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Salerno Pulita: sabato centro centro di raccolta fratte chiuso per manutenzione

Salerno Pulita comunica che sabato prossimo, 20 giugno 2020, il centro di raccolta “Fratte”, in località Sciumariello, sarà chiuso all’utenza per lavori di manutenzione. Il centro di raccolta riaprirà i battenti il lunedì successivo, 22 giugno.

Si approfitta dell’occasione per ricordare alla cittadinanza che i centri comunali di raccolta “Arechi” e “Fratte” funzionano nei giorni feriali, compreso il sabato, ed osservano i seguenti orari di apertura: dal 1° maggio al 31 ottobre dalle ore 8 alle 19 (nel solo mese di agosto il sabato apertura alle ore 7.30 e chiusura alle 13.30.

Il personale di Salerno Pulita provvede a separare i rifiuti portati dagli utenti e a conferirli negli appositi contenitori; a verificare i requisiti di accesso del cittadino e a registrarne le generalità; ad annotare la tipologia dei rifiuti conferiti. Nei centri di raccolta possono conferire solo privati cittadini, istituti scolastici di competenza comunale (primarie e secondarie di primo grado), uffici comunali. I rifiuti provenienti da altri uffici, aziende private o negozianti non saranno accettati, se non preventivamente autorizzati dal Settore ambiente del Comune.

Qualora arrivino furgoni con rifiuti ingombranti gli stessi devono essere di provenienza domestica, il cittadino deve essere residente a Salerno ed accompagnare l’eventuale trasportatore. Non è possibile scaricare infissi, perché vanno smaltiti in altri impianti dall’impresa che ha effettuato i lavori di ristrutturazione, la quale deve rilasciare al cittadino il Fir (Formulario identificativo rifiuti).

Nei centri di raccolta è possibile conferire, con autodichiarazione e solo da parte di cittadini e non da ditte, anche rifiuti che provengono da piccole attività di manutenzione edile.

 

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Allarme bomba a Fratte, quartiere blindato

Sarebbe stato un ticchettio proveniente da un cassonetto dei rifiuti a far scattare l’allarme. Pochi minuti fa, è scattato un allarme bomba a Fratte. Sul posto, sarebbero giunti – oltre alla polizia – gli artificieri del reparto di Napoli. L’allarme è scattato proprio nella centralissima piazza, poco distante da un bar di piazza Matteo Galdi.  Intanto, chiuse al traffico le strade, dal Carmine alto fino alla piazza. Accertamenti in corso.

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Fonderie Pisano, 135 famiglie salernitane scrivono a De Luca: “Si chiuda il mostro”

Conoscere la verità sullo studio Spes e  sui veleni scientificamente accertati: è quanto chiede il comitato Salute e Vita che, insieme a 135 famiglie salernitane, ha inviato una lettera al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca per chiedere la chiusura delle fonderie Pisano. l Comitato e l’Associazione “Salute e Vita” e le famiglie di Salerno e della Valle dell’Irno esprimono nuovamente profonda rabbia e delusione per l’assenza d’iniziative concrete messe in campo dal Presidente della Regione Campania a più di una settimana dalle dichiarazioni rilasciate in merito alle ripercussioni dell’attività della Fonderia Pisano sulla salute pubblica. “Non è moralmente e politicamente corretto parlare di “sensazioni” quando esiste una relazione scientifica che chiarisce in maniera oggettiva e inoppugnabile che la Pisano rappresenta un pericolo per la salute pubblica – ha scritto Lorenzo Forte, presidente del comitato Salute e Vita – Dimostri De Luca che non si tratta di annunci propagandistici da campagna elettorale, faccia luce su quanto emerso dallo studio Spes, e dia seguito alle sue parole chiudendo finalmente la fonderia. Le parole di De Luca sono state pesanti, e hanno gettato la popolazione nella paura, tuttavia non hanno fatto altro che confermare quello che i cittadini sanno da lungo tempo e che i risultati preliminari dello studio Spes avevano già messo in evidenza. 

Mentre De Luca fa campagna elettorale, la popolazione di Salerno e della Valle dell’Irno continua a vivere l’incubo del mostro di Fratte, ad ammalarsi e a morire. La Regione Campania invece oscilla in maniera preoccupante tra il rinnovo dell’Aia per ben 12 anni e il “sospetto” di non poter far riaprire la fonderia, che ricordiamo, ha ripreso le attività dal 4 Maggio avvelenando di nuovo l’aria con emissioni nauseabonde, come dimostrano le numerose segnalazioni alle forze dell’ordine”. Di fatti, la prima relazione dello studio Spes aveva già messo infatti in  evidenza  la  presenza  di dieci  metalli  potenzialmente  tossici  in  una  frazione  rilevante  del  campione umano analizzato, nonché nel suolo circostante la Fonderia e nel fiume Irno, “dato che di fatto crea una correlazione tra la salute dei residenti della zona e l’attività scellerata dell’impianto e che dimostra che le tre matrici (aria, suolo e acqua) sono tutte interessate dalla scellerata condotta della proprietà Pisano che per anni ha operato in totale spregio delle norme ambientali – ha aggiunto ancora Forte –  Ora sappiamo che lo studio è terminato e abbiamo ragione di credere che i risultati finali siano nelle mani del Governatore, come le sue dichiarazioni sembrano indicare. Pertanto pretendiamo che tali risultati vengano resi pubblici, così come peraltro abbiamo già fatto formalmente con una richiesta di accesso agli atti presentata il 29 Aprile sia alla Regione che all’Istituto Zooprofilattico”.

E ancora: “Si tratta di uno studio scientifico rigoroso finanziato con i soldi dei cittadini che hanno il diritto di essere messi a conoscenza del disastro ambientale e sanitario procurato dalla fonderia. Pretendiamo inoltre di conoscere gli estremi (data e protocollo) con cui tale studio sia stato inviato alla Regione Campania in modo da poter ricostruire in maniera inequivocabile in quale contesto sia stata inspiegabilmente e frettolosamente rilasciata l’AIA con validità di 12 anni. Pretendiamo che venga emesso un provvedimento di chiusura dello stabilimento di Fratte, appellandoci all’Art. 32 della Costituzione, ricordando che il Presidente stesso, durante l’emergenza coronavirus, ha giustamente dimostrato come la salvaguardia della salute debba prevalere sull’interesse economico e non ha esitato a sospendere diritti costituzionali in nome della protezione della salute dei cittadini”. Per il comitato Salute e Vita, la politica uscirà sconfitta da tale vicenda, perché per decenni non ha saputo tutelare i cittadini e l’ambiente nonostante le inchieste, i sequestri, le chiusure, i processi, le condanne e tutti i dati scientifici raccolti a spese dei contribuenti, laddove lo scempio perpetuato dalla Pisano emergeva chiaro in ogni ambito. “Si tratta proprio di quei decenni in cui De Luca ha calcato da leader indiscusso la scena della politica salernitana prima e regionale poi, e che invece agli occhi attenti di chi non si lascia incantare da luci e arringhe, sono stati decenni di complicità e rimpalli su questa vicenda.

Non di meno lascia profondamente delusi l’atteggiamento omertoso del Sindaco di Salerno, primo garante della salute dei suoi concittadini, che non ha speso alcuna parola sulla vicenda, né tantomeno si è fatto parte attiva nel pretendere un riscontro dalla Regione Campania o dall’Istituto Zooprofilattico, confermando il comportamento manchevole tenuto sul caso Pisano durante tutto il suo mandato”, ha poi scritto Forte che chiede un riscontro  dalla Regione Campania o dall’Istituto Zooprofilattico entro il 29 maggio come previsto dalla legge. “Qualora dovesse emergere che i dati dello studio Spes fossero noti già da lungo tempo ricorreremo in tribunale e denunceremo il Presidente e gli Enti che non li rendono pubblici. Comunichiamo inoltre che domenica 31 Maggio una delegazione dell’Associazione si riunirà in presidio presso la piazza di Fratte, nel pieno rispetto delle disposizioni in merito alla prevenzione della diffusione del Covid-19, alla presenza del TG3 Regionale per discutere anche di questa ennesima triste vicenda”, annuncia.