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Covid, Guardia di Finanza sequestra mezzo milione di mascherine non a norma al porto di Salerno

Nei giorni scorsi, durante le ordinarie attività di controllo finalizzate al contrasto dei traffici illeciti, i Funzionari dell’Ufficio delle Dogane di Salerno ed i Finanzieri del locale Comando Provinciale hanno sequestrato, all’interno del porto, oltre cinquecentomila mascherine protettive, non potendone confermare i requisiti essenziali di salute e sicurezza stabiliti dalla normativa europea. I prodotti irregolari, rinvenuti all’interno di un container proveniente dalla Cina, erano destinati ad una società di commercio all’ingrosso laziale; lo smercio è stato però impedito dall’intervento delle Fiamme Gialle della 2ª Compagnia di Salerno, impegnate in un’attenta analisi dei rischi riguardante la vendita dei dispositivi di protezione, proprio in ragione della delicata funzione assolta da questi presidi individuali, nell’attuale fase di emergenza sanitaria. Considerata la natura della merce in ingresso dichiarata dal mittente, i militari hanno quindi concordato con i Funzionari Antifrode dell’Ufficio Dogane il blocco delle operazioni di scarico, così da procedere al materiale controllo fisico dei prodotti. Sono state in questo modo rinvenute, durante l’ispezione, centinaia di scatole contenenti mascherine protettive modello “FFP2” che, a prima vista, sembravano del tutto a norma, essendo munite del previsto marchio “CE”, obbligatorio per la commercializzazione e l’utilizzo nel territorio dell’Unione Europea. I successivi approfondimenti ed un più attento esame della documentazione esibita a corredo dell’operazione doganale, la quale doveva comprovare la regolarità tecnica dei prodotti, hanno però portato i militari ed i Funzionari doganali a scoprire la falsità della marcatura “CE” apposta. L’attestazione di conformità, alla quale è subordinata l’applicazione del marchio comunitario, infatti, era stata, sì, rilasciata dal competente organismo europeo (il cd. ente “notificato”), ma quest’ultimo aveva espresso quel parere positivo con riferimento ad una partita di mascherine chirurgiche. Si trattava, quindi, di dispositivi del tutto diversi da quelli bloccati in dogana.

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San Mango, coltivava piante di marijuana nel giardino di casa: arrestato

Nella giornata di ieri, i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno sequestrato 30 piante di cannabis e circa 800 grammi tra hashish e marijuana, procedendo all’arresto di un quarantenne di San Mango Piemonte (SA). Nell’ambito dei controlli del territorio predisposti per la prevenzione e la repressione del traffico di sostanze stupefacenti, i Baschi Verdi di Salerno hanno infatti individuato, dopo mirati sopralluoghi, un’abitazione adibita alla coltivazione illegale. Il fogliame di dubbio aspetto spuntava dal giardino, nonostante l’accorgimento di mimetizzare la piantagione con altre piante dalle forme simili alla canapa indiana. E’ così scattata la perquisizione dell’appartamento e delle relative pertinenze da parte delle Fiamme Gialle che, anche con l’ausilio di un’unità cinofila, hanno pure rinvenuto i bilancini e le bustine di cellophane utilizzati per la pesatura ed il confezionamento della droga. Il responsabile è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti o psicotrope e si trova ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Salerno. Risulta aver presentato anche la domanda per ottenere il reddito di cittadinanza, che gli è stata però rigettata. Solo qualche settimana fa, sempre i militari della 1a Compagnia di Salerno avevano scoperto e sottoposto a sequestro, in un rudere abbandonato a Pontecagnano Faiano (SA), 90 piante di marijuana che, immesse sul mercato dello spaccio “al minuto”, avrebbero fruttato circa 100 mila euro.

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Reddito di cittadinanza, 86 persone denunciate nel salernitano

Nel corso del primo semestre del corrente anno, compreso l’intero periodo di emergenza sanitaria Covid – 19, le Stazioni Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno hanno condotto una capillare attività d’indagine sulla verifica dei requisiti previsti per la concessione del reddito di cittadinanza, al termine della quale è stato accertato che su di un campione esaminato di oltre 2000 cittadini percettori del sussidio, 86 non ne avevano diritto. 

In particolare, attraverso l’esame incrociato dei dati documentali e delle informazioni acquisite nel corso di specifici servizi di controllo del territorio con quelli forniti dai Comuni di residenza, sono state comprovate numerose irregolarità nelle procedure di dichiarazione del possesso dei requisiti soggettivi ed econometrici.

Tra le principali anomalie, quelle riferite ai seguenti soggetti:

  • destinatari di misura cautelare personale;
  • condannati con sentenza definitiva per reati per i quali è prevista la decadenza del reddito;
  • detenuti e ricoverati in strutture a carico dello Stato;
  • cittadini stranieri sprovvisti dei requisiti.

Numerose sono state le false attestazioni che hanno riguardato difformità circa l’indicazione della reale residenza, ossia di persone che l’hanno indicata presso un Comune diverso, al fine di omettere all’interno della prevista dichiarazione che i familiari percepivano altro reddito. Così come il caso di un giovane che aveva modificato fittiziamente l’indirizzo di residenza presso un’abitazione diversa, rivelatasi poi essere un esercizio commerciale adibito a “pescheria”.  

L’attività investigativa ha permesso d’interrompere l’indebita percezione del beneficio, oltre che ad un detenuto, anche a soggetti appartenenti alla criminalità organizzata: in un caso è stato infatti accertato che destinatario del reddito di cittadinanza è risultato essere un uomo condannato per “associazione di tipo mafioso”, per aver fatto parte di un sodalizio criminale operante nella piana del sele, già sottoposto alla misura di sicurezza della “libertà vigilata”.

Sono state riscontrate irregolarità anche nei confronti di 19 cittadini stranieri che hanno beneficiato del reddito, sebbene non residenti sul territorio nazionale da almeno 10 anni, gli ultimi 2 dei quali avrebbero dovuto essere continuativi. 

Gli esiti delle attività sono stati quindi segnalati all’Autorità giudiziaria competente ed agli Uffici territoriali dell’Inps per l’interruzione dell’elargizione del sussidio e la ripetizione delle somme indebitamente percepite, che hanno prodotto un danno erariale di oltre 350.000  €.

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Lotta all’evasione fiscale, Guardia di Finanza sequestra beni per 4 milioni di euro a nullatenente

La Guardia di Finanza di Salerno, su disposizione della locale Procura della Repubblica, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente nei confronti di un imprenditore battipagliese, per i reati di omessa e/o infedele presentazione delle dichiarazioni dei redditi ed ai fini dell’Iva. Il provvedimento cautelare, emesso dal GIP del Tribunale di Salerno, scaturisce da una verifica fiscale eseguita dai Finanzieri della Tenenza di Battipaglia nei confronti di una società operante nel settore tessile che, negli anni dal 2014 al 2018, ha sottratto a tassazione una base imponibile di circa 10 milioni di euro. Le successive attività investigative hanno permesso di rilevare che il vero artefice della frode fiscale era un imprenditore battipagliese, il quale amministrava di fatto la società, pur senza ricoprire ufficialmente alcun incarico, tanto che al Fisco risultava essere un cittadino “nullatenente”. L’esame della documentazione acquisita durante l’ispezione e l’incrocio delle banche dati in uso alle Fiamme Gialle hanno portato a sviluppare ulteriormente il controllo fiscale, ricostruendo tutti gli interessi economici ed il reale profilo finanziario dell’imprenditore che, avvalendosi di diversi “prestanome”, gestiva – senza figurare in alcun modo – un patrimonio immobiliare complessivamente costituito da due ville, undici appartamenti, tre locali commerciali e dalla proprietà di ben 13 società commerciali. Nel corso delle perquisizioni, poi, le Fiamme Gialle hanno accertato che l’indagato è nei fatti il titolare anche di una nota galleria d’arte di Battipaglia, senza ricoprire – neppure in questo caso – alcun ruolo nella compagine societaria. Per garantire il pagamento del debito maturato nei confronti dell’Erario, quantificato in più di cinque milioni di euro dopo l’intervento della Guardia di Finanza, sono stati così sottoposti a sequestro beni per un valore di circa 4 milioni di euro, costituiti dall’intero patrimonio immobiliare e societario, dalle disponibilità finanziarie e da tre autoveicoli.

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Maxi sequestro al Porto di Salerno, GdF scopre traffico di droga dell’Isis

Amfetamine e pasticche prodotte in Siria dall’Isis per finanziare il terrorismo sequestrate al porto di Salerno. Il valore della droga, trovata dalla Guardia di Finanza di Napoli a Salerno in 3 container, è di oltre un miliardo di euro. Il quantitativo di stupefacente è ingente: 14 tonnellate di amfetamine, 84 milioni di pasticche con il logo “captagon”, prodotte in Siria dall’Isis per finanziare il terrorismo. È noto che Isis finanzia le proprie attività terroristiche anche e soprattutto con il traffico di droghe sintetiche, prodotte in gran parte in Siria, diventata per questo motivo negli ultimi anni il primo produttore mondiale di amfetamine. La droga nel porto di Salerno era nascosta in cilindri di carta per uso industriale e macchinari costruiti in maniera tale da impedire agli scanner di individuare il contenuto. Dopo il sequestro, le Fiamme gialle hanno trasferito i container in un luogo attrezzato per procedere all’ispezione interna, con l’ausilio di tecnici specializzati e con la preziosa collaborazione della Sezione antifrode della Agenzia delle Dogane di Salerno. I cilindri di carta, alti circa 2 metri e del diametro di 140 centimetri – verosimilmente costruiti in Germania – sono stati congegnati in multistrati in grado di celare allo ‘scanner’ il contenuto, riposto negli strati interni, di circa 350 kg di pasticche per ogni cilindro. Il risultato rappresenta il più grande sequestro di amfetamine a livello mondiale. È stato effettuato in esecuzione di un apposito decreto emesso dalla procura della Repubblica di Napoli – Direzione distrettuale antimafia. L’operazione è maturata nell’ambito di una complessa attività d’indagine delegata al Gico nei confronti di un’organizzazione con proiezioni internazionali dedita all’importazione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. Dopo il periodo di lockdown, dovuto all’emergenza epidemiologica da coronavirus, sono state, infatti, intensificate le attività di contrasto nello specifico settore. Quanto alla destinazione finale, è verosimile che sia coinvolto un ”consorzio” di gruppi criminali, sia per il valore totale delle spedizioni, sia per la distribuzione sui mercati di riferimento (85 milioni di pasticche possono soddisfare un mercato di ampiezza europea). L’ipotesi è che durante il lockdown, dovuto all’emergenza epidemiologica mondiale, la produzione e distribuzione di droghe sintetiche in Europa si sia praticamente fermata e quindi alla ripresa molti trafficanti, anche in consorzio, si siano rivolti alla Siria, la cui produzione invece non pare aver subito rallentamenti. Sono in corso ulteriori indagini per l’individuazione dei responsabili che, proprio in relazione all’ingente quantitativo sequestrato, potrebbero operare per conto di un “cartello” di clan di camorra in grado di commercializzare le sostanze in ambito internazionale. Il captagon viene smerciato in tutto il Medio Oriente ed è diffuso sia tra i combattenti per inibire paura e dolore sia tra i civili perché non fa sentire la fatica. Prodotta inizialmente soprattutto in Libano e diffusa in Arabia Saudita negli anni ’90, questa sostanza stupefacente è ricomparsa nei covi dei terroristi – come ad esempio nell’attacco al Bataclan di Parigi nel 2015 – ed è perciò stata soprannominata la “droga dell’Isis” o la “droga della Jihad’’.

LE REAZIONI

“Complimenti alla Guardia di Finanza che ha smantellato non un “semplice” traffico di stupefacenti e dunque di morte, ma una delle principali vie di finanziamento del terrorismo. Coi soldi incassati grazie a questa droga l’Isis finanziava le sue azioni militari contro l’Occidente e magari proprio contro i nostri soldati. L’Italia e la Campania sono chiuse e devono essere chiuse ai trafficanti di morte”, ha dichiarato Severino Nappi, esponente della Lega in Campania.

“La collaborazione tra la DDA di Napoli, la GdF e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha permesso di mettere a segno un durissimo colpo allo spaccio di sostanze stupefacenti. Continuiamo così!”, lo scrive in una nota il Sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo, al termine dell’operazione condotta questa mattina dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (GICO) dalla Guardia di Finanza, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Napoli e con il supporto informativo della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, in collaborazione con investigatori internazionali, che ha portato al sequestrato di 14 tonnellate di amfetamine tutte riconducibili al gruppo terroristico dell’Isis/Daesh. “Grazie e complimenti a tutti i ragazzi che hanno lavorato mesi e mesi per questo straordinario risultato”, scrive Tofalo.

“L’operazione di Salerno che ha portato al sequestro di ingenti quantitativi di droga è doppiamente importante: non solo per il colpo inferto al traffico di stupefacenti ma anche per la probabile finalità di sostegno al terrorismo internazionale. Complimenti alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Dogane per lo straordinario successo”. Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

 

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Salerno, Guardia di Finanza celebra 246°anniversario della fondazione del corpo

Nella mattinata odierna, presso la Caserma “Giudice”, sede del Comando Provinciale, la Guardia di Finanza di Salerno ha celebrato il 246° Anniversario della fondazione del Corpo. Alla cerimonia, che si è svolta tenendo conto delle limitazioni imposte dall’emergenza epidemiologica in atto, ha preso parte il Prefetto di Salerno, S.E. Dott. Francesco Russo.

BILANCIO OPERATIVO 2019

Nel corso del 2019, l’azione di servizio della Guardia di Finanza è stata orientata all’attuazione dei piani operativi finalizzati al contrasto dei fenomeni di evasione, elusione e frode fiscale, degli illeciti in materia di spesa pubblica e della criminalità economica e finanziaria, secondo le direttrici strategiche individuate dal Comando Generale del Corpo, fornendo altresì il proprio contributo concorsuale per garantire la sicurezza interna del Paese, con interventi di contrasto ai traffici illeciti di diversa natura.

LOTTA ALL’EVASIONE, ALL’ELUSIONE E ALLE FRODI FISCALI

La lotta all’evasione fiscale, eseguita nei confronti di target accuratamente selezionati mediante attività di intelligence, controllo economico del territorio ed analisi di rischio, nonché la consultazione delle banche dati in uso al Corpo, si è concretizzata nell’esecuzione di 668 interventi, tra verifiche e controlli fiscali a professionisti ed imprese, con il recupero a tassazione di una maggiore base imponibile di circa 500 milioni di euro, nonché di 353 indagini delegate dalla magistratura, che hanno permesso di denunciare 313 soggetti – di cui 15 in stato di arresto – per reati fiscali (principalmente riferibili all’utilizzo di fatture false, all’occultamento delle scritture contabili e all’omessa dichiarazione). Sono state così rilevate imposte evase per circa 311 milioni di euro, tra dirette (IR.Pe.F. e I.Re.S.) ed indirette (l’I.V.A.), individuando 122 evasori cd. “totali” – vale a dire imprenditori e professionisti che hanno omesso di “dichiararsi” al Fisco, anche per più annualità -, i quali hanno evaso complessivamente oltre 70 milioni di IVA. Inoltre, sono stati verbalizzati 240 datori di lavoro per aver impiegato 558 lavoratori “in nero” o irregolari. Il valore dei beni sequestrati, nella passata annualità, per reati in materia di imposte dirette e IVA, è di oltre 35 milioni di euro, mentre le proposte di sequestro al vaglio delle competenti Autorità Giudiziarie ammontano a 121 milioni. 2 Particolare attenzione è stata rivolta anche alle frodi carosello: sono 36 i casi scoperti di società “cartiere” o “fantasma” utilizzate per evadere l’I.V.A., anche mediante indebite compensazioni. Le mancate emissioni di scontrini o ricevute fiscali hanno avuto un’incidenza di circa il 33%, su un totale di oltre 3.500 controlli eseguiti. Ammontano, invece, a 94 gli interventi svolti nel settore delle accise, al fine di contrastare la filiera distributiva delle merci illecitamente introdotte nel territorio nazionale, mediante servizi di prevenzione nei porti, lungo le rotabili maggiormente interessate dai traffici illeciti, nonché, nei casi più gravi, attraverso l’esecuzione di indagini di p.g. volte a neutralizzare l’operatività delle organizzazioni criminali, anche di carattere transnazionale. Complessivamente, sono stati sequestrati 67.111 chilogrammi di prodotti energetici, cui si aggiunge un consumato in frode di quasi 61 milioni di chilogrammi. Parimenti intenso è l’impegno dei Reparti rivolto al contrasto del contrabbando: nel 2019 sono stati eseguiti 40 interventi che hanno portato al sequestro di 60 chilogrammi di tabacchi lavorati esteri. Nel settore del gioco illegale ed irregolare, sono stati eseguiti 120 controlli, riscontrando 53 violazioni, con la verbalizzazione di 245 soggetti, di cui 9 denunciati all’Autorità Giudiziaria. Uno dei servizi più interessanti è stato concluso dalla Compagnia di Nocera Inferiore, che ha individuato una frode perpetrata portando in compensazione degli effettivi debiti fiscali dei crediti con il Fisco del tutto insussistenti. Nell’occasione, sono stati sequestrati agli indagati beni per oltre 6 milioni di euro.

CONTRASTO AGLI ILLECITI NEL SETTORE DELLA TUTELA DELLA SPESA PUBBLICA

Le frodi in danno al bilancio nazionale e comunitario individuate nel decorso anno sono state pari a oltre 5 milioni di euro, con 21 persone complessivamente denunciate all’Autorità Giudiziaria. I controlli in materia di prestazioni sociali agevolate e di indebita esenzione dal pagamento dei ticket sanitari sono stati 311, con un tasso di irregolarità che supera il 64%. In tale contesto, all’indomani dell’introduzione del “reddito di cittadinanza”, il Corpo ha realizzato uno specifico dispositivo operativo volto al contrasto dei fenomeni di illecita apprensione del beneficio, a tutela di coloro che hanno l’effettiva necessità di usufruire del sussidio. Gli interventi eseguiti hanno consentito di denunciare all’Autorità Giudiziaria 16 soggetti per le ipotesi di reato previste dalla normativa di settore. Tra questi figurano anche intestatari di ville e autovetture di lusso, evasori totali, persone dedite al contrabbando di sigarette. Nell’ambito dei Piani operativi finalizzati alla tutela della regolarità della spesa previdenziale e sanitaria, i reparti hanno portato a termine, in totale, 32 interventi, segnalando all’Autorità giudiziaria 7 persone. Le frodi scoperte ammontano a quasi 2 milioni di euro. Con specifico riguardo al comparto della spesa previdenziale, le irregolarità più consistenti hanno interessato le prestazioni assistenziali (assegni sociali, pensioni di guerra, invalidità civile e altre), con circa 150.000 euro di indebite percezioni. Passando, più in generale, alla tutela della legalità nella Pubblica Amministrazione, sono state denunciate 121 persone per reati in materia di appalti, corruzione e altri delitti contro la Pubblica Amministrazione. In tale ambito, riveste importanza strategica la collaborazione con l’Autorità Nazionale Anticorruzione, su delega della quale, nel corso del 2019, i reparti hanno effettuato controlli in materia di contrattualistica pubblica e accertamenti nel settore anticorruzione e trasparenza. 3 Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno ha, in particolare, concluso l’operazione “Ground Zero”, che ha portato all’arresto di giudici tributari, funzionari amministrativi, imprenditori e consulenti fiscali, ritenuti responsabili di pilotare i procedimenti tributari a favore degli imprenditori corruttori. Infine, l’attività svolta per accertare responsabilità amministrative di dirigenti, funzionari e dipendenti pubblici, ha portato a denunciare 152 soggetti, per un complessivo danno erariale presunto di oltre 25 milioni di euro.

CONTRASTO ALLA CRIMINALITÀ ECONOMICO FINANZIARIA

Sul fronte del contrasto alla criminalità economico-finanziaria, l’attività investigativa ha portato allo sviluppo, nei confronti di 255 soggetti (171 persone fisiche e 84 persone giuridiche), di 59 accertamenti patrimoniali. Sono state così avanzate proposte di sequestro di beni e disponibilità finanziarie per circa 92 milioni di euro, con provvedimenti cautelari eseguiti per oltre 4,5 milioni di euro. Tali misure ablative ricomprendono l’esecuzione, ai sensi del Codice Antimafia, di confische in via definitiva di beni per oltre 450.000 di euro, conseguenti allo svolgimento di 50 accertamenti nei confronti di soggetti connotati da c.d. “pericolosità economico-finanziaria”, ovvero coloro che, per condotta e tenore di vita, debba ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi derivanti da ogni genere di attività delittuosa, in particolare di natura tributaria, societaria, fallimentare, ecc.. Sono stati inoltre eseguiti 1.648 accertamenti su richiesta del Prefetto, la maggior parte dei quali funzionali al rilascio della documentazione “antimafia”. In materia di repressione del riciclaggio dei capitali illeciti sono state sviluppate 281 indagini di polizia giudiziaria, da cui è scaturita la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 60 persone per i reati di riciclaggio e auto-riciclaggio, dei quali 6 sono stati tratti in arresto. La dimensione quantitativa della ricchezza “ripulita” si è attestata intorno ai 15 milioni di euro, mentre sono stati effettuati sequestri su ordine della magistratura per oltre 15,5 milioni di euro. Tra le attività del Corpo svolte nel 2019 a tutela dei consumatori si pongono quelle rivolte al contrasto dei fenomeni di contraffazione di marchi registrati, usurpazione di indicazioni di origine e qualità delle merci, false attestazioni concernenti la corrispondenza dei prodotti agli standard di sicurezza previsti, nonché delle violazioni alla normativa sul diritto d’autore. In tali ambiti (la lotta alla contraffazione, la tutela del “made in Italy” e della sicurezza dei prodotti, la tutela del diritto d’autore), i controlli effettuati sono stati 252 ed hanno portato alla segnalazione di 146 soggetti, con circa 2 milioni di prodotti sequestrati. Nel complessivo sistema di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, infine, i reparti del Corpo hanno inoltre proceduto all’approfondimento di ben 426 segnalazioni di operazioni sospette, appositamente delegate dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria.

CONTROLLO DEL TERRITORIO E CONCORSO NEI SERVIZI DI ORDINE E SICUREZZA PUBBLICA

In tale ambito, sono state 9.018 le pattuglie impegnate quotidianamente nel controllo del territorio, con 21.696 automezzi ispezionati e 25.584 soggetti identificati. L’assidua presenza su strada ha permesso, tra l’altro, di sequestrare oltre 67 chilogrammi di droga (di cui circa 28 chilogrammi tra hashish e marjuana e oltre 18 di cocaina), con la verbalizzazione di 315 soggetti. Di questi, 260 sono stati segnalati al Prefetto e 55 sono stati denunciati all’A.G. (di cui 16 tratti in arresto). 4 L’impegno concorsuale del Corpo nella tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica è stato confermato, altresì, nell’ambito delle recenti direttive emanate dal Ministero dell’Interno per la gestione delle manifestazioni pubbliche e di eventi di particolare rilevanza, con il coinvolgimento dei militari specializzati Anti Terrorismo Pronto Impiego “AT-P.I.”. Nel 2019, la Guardia di Finanza di Salerno, in particolare, ha impiegato complessivamente l’equivalente di 1000 giornate lavorative in servizi di ordine pubblico, nell’occasione di eventi sportivi ed altre manifestazioni pubbliche di vario genere.

BILANCIO OPERATIVO NELLO STATO DI EMERGENZA DA COVID-19

Nella prima fase di emergenza, quando bisognava garantire l’osservanza delle misure di contenimento della diffusione del virus, la Guardia di Finanza di Salerno, insieme alle altre forze di polizia statali ed alla Polizia municipale, si è adoperata nello svolgimento di un’adeguata azione di controllo del territorio. Questa attività di natura concorsuale può essere riassunta nei seguenti dati: – n. 12.000 automezzi controllati; – n. 15.000 persone fisiche identificate; – n. 5.000 esercizi commerciali di cui è stata verificata l’effettiva chiusura. Le contestazioni mosse testimoniano una sostanziale osservanza delle limitazioni poste, da parte dei Salernitani tutti, visto che sono state verbalizzate meno di 400 persone (neanche il 3%) ed appena 28 titolari di esercizi commerciali. Nella successiva fase di parziale riapertura delle attività produttive essenziali per il Paese, la Guardia di Finanza è stata poi impegnata nelle istruttorie demandate alla Prefettura, finalizzate a verificare che gli imprenditori che chiedevano di riavviare la produzione rientrassero effettivamente fra le categorie espressamente individuate dall’Autorità di Governo. Sono state più di 1.000 le posizioni vagliate dalle Fiamme Gialle di Salerno, mediante la consultazione delle banche dati e sopralluoghi fisici presso le strutture aziendali. Questa azione di controllo è proseguita poi nell’attuale fase di “ripartenza”, soprattutto con una funzione di indirizzo e prevenzione, visto che la Guardia di Finanza affianca gli organi tecnici preposti alla verifica delle condizioni di lavoro presso le aziende (l’ASL, l’Ispettorato del Lavoro, i Carabinieri del Lavoro, i Vigili del Fuoco). Questi interventi coordinati sono in special modo orientati a verificare che gli imprenditori adottino tutte le precauzioni anti COVID-19 necessarie per garantire l’incolumità fisica dei lavoratori. Circa 50 sinora gli interventi ai quali hanno preso parte i Finanzieri di Salerno, con una decina di situazioni irregolari constatate. Non meno importante l’azione del Corpo rivolta a tutelare i cittadini, nella loro veste di consumatori, non essendo mancati casi di speculazione sui prezzi di vendita dei prodotti per l’igiene e di dispositivi di protezione individuale. Altro fenomeno illecito che ha destato particolare allarme sociale è stata la vendita di beni di uso comune (gel e mascherine) non conformi alle prescrizioni di legge, a volte anche con il marchio contraffatto o con la falsa attestazione CE. Grazie ai controlli su strada e presso gli esercizi commerciali, sono state intercettate e ritirate dal mercato 51.000 mascherine e oltre 8.000 flaconi di gel igienizzante. In una prospettiva di corretto utilizzo delle risorse pubbliche destinate alle fasce più deboli della popolazione si muove la collaborazione della Guardia di Finanza di Salerno con i Comuni che hanno erogato i cd. “buoni spesa”. Si tratta di verificare il contenuto delle dichiarazioni presentate da quanti hanno autocertificato il possesso dei requisiti previsti, ricevendo così il sussidio pensato per le famiglie in maggiore difficoltà. Su un totale di oltre 9.500 istanze suscettibili di controllo, 5 presentate ai 20 Comuni con i quali è in atto la collaborazione (tra questi, la Città capoluogo), sono circa 1.500 quelle già all’attenzione, dal cui esame sono emerse le prime incongruenze. D’ora in avanti, infine, l’impegno del Corpo sarà indirizzato al monitoraggio del tessuto economico della provincia, per intercettare ogni possibile tentativo di infiltrazione della criminalità organizzata. Le difficoltà dei tanti imprenditori impegnati nella ripartenza, infatti, potrebbero agevolare il passaggio di mano di aziende e società, con operazioni di riciclaggio e reimpiego dei facili profitti delle attività criminali, da parte di chi potrebbe far valere l’immediata disponibilità di denaro da investire.

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Lotta all’evasione fiscale, GdF sequestra beni per 600mila euro a falso imprenditore agricolo

La Guardia di Finanza di Salerno, su disposizione della locale Procura della Repubblica, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, nei confronti di un imprenditore di Battipaglia (SA), per il reato di dichiarazione fiscale fraudolenta. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Salerno, scaturisce da un controllo dei Finanzieri della Tenenza di Battipaglia nei confronti di un agricoltore, dedito alla produzione e commercializzazione di agrumi, il quale, avvalendosi della qualifica di imprenditore agricolo, in tre anni ha omesso di dichiarare al Fisco ricavi per oltre 1,4 milioni di euro. Sosteneva infatti di essere a tutti gli effetti un semplice contadino, in quanto dichiarava di coltivare i terreni nella disponibilità per poi rivendere i soli prodotti raccolti nei suoi campi. In questo modo, beneficiava delle agevolazioni fiscali del regime speciale dell’agricoltura, che consente la determinazione del reddito sulla base della rendita catastale, in maniera forfettaria, in questo caso pari a poche centinaia di euro all’anno. I militari, partendo dalle ingenti quantità di agrumi commercializzati (oltre 5.000 quintali nel triennio dal 2015 al 2017), a fronte dell’unico terreno effettivamente destinato a questa coltivazione (con una superficie di appena 1,7 ettari), hanno ricostruito che la gran parte della frutta veniva invece acquistata da altri agricoltori. Addirittura, nel caso dei cedri, venivano venduti senza avere piantato neanche un albero. Le incongruenze rilevate hanno portato le Fiamme Gialle salernitane a riqualificare l’attività dell’imprenditore, rideterminando in maniera analitica il reddito imponibile e facendo emergere un’evasione fiscale di circa 600.000 euro. Per garantire il pagamento del debito nei confronti dell’Erario, sono stati così posti sotto sequestro liquidità e titoli nella disponibilità dell’indagato per un valore complessivo di pari importo.

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Percepiva 700 euro al mese dal 2013, Guardia di Finanza scopre falsa cieca

La Guardia di Finanza, su disposizione della Procura della Repubblica di Salerno, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca, emesso dal Tribunale di Salerno, per un importo complessivo di oltre 73 mila euro, relativo a beni e denaro nella disponibilità di V.C., di anni 66, indagata per il reato di truffa aggravata ai danni dell’INPS. L’attività investigativa dei militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Salerno, con pedinamenti, appostamenti e videoriprese, ha permesso, infatti, di riscontrare che V.C. conduceva in realtà una vita del tutto normale, incompatibile con la patologia a lei riconosciuta e che quindi la donna aveva percepito indebitamente per oltre sette anni l’indennità di accompagnamento pari a 700 euro mensili riservata ai ciechi assoluti.

 

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Lotta all’evasione fiscale, nell’Agro firmato protocollo d’intesa tra Procura di Nocera Inferiore, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza

Nella mattinata di oggi, mercoledì 27 maggio, il Procuratore della Repubblica di Nocera Inferiore, Dott. Antonio Centore, il Direttore Provinciale dell’Agenzia delle Entrate, Dott. Pellegrino Eboli e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Salerno, Generale di Brigata Danilo Petrucelli, hanno sottoscritto il protocollo d’intesa volto a consolidare il coordinamento investigativo tra l’Autorità Giudiziaria e l’Amministrazione Finanziaria nell’Agro Nocerino Sarnese. Obiettivo principale dell’accordo, potenziare la complessiva azione di contrasto all’evasione fiscale, con particolare riguardo ai fenomeni più insidiosi e di maggiore impatto sociale, come le frodi a carattere transnazionale, le dichiarazioni fraudolente, l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, il riciclaggio dei proventi illeciti, gravi condotte dietro le quali si cela sovente la criminalità organizzata, che mira ad infiltrarsi nel tessuto economico, riversando le risorse finanziarie accumulate illecitamente, anche avvalendosi di prestanome e di società fittizie.

Il miglioramento della sinergia tra gli Uffici passa attraverso la semplificazione e l’accelerazione dei flussi di comunicazione e degli scambi informativi, con l’utilizzo dei più innovativi strumenti informatici e telematici; così facendo, l’Autorità giudiziaria inquirente potrà assumere con maggior tempestività la direzione delle indagini e assicurare un costante ed efficace raccordo di più contesti investigativi, ogni volta che emergano elementi di collegamento. Il protocollo disciplina inoltre una serie di adempimenti procedurali, volti a garantire, in tempi rapidi, la tassazione dei proventi illeciti derivanti da qualsivoglia attività criminale, oltre che a sancire l’indeducibilità fiscale dei cc.dd. “costi da reato”, rendendo sempre meno vantaggiosa, anche sotto il profilo tributario, la commissione degli illeciti di natura economico-finanziaria.

Sono stati introdotti anche momenti di sistematico confronto operativo tra la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate, sotto la direzione della Procura, in presenza di contesti connotati da maggiore pericolosità criminale, per fronteggiare i quali è fondamentale il ricorso alle più incisive tecniche investigative di polizia giudiziaria. Analogamente, nei casi di evasione o di elusione fiscale particolarmente sofisticati, che richiedano soluzioni condivise e coerenti sul piano sia amministrativo che penale. Valorizzati, infine, gli accertamenti economico-patrimoniali, per ricostruire la modalità di reimpiego delle risorse finanziarie illecitamente accumulate e, comunque, per individuare le ricchezze nella disponibilità degli evasori fiscali, per procedere in via sistematica al sequestro dei beni e, quindi, alla loro definitiva confisca. L’accordo di collaborazione rappresenta, dunque, un passaggio significativo nella lotta all’evasione fiscale in tutto l’Agro Nocerino Sarnese, ancora più importante in questo periodo emergenziale, nel quale serve recuperare le risorse pubbliche per finanziare le iniziative di rilancio dell’economia e – in un’ottica redistributiva – di tutela delle fasce più deboli della popolazione.

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Guardia di finanza sequestra mascherine e visiere contraffatte

Sempre alta l’attenzione della Guardia di Finanza di Salerno, per contenere il rischio di speculazioni e contrastare pratiche commerciali non corrette nella vendita di dispositivi medici e di protezione individuale.
Durante i normali controlli presso gli esercizi commerciali, i Finanzieri di Vallo della Lucania hanno notato, in due negozi della cittadina, mascherine e visiere in plastica le cui attestazioni di conformità agli standard “CE” sono apparse subito poco chiare.
Avviati gli approfondimenti del caso, i militari hanno così rilevato che quelle in vendita non avevano le caratteristiche tecniche proprie dei dispositivi di protezione individuale. Ed infatti, le attestazioni esibite dai negozianti sono risultate dei tutto false; così pure, il marchio “CE” era stato apposto in assenza delle necessarie autorizzazioni.
Attraverso l’esame della documentazione contabile, le Fiamme Gialle sono risalite ai fornitori, due società dell’hinterland napoletano presso le quali sono subito intervenute per eseguire le perquisizioni disposte da questa Procura
Completati gli interventi, la Guardia di Finanza ha così sottoposto a sequestro, di fatto togliendole dal mercato, quasi 18.000 tra mascherine e visiere protettive non a norma.
In tutto nove i responsabili individuati, tutti denunciati per frode in commercio: rischiano ora la reclusione fino a due anni o la multa fino a euro 2.065.