
Tag: Ecodistretto


In questi giorni circolano notizie in merito alla volontà dell’amministrazione comunale di cui faccio parte, di realizzare l’impianto di compostaggio nell’area agricola adiacente la strada Aversana, a poca distanza dalla nostra litoranea e dell’impianto di compostaggio già esistente del comune di Salerno.
Per chiarezza sottolineo che non sono e non sarò mai favorevole a questa opzione, e sarò vicino ai residenti dell’area, alle attività balneari, turistiche ed alle imprese agricole per sostenere la netta contrapposizione a questa scelta.
Scelta che a mio parere ancora una volta viene messa in campo senza una logica programmazione del nostro territorio.
L’occasione per ribadire la mia posizione in merito all’argomento, che era già stata resa pubblica, con una mia nota protocollata il 05 Marzo 2021.

Ci fa piacere che il sindaco continui a ribadire la volontà di chiudere l’impianto di Sardone. Il problema è che c’è sempre un anello mancante in questo processo: come chiuderà Sardone? Quali sono, delibere di finanziamento a parte, gli atti concreti che verranno messi in campo per chiudere l’impianto di trasferenza che ad oggi ospita 300mila tonnellate di rifiuti all’anno? L’impressione è che il primo cittadino voglia spostare l’attenzione su una questione atavica molto sentita dai cittadini, vale a dire quella relativa ai miasmi, che però non si può risolvere con semplici annunci.
Per questo motivo il comitato “Per il Territorio” ha avanzato, ed avanzerà in futuro, proposte che andranno in una sola direzione: tutelare i cittadini ed il tessuto produttivo della città attraverso l’individuazione di soluzioni alternative più sostenibili dal punto di vista economico ed ambientale. A tal proposito ribadiamo ancora una volta che non siamo contrari all’impiantistica tout court, ma riteniamo che vada avviato un ragionamento organico sulla questione che metta al centro lo sviluppo, le peculiarità e la vocazione del territorio di Pontecagnano Faiano nella sua interezza.

Questa la didascalia del post ” Io sono me più il mio ambiente e se non preservo quest’ultimo non preservo me stesso “
Pertosa terra di tumori, l’allarme lanciato dal sindaco Domenico Barba: la sua foto fa il giro del web
Ha fatto presto il giro del web, suscitando rabbia, indignazione e preoccupazione la foto che ritrae il sindaco di Pertosa Domenico Barba. Un allarme, quello che ha voluto lanciare il primo cittadino, per mantenere alta l’attenzione sull’ inquinamento ambientale.
A 34 anni, Domenico Barba ha subito un intervento di tiroidectomia totale a causa di un carcinoma. Fortunatamente il sindaco Barba ha superato questo momento di grande difficoltà. Una foto che fa storcere il naso anche a tanti cittadini di Pontecagnano Faiano, preoccupati per l’insediamento del futuro eco impianto.
“Non vogliamo fare la fine di Pertosa”, hanno dichiarato alcuni cittadini di Pontecagnano che chiedono aiuto e sostegno a comitati e associazioni per impedire la realizzazione dell’impianto di compostaggio.
“#Diamountaglio ai tumori e alle mafie che distruggendo l’ambiente che ci circonda, compromettono la nostra e soprattutto la salute dei nostri figli”, ha scritto sui suoi canali social il consigliere regionale di Italia Viva, Tommaso Pellegrino.
“Un affettuoso abbraccio di solidarietà al mio Amico, giovane e brillante Sindaco di Pertosa, Domenico Barba, e a tutti coloro che hanno vissuto momenti terribili dopo una diagnosi di tumore – ha poi aggiunto il capogruppo dei renziani a Palazzo Santa Lucia – È arrivato il momento di mettere da parte la diplomazia, l’omertà e gli equilibrismi e di difendere la nostra Terra”.

Un consiglio comunale monotematico ed un incontro con il sindaco.
Queste la due richieste avanzate dal Comitato “Per il Territorio”e protocollate questa mattina.
Entrambe le istanze la richiesta di incontro si basano sulla necessità di approfondire tutti gli aspetti relativi al progetto Ecodistretto predisposto dall’amministrazione comunale in accordo con il Comune di Giffoni Valle Piana.
Le 18 realtà del territorio che formano il Comitato ritengono fondamentale che ad esprimersi sulla reale necessità di insediare l’impianto di trattamento rifiuti nella zona industriale di Sant’Antonio sia l’organo cardine della democrazia locale, ovvero il consiglio comunale.
Allo stesso tempo il Comitato intende avviare un processo di interlocuzione col sindaco per porre sul tavolo le problematiche più importanti legate al progetto di insediamento di un impianto di trattamento rifiuti nella zona industriale di Sant’Antonio.
«Si ritiene inderogabile – si legge nel documento inoltrato al primo cittadino – avviare un percorso che coinvolga tutti i livelli politici ed amministrativi della città e che ponga al centro gli aspetti prioritari per lo sviluppo del territorio tenendo conto delle sue vocazioni principali e delle sue eccellenze. In tal senso il comitato, formato da 18 realtà associative e sostenuto dalle piccole e medie imprese del territorio, vuole porsi come tramite fra cittadini ed istituzioni nell’ottica di un confronto realmente partecipativo volto ad informare la comunità sulle decisioni intraprese».

Il comitato «per il Territorio» chiede al sindaco un incontro per un confronto sulla questione Ecodistretto. Tale richiesta si rende ancor più necessaria alla luce dei vari incontri tenuti dal primo cittadino in questi ultimi giorni e della volontà del comitato, espressa sin dalla sua costituzione, di confrontarsi in maniera chiara e trasparente sulla realizzazione dell’impianto di trattamento rifiuti.
Ad esprimersi sul tema sono i membri del direttivo del comitato Maria Giannattasio, Serena Ranieri, Giuseppe Bisogno, Aniello Colonnese e Gianluca Procida:
«Questa mattina abbiamo appreso dalla stampa che anche il sindaco comincia a nutrire dei dubbi in merito all’impianto ed alla sua localizzazione. Sin dall’inizio il Comitato ha sottolineato come le zone industriali del nostro territorio non fossero idonee ad ospitare impianti di questo tipo e ci fa piacere che il primo cittadino stia arrivando alla stessa conclusione, anche se solo dopo aver ottenuto il finanziamento dalla Regione Campania. Le forze vive che compongono il Comitato, la cui natura non è strumentale ma volta alla proposta, hanno più volte sottolineato la necessità di accompagnare le zone industriali e produttive verso uno sviluppo consono con la loro vocazione. Ci auguriamo che il sindaco rifletta e comprenda le ragioni delle tante persone, associazioni e realtà imprenditoriali che hanno preso posizione in difesa del territorio. La vocazione agroalimentare e turistico-culturale del nostro territorio è un fatto, senza se e senza ma. Ora per Lanzara è arrivato il momento del confronto vero con la comunità. Le alternative ci sono e noi come comitato le abbiamo avanzate chiaramente: riconversione dell’impianto già esistente di Sardone, utilizzo dell’impianto di Salerno. Soluzioni percorribili e di buon senso sulle quali siamo pronti a discutere sin da subito».
Un confronto che, secondo il comitato, va portato anche all’interno dell’assise comunale:
«Riteniamo più che mai inderogabile – concludono i membri del comitato – una discussione seria in seno al Consiglio Comunale al fine di chiarire tutti gli aspetti tecnici e politici del progetto. Per questo motivo ci faremo portavoce di una richiesta ufficiale affinché i consiglieri ne discutano nel luogo cardine della democrazia locale: il consiglio comunale».
Link Pagina Facebook >> Comitato per il Territorio

Si è costituito ufficialmente il comitato spontaneo “Per il Territorio”.
Diciannove fra associazioni, fondazioni e comitati hanno deciso di unirsi e deliberare la nascita del comitato per chiedere che venga revocata la realizzazione dell’impianto di trattamento rifiuti organici da 30mila tonnellate previsto nella zona industriale di Sant’Antonio di Pontecagnano Faiano e di tutti gli atti ad esso collegati.
Un’esigenza dettata dagli ultimi provvedimenti del sindaco, che hanno impresso un’accelerata al processo di realizzazione dell’impianto in piena fase pandemica e che hanno reso non più rinviabile una presa di posizione da parte di commercianti, imprenditori e realtà associative del territorio.
Nello specifico, il comitato chiede all’amministrazione comunale di valutare alternative più sostenibili dal punto di vista economico ed ambientale quali: il conferimento dei rifiuti organici presso l’impianto di compostaggio di Salerno, situato a pochi passi dal confine con Pontecagnano Faiano ed operante al di sotto della capienza; l’utilizzo dell’area di Sardone, già adibita al trattamento dei rifiuti e facilmente convertibile in impianto di compostaggio; la possibilità di favorire la diffusione e l’utilizzo degli impianti di compostaggio di prossimità, meno impattanti per il territorio.
L’iniziativa, aperta a tutti i contributi esterni e a chiunque altro condivida i principi ispiratori, nasce dalla volontà di ampliare il più possibile la partecipazione ed informare i cittadini in maniera puntuale sul tema.
L’idea fondativa del comitato, sostenuto anche dal mondo dell’impresa e dal presidente provinciale di Coldiretti e presidente del consorzio Rucola Igp Vito Busillo, è che lo sviluppo futuro di Pontecagnano Faiano debba essere basato sulla valorizzazione delle sue eccellenze produttive e delle sue bellezze, soprattutto in senso turistico.
Dibattito reale, dunque, e non la finta partecipazione messa in campo dall’amministrazione solo a cose fatte.
All’atto della costituzione i membri del comitato hanno deciso di nominare un direttivo così costituito:
– Giuseppe Bisogno (Fondazione Picentia)
– Maria Giannattasio (Centro Commerciale Naturale Pontecagnano C’Entro)
– Gianluca Procida (Pro Loco Etruschi di Frontiera)
– Aniello Colonnese (Comitato Zona Industriale Sant’Antonio)
– Serena Ranieri (Comitato “Difendiamo la città”)
«Portiamo la discussione nel campo della partecipazione democratica» affermano i membri del direttivo: «Su un progetto di questo tipo la comunità andava coinvolta in maniera concreta e non con iniziative di facciata. Il fatto che tante realtà associative, tanti imprenditori e tanti cittadini abbiano deciso di impegnarsi in prima persona a difesa del territorio dovrebbe indurre chi governa ad una riflessione sull’opportunità di realizzare l’impianto. Dal canto nostro avanzeremo proposte e soluzioni».
Queste le associazioni aderenti:
– ASSOCIAZIONE CITTA’ PROTAGONISTA
– ASSOCIAZIONE RIONE PODESTA’
– S.F. PONTECAGNANO ASD
– ASSOCIAZIONE OMBRA
– CONSORZIO PONTECAGNANO C’ENTRO
– COMITATO DIFENDIAMO LA CITTA’
– ASSOCIAZIONE NUOVA PICENTIA
– ASSOCIAZIONE IMPEGNO SOLIDARIETA’
– ASSOCIAZIONE IL MIGLIO VERDE
– FONDAZIONE PICENTIA
– ASSOCIAZIONE OPEN
– COMITATO TUTELAMBIENTE
– ASSOCIAZIONE COLORE
– SPORTING ASD
– COMITATO ZONA INDUSTRIALE SANT’ANTONIO
– ASSOCIAZIONE RINASCIMENTO 3.0
– ASSOCIAZIONE IL PONTE PER IL FUTURO
– PRO LOCO “ETRUSCHI DI FRONTIERA”
– ASSOCIAZIONE FREEDOM


In esclusiva ai microfoni di 360 Web TV il segretario di Energye, seconda forza politica a Pontecagnano Faiano, promotore dell’associazione politico culturale Idea Motore Antonio Malangone.
Tanti i temi toccati nel corso dell’amabile conversazione, in particolare l’annosa questione dei rifiuti con la posizione sull’Ecodistretto dei Picentini e la chiusura del Ponte che attraversa il fiume Asa che ha bloccato la circolazione al traffico veicolare sulla Sp 175 Litoranea.
Analisi chiare dei fatti e riflessioni operative quelle del segretario Malangone che vanta una lunga esperienza politica alle spalle.
Intervista di Stefania Maffeo



Questo Comitato di cittadini esprime tutto il suo disappunto rispetto ad un atteggiamento dilatorio che il Presidente del Consiglio Comunale ha posto in essere per la convocazione del Consiglio Comunale. In data 8 Novembre 2019 i consiglieri di opposizione hanno protocollato una comunicazione indirizzata al Presidente ed a tutto il consiglio, contenente una mozione per l’avvio della consultazione popolare sulla questione “Impianto per il trattamento dei rifiuti nel nostro comune”.
Da quella data nulla si è mosso, in piena violazione dell’art. 5 del Regolamento per i referendum comunali che prevede la convocazione entro 30 gg dalla presentazione della mozione e dell’art. 39 comma 2 del T.U.E.L.. In caso di inosservanza di questo obbligo del Presidente, previa diffida, a provvedere sarà lo stesso Prefetto. Il nostro comitato cittadino chiede l’urgente convocazione del suddetto Consiglio e diffida il Presidente Dario Vaccaro dal permanere in questo stato di inadempienza. In data 5 Dicembre 2019 anche il Comitato ha formalizzato presso il Comune la sua costituzione come Comitato promotore referendario, per poter validamente raccogliere le firme e chiedere l’indizione del referendum consultivo sulla questione dell’insediamento di un impianto per il trattamento dei rifiuti nel nostro comune.
La costituzione del Comitato referendario è il primo passo di un percorso che o attraverso la raccolta firme in città o attraverso l’approvazione a maggioranza qualificata in consiglio comunale, della mozione presentata dai consiglieri di minoranza, ci porterà a poter scegliere da cittadini delle sorti del nostro territorio. Presumibilmente la data della consultazione referendaria potrà coincidere con le elezioni regionali della prossima primavera. Nella giornata di oggi abbiamo inviato una diffida al Prefetto, per la convocazione urgente del consiglio comunale, augurandoci che questa faccia desistere da un atteggiamento sembra essere di sabotaggio dell’amministrazione comunale, rispetto ad un percorso di concreta e reale partecipazione popolare.
COMITATO DIFENDIAMO LA NOSTRA CITTA’ DALLA MONNEZZA Pontecagnano Faiano



Stanotte i militanti del Partito Comunista hanno attaccato alcuni striscioni, nella città di Pontecagnano, per protestare contro la decisione del Sindaco Lanzara di dare il via al progetto dell’Ecodistretto, un progetto che, così come concepito, permetterebbe la costruzione di un impianto di compostaggio anaerobico che, venendo costruito in zone agricole dove sono ubicate aziende agroalimentari, aumenterebbe l’inquinamento a causa dei gas metano e di scarico che verranno prodotti, porterà immondizia da altri comuni e dunque aumenterà anche il traffico dei tir con conseguente innalzamento delle polveri sottili, potrebbe aumentare gli odori sgradevoli in città.
D’altra parte il Partito Comunista ritiene l’iniziativa del Referendum consultivo sull’ecodistretto, avanzata da alcuni gruppi politici, interessante ma limitativa se non accompagnata da un’azione più battagliera e radicale della lotta contro questa imposizione della regione a guida Partito Democratico.
E’ necessaria un’azione costante di informazione dei cittadini riguardo questo problema: è necessario dire che il nemico è il sindaco Lanzara e il Partito Democratico e che bisogna porre la questione su una vera partecipazione al dibattito da parte dei cittadini dunque non limitandosi alle sole azioni “istituzionali” che potrebbero rivelarsi poi insufficienti (infatti il referendum sarebbe solo consultivo e non abrogativo).
Il Partito Comunista è dalla parte di coloro che si battono per il diritto all’ambiente e alla salute e sosterrà questa lotta fino in fondo, per questo invita coloro che sono contro il “progetto Lanzara/PD” a organizzarsi nei quartieri, nei condomini, nelle aziende agroalimentari al fine di informare quante più persone possibili della nocività di questo assurdo progetto teso a favorire gli interessi politici di una determinata parte.
NO ALL’ECODISTRETTO DELL’ASSE “LANZARA/PD” !
NO A NUOVI RIFIUTI E A UN IMPIANTO INQUINANTE !
SI ALLA BONIFICA DEL TERRITORIO DI PONTECAGNANO !
Fonte Partito Comunista – Piana del Sele