con un brano scritto da lui su una produzione di Nicholas Frei: “Paracadute”. Il mix e master è a cura di Pat Simonini, che lavora con artisti come Giorgia, Tiziano Ferro e la stessa Annalisa. Per lui scrivere è un connubio di cose convinto che scrivere avendo comunque un confronto “musicale” aiuti ad avere una visione completa della riuscita di un brano. Ama viaggiare ma ovunque vada pensa alle sue “origine”, al posto da dove viene e dov’è cresciuto -“Penso che il calore che può darti casa difficilmente può dartelo un altro posto, poi è tutto da vedere”.- dichiara Mikesueg- Per lui la scena attuale valorizza la combinazione di talento e pubblicità, alla stessa maniera, per emergere bisogna sapersi vendere e basarsi sul proprio talento.
Quindi chi sta in alto adesso è perché ha saputo trovare il modo di vendere il proprio “prodotto” e il proprio talento. Crede nella meritocrazia e nel farsi da sè. Questa scena ne è la prova, Musicalmente parlando, a livello di mood, strumenti e “basi” molti artisti indie-pop tra cui Ben Howard, crea atmosfere assurde secondo lui. Considera il contenuto di un brano fondamentale. -“Lasciare un messaggio, anche se non troppo impegnato o complesso, resta nel tempo a differenza di un brano basato solo ed esclusivamente sulla strumentale, su una serie di brani puoi permetterti un testo con “meno senso” ma dopo un po’ penso stanchi con la ripetitività di contenuti. Stanca per una sola ragione, il pubblico ha voglia di novità brano dopo brano e fissarsi su un unico stile rende il tutto troppo monotono”.-Continua a dichiarare Mikesueg- Per lui bisogna capire quando è il momento di evolversi.
La musica è la sua valvola di sfogo più efficace. Ama buttare su un foglio, reale o digitale, i suoi pensieri, e allo stesso tempo dare spazio alla sua fantasia. M non voglio spoilerarvi altro godetevi la sua video intervista sotto l’articolo e seguite Mikesueg sui suoi social Instagram, Facebook, YouTube @Mikesueg.
JAY è un artista classe 98 di Salerno precisamente Pontecagnano Faiano, la sua vita si è sempre divisa tra Amsterdam e Pontecagnano Faiano (SA), i due luoghi dove è cresciuto.
Inizia a fare musica nei primi mesi del 2016 pubblicando vari freestyle e canzoni con il progetto Jungle Gang fino al 2017 con il suo amico e noto rapper della zona Eric Roullier. I due dopo il progetto Jungle Gang cominciano a fare musica da soli, con due progetti diversi pur restando amici e colleghi poichè le collaborazioni tra i due non mancano mai. Jay resta fermo con la musica per circa un’anno e mezzo ritornando oggi nel 2019, ritorna sulla scena musicale con il Brano “SCLERO” disponibile sulla piattaforma Spotify, che fa notare un cambiamento nelle sonorità e nello stile dell’ artista.
Nella sua testa dopo il brano uscito poco tempo fa c’è il suo nuovo progetto musicale. Per l’ estate del 2019 promette una serie di nuovi singoli ma non ha intenzione ancora di anticipare nulla, facendo restare il tutto intorno ad un alone di mistero. La sua passione per la musica è nata gia da piccolo, verso gli 11 anni ,dopo i primi concerti le prime serate, percepiva già in quel momento il suo amore per questo genere, come generi musicali ha sempre ascoltato di tutto, ma si avvicina molto a l’ Hip Hop è stato un genere che lo ha avvicinato molto di più proprio alla musica e lo ha fatto appassionare ancora di più.
Inizia quasi per scherzo, tra una rima e l’altra tra amici, a 16 anni caccia il suo primo freestyle, -“Mi ricordo che un periodo passavo il tempo da un mio amico con lo studio, in cameretta eravamo sempre io Blocka Beatz ed Eric Roullier, registravamo in una specie di armadio, i pezzi poi girarono su youtube e da li diciamo nacque tutto”- Dichiara Jay- Non ha un artista preferito, in particolare è solito ascoltare molta roba -“con la musica vado molto a periodi, ad esempio in un momento sto da solo ascolto un pezzo o un artista e magari in un giorno di sole ascolto altri generi, i miei pezzi nascono in modo del tutto naturale, ad esempio in questo momento mi sono accorto che la mia musica mi sta chiedendo semplicemente di lasciare essere le cose nel senso che quando provo a preimpostarmi un qualsiasi tipo di riflessione mi sembra di coprire le cose col ragionamento, non di svelarle; esprimo semplicemente quello che penso le mie emozioni e parlo della mia vita.”Continua a dichiarare Jay- .
Per scrivere i suoi testi trae ispirazione da quello che c’ è intorno e dalla musica stessa, mentre le sue influenze per i flow, per lo stile prende molto spunto dagli artisti Americani. Quello stile dei rapper americani lo ha attratto maggiormente e di conseguenza anche questo è stato molto incisivo sul suo percorso musicale. I primi pezzi erano molti freestyle, non li curava più di tanto, dandogli anche in un certo senso poca importanza, visto che in lui ancora non era scattato il senso di arrivare ad un obbiettivo ma lo faceva per passare il tempo, in altri casi si recava in studio con solo qualche idea e poi registrava quello che pensava in quel momento. Poi crescendo e prendendo una consapevolezza diversa di ciò che stava facendo, ha deciso di prendere molto più serimanete la scrittura dei testi, con più cura, cercando di usare parole nuove di esprimere concetti più diretti e profondi. Sperimenta negli anni anche sonorità diverse come prendere una base che ha un suono meno standard da quello che si sente di solito, gli piace molto variare cercando di essere meno statico con mood diversi e su questo aspetto si diverte molto. -” Senza la musica non so cosa avrei fatto o in cosa mi sarei cimentato, ad oggi non sto prendendo la cosa come se potesse diventare un lavoro, cioè fare di questo un lavoro a tutti i costi per ora mi diverto a farlo come passione e a farlo bene”- Dichiara Jay-.
Un tipo il quale non dice “mi piacerebbe collaborare con quello o quell’ altro” va invece per rapporti umani, per e poi se ci sono i presupposti per una collaborazione o quell’atmosfera giusta si va in studio e poi tutto scatta in automatico per lui -” Ho i miei amici che fanno sta roba e per ora ho solo voglia di collaborare con loro e crescere insieme su ogni aspetto, In passato col collettivo Jungle Gang che comprendeva me Eric Roullier e Blocka collaborammo con un rapper di Salerno mio fratello Crama e con Peppe Soks in un freestyle e da allora non ho ancora organizzato niente con nessun artista che non sia nel mio giro di amici”- Continua a dichiarare Jay”– . Oggi Jay è al lavoro per il suo progetto estivo e di cui ci svelerà nuove info molto presto, nel frattempo per seguire Jay potete farlo andando sui suoi canali Social Instagram, Facebook e YouTube @Jay. Stay Tunend & #ComingSoon #ContestMusicMagazine #ContestMusicAwards