


di Stefania Maffeo
La Vopi sempre più vicina alla popolazione con l’inaugurazione del nuovo ufficio in via Vespucci a S. Antonio di Pontecagnano. Una sede che costituisce un ulteriore traguardo dei Volontari Pronto Intervento diretti da Vincenzo Savarese unendosi alle altre due di Pontecagnano Faiano ed a quelle di Bellizzi e Campagna, a testimonianza del forte radicamento sul territorio.
La Vopi, membro dell’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, nata nel 1998, si occupa di soccorso e servizi socio-sanitari ed è un sodalizio dai grandi numeri: titolare delle postazioni 118 di Pontecagnano Faiano, Campagna ed Eboli, ha un ricco parco auto composto da 9 ambulanze e 3 auto mediche utilizzate da ben 80 volontari impegnati nel trasporto di infermi, nei servizi ambulatoriali e nella mobilità sul territorio.
Al suo attivo anche il Settore della Protezione Civile, una Sezione antincendio ed il Servizio Unità di Strada che dà una mano ad indigenti e senza tetto con interventi di prossimità.
Per la prossima estate è previsto un potenziamento per i mesi di Luglio ed Agosto 2024 come ogni anno con la presenza di un’ambulanza in Litoranea.
Ai nostri microfoni il presidente Vincenzo Savarese.
di Stefania Maffeo
“Attualità in Cardiologia tra dubbi e certezze” è il titolo del Convegno organizzato dalla UOC Cardiologia-Utic di Eboli, che si terrà presso l’hotel Lloyd’s Baia di Vietri sul Mare l’8 ed il 9 marzo 2024. Con l’apertura dei lavori, affidata ai cardiologi del nosocomio, dottori Giuseppe Bottiglieri, Angelo Carbone, Angelo Catalano e Raffaele Rotunno, si darà inizio a due giorni di confronti multidisciplinari e dibattiti, incentrati su tematiche proiettate sul futuro della medicina e sulla gestione di determinate patologie cardiovascolari che risultano essere la prima causa di morte nel mondo occidentale.
Il Convegno, dedicato alla memoria del dottore Marco Mirra, scomparso prematuramente, sarà suddiviso in sette sezioni, con ampio spazio riservato ad aritmie e cardiopatie ed ai relativi percorsi diagnostici e terapeutici modulati sui singoli individui. ‘Tra gli obiettivi del Convegno”, dichiara il dottore Bottiglieri, “è posizionare il paziente e le sue problematiche al centro della nostra attenzione e del nostro lavoro, per individuare trattamenti personalizzati, improntati sull’umanizzazione delle cure e su una visione più olistica della disciplina analizzata”.
Numerosi gli interventi di relatori del territorio e di risonanza internazionale, come il prof. Carlo Pappone, massimo esperto italiano in Aritmologia ed Elettrofisiologia, che porranno in evidenza discussioni e casi controversi, compresa l’intelligenza artificiale, con lo scopo di adattare diagnosi e soluzioni ai più svariati contesti clinici. “Nel nostro lavoro, la saggezza clinica è fondamentale”, spiega il dottore Rotunno, “è necessario riportare le molteplici informazioni che ci raggiungono, in un contesto logico che, attraverso la comprensione degli eventi, ci porti a scegliere le soluzioni giuste e più consapevoli per il benessere di ogni singola persona esaminata”.
“Questo ‘incontro formativo e scientifico è soprattutto motivo di scambio culturale e professionale, perché rintracciare uno spazio per la cultura nell’ambito ospedaliero non è affatto facile. Porteremo all’interno del Convegno argomenti accattivanti, con interazioni e confronti che attingono anche nel mondo universitario, per migliorare l’appeal della cultura ed ampliare le nostre conoscenze professionali” dichiara invece il dottore Catalano.
Il dottore Carbone invece tiene a sottolineare il prestigio del Convegno per il risalto e la rilevanza degli argomenti trattati, per l’impegno profuso nell’approfondimento di alcune patologie subdole con elevata incidenza sociale, che impattano sulla qualità della vita dei pazienti. “Il Convegno in questione gratifica il nostro ospedale, che è riuscito a distinguersi per aver fatto grossi passi avanti nella Cardiologia, grazie all’impegno di medici come il dottore Giovanni D’angelo, colonna portante della nostra struttura, fondatore dell’Emodinamica ed esempio di rettitudine e professionalità”.
La Fondazione “Luigi Gaeta” – Centro Studi Carlo Levi di Eboli ha promosso un progetto triennale rivolto alle scuole di ogni ordine e grado riconosciuto dal Ministero dei Beni Culturali. Il percorso è finalizzato all’innovazione dell’insegnamento della matematica in onore del professore Luigi Gaeta, già stimato docente di matematica nonché convinto meridionalista a cui è intitolata la suddetta Fondazione.
L’iniziativa, promossa e coordinata dal prof. Domenico Cariello, membro del Comitato Scientifico della Fondazione “Luigi Gaeta” di cui è responsabile scuola, si attuerà in collaborazione con il Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Perugia nell’ambito del ventennale progetto nazionale “Matematica&Realtà” ideato e coordinato dai docenti Anna Salvadori e Primo Brandi che saranno anche i formatori/coordinatori del corso di formazione per i docenti di matematica di 13 Istituti di varie regioni italiane che è iniziato in modalità “blended” il 23 novembre 2021.
L’obiettivo è quello di sviluppare le competenze matematiche degli studenti necessarie alla scoperta delle relazioni tra la matematica con il mondo reale, le capacità di cooperazione e collaborazione per migliorare le capacità di apprendimento attivo e creativo, stimolare l’impegno e la partecipazione degli alunni ad una o più gare nazionali di comprovata efficacia, riconosciute dal Ministero dell’Istruzione e gestite dal DMI dell’Università di Perugia nell’ambito del Progetto M&R. Per l’attuazione del progetto sono previste 3 fasi: FASE 1- Anno di attuazione 2021. Prevede la formazione dei docenti di matematica di 14 Istituti di ogni ordine e grado; FASE 2 – Anno di attuazione 2022. Prevede l’attivazione di “Laboratori di Sperimentazione/Innovazione” curriculari e/o extracurriculari; FASE 3 – Anno di attuazione 2023. Premio nazionale “Luigi Gaeta”.
La Fondazione “ Luigi Gaeta- Centro studi Carlo Levi” promuove la cultura in tutte le sue forme ed espressioni. Le finalità, perseguite sul terreno sociale e nei luoghi di produzione culturale, sono tese a formare ed educare cittadini, attraverso la cultura letteraria, scientifica ed artistica, in tutte le tipologie e modalità espressive; in particolare, promuovendo la diffusione del pensiero e dell’opera di Carlo Levi, che costituisce la primaria ragione di essere. Lo spettro degli interventi comprende dibattiti, mostre, convegni, concorsi e spettacoli. Idealmente, le attività della Fondazione sono dedicate al compianto Luigi Gaeta ed a noti personaggi del mondo socio culturale che, con la loro attività, hanno dato lustro al nostro territorio meridionale, in quanto il nuovo meridionalismo è la filosofia di fondo che ispira in toto l’itinerario delle iniziative.
Il Comitato Territoriale Arcigay Salerno e Divercity comunicano che a fare data dal giorno lunedì 21 luglio non avranno più effetto gli accordi di collaborazione e dunque tutte le promozioni e scontistiche riservate ai propri socie e soci, nonché alla propria clientela, presso lo stabilimento balneare Rainbow Beach di Marina di Eboli (SA). La decisoone è stata assunta a seguito di reiterate difficoltà organizzative e di gestione con la proprietà. La scarsa attenzione alle questioni legate ai diritti civili, al mandato sociale e politico delle nostre organizzazioni ci hanno obbligato a riflettere sul senso ultimo di questo investinento per tutte e tutti noi, insieme ad una difficoltà oggettiva a pervenire ad accordi chiari anche a tutela delle persone frequentanti i nostri momenti presso lo spazio a seguito dell’emergenza sanitaria in corso. Una logica di profitto, una scarsa attenzione e tutela della clientela, una generale superficialità che ci è sembrato di vivere e cogliere in queste settimane, ci ha indotto a ripensare questa collaborazione anche alla luce di comportamenti poco rispettosi nei confronti delle nostre organizzazioni e della rappresentanza politica e sociale di cui ci sentiamo pienamente responsabili. Questo non limita l’azione delle nostre organizzazioni, che da un decennio e più, sono impegnate sul territorio con e accanto alle persone lgbti+ e non solo. Siamo persuasi che sia possibile, anche nelle nostre comunità, avere a che fare con una classe imprenditoriale non solo illuminata, sensibile e competente, ma anche genuinamente orientata alla crescita non solo economica dei nostri contesti.
“Siamo davvero delusi di questo epilogo – ha commentato Francesco Napoli presidente arcigay Salerno – che tuttavia era atteso. Non potevamo andare oltre, soprattutto dopo che la proprietà ha ritenuto che le nostre organizzazioni non portassero risultati. A più riprese abbiamo spiegato che i nostri risultati non sono e non possono essere di esclusiva natura economica. Ci è sembrato di percepire, forse in buona fede, una certa tensione all’esclusivo profitto, senza che però questa fosse accompagnata da un reale e concreto investimento sulle persone e sugli spazi. Come pure ci è sembrato di vedere una certa approssimazione nella gestione degli ingressi e nella gestione delle misure a tutela della salute delle persone presenti in particolar modo per quanto attiene la emergenza sanitaria in corso. Non possiamo entrare nel merito di scelte e responsabilità altrui – ha proseguito Francesco Napoli – ma abbiamo sentito il dovere di tutelare responsabilmente i nostri soci e socie come pure il mandato politico che abbiamo assunto. Non basta mettere un arcobaleno per dire che uno spazio sia friendly – ha concluso il Presidente di Arcigay Salerno – ma occorre una reale volontà inclusiva, rispettosa ed una vocazione a coniugare professionalità e impegno civile. In queste settimane, in cui Arcigay Salerno, si è mossa nel pieno rispetto delle parti, nella mediazione costante e nel tentativo di orientare l’azione comune al rispetto delle reciproche istanze, abbiamo avuto enormi difficoltà di comunicazione, di organizzazione e di gestione che avrebbero compromesso la nostra immagine. Sappiamo bene che episodi di questo tipo possono accadere, ma apriamo una riflessione anche su quanto queste contingenze ci inducano a riflettere sul ruolo della classe imprenditoriale nostrana. Siamo fiduciosi che non tutto e non tutti si riducano ad un mero calcolo di profitto, ma che si possa costruire un tessuto sociale ed economico orientato alla crescita complessiva delle nostre comunità “.
Dello stesso tenore le parole di Emanuele Avagliano che ha espresso la delusione del gruppo Divercity. “Ci siamo impegnati da decenni nella promozione di spazi ed occasioni di divertimento e di divulgazione intorno ai temi a noi cari e per la tutela delle persone lgbti+ e questa esperienza ci ha sicuramente segnati ma non fermati. Facciamo movida e quindi sappiamo quanto sia necessario anche il legittimo profitto, tuttavia non ci siamo mai piegati alla logica di pochi euro in più o in meno, soprattutto considerando l’importanza della causa che stiamo appoggiando – ha commentato Emanuele Avagliano. Anche in questo caso il nostro impegno è stato totale, riuscendo a valorizzare uno spazio dal nulla e portando centinaia di persone a divertirsi in spiaggia in allegria e serenità. Abbiamo certamente preteso correttezza e qualità per le persone che abbiamo ospitato ai nostri eventi, come pure siamo rimasti perplessi per quella che ci è sembrata una certa scarsità delle misure di sicurezza data l’emergenza sanitaria. Abbiamo chiesto, senza ottenere alcun risultato soddisfacente, che venissero rispettate le procedure di ingresso attraverso le liste e che fossero rispettate le agevolazioni previste. Questo ci ha preoccupato e non poco. Sapere poi che la proprietà si aspettava un profitto maggiore laddove in realtà l’obiettivo non poteva e non doveva essere solo quello di una esasperata logica del profitto, ci ha definitivamente indotti a sospendere la collaborazione. Ci saremmo invece aspettati – conclude Avagliano – una sana tensione alla crescita ed allo sviluppo di un progetto che nasceva ambizioso e che è stato ridotto a mero guadagno e ad un corto respiro a cui non siamo interessati”
Arcigay Salerno e Divercity comunicano allo stesso tempo il prosieguo della storica collaborazione tra le due organizzazioni e la continuità degli eventi previsti nelle prossime settimane e si preparano ad un grande evento all’inizio di settembre in occasione del decennale di ricostruzione del comitato salernitano.
Nelle prime ore della mattina, nelle province di Salerno e Napoli, militari di questo Comando Provinciale, supportati da quelli dei reparti territorialmente competenti e del Nucleo Cinofili di Sarno (SA), hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal Gip del Tribunale di Salerno, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di 6 indagati (1 in carcere, 4 agli arresti domiciliari ed 1 con obbligo di dimora nel Comune di residenza), gravemente indiziati, a vario titolo, di “detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, concorso in lesioni personali aggravate dal metodo mafioso e detenzione e porto abusivo di arma”.
I provvedimenti conseguono ad una vasta ed articolata attività d’indagine avviata dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Salerno nel mese di maggio 2018, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di questo capoluogo. Il procedimento trae origine dagli sviluppi delle investigazioni svolte a seguito delle denunce sporte dai titolari del supermercato “Al Caporale” di Eboli, in relazione ad un tentativo di estorsione commesso nel 2018, che vide come principale autore Maiale Giovanni detto ‘a minaccia 1 , che fu poi tratto in arresto – in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare – unitamente Prinzi Adolfo e Ammutinato Massimo, cui fu contestata l’aggravante del c.d. “metodo mafioso”, avendo essi richiamato l’appartenenza al sempre temuto clan Maiale per convalidare il proprio potere di intimidazione. Il Maiale Giovanni, negli corso degli anni, si è reso protagonista di diversi, gravi episodi delittuosi commessi nel territorio ebolitano (come quello, particolarmente eclatante, che compì nell’agosto 2015 quando, in pieno giorno ed in un quartiere ad alta densità di abitanti, fece esplodere un ordigno rudimentale per ritorsione nei riguardi dell’ex compagna), grazie ai quali è riuscito a qualificare il suo profilo criminale e ad incutere – ancora oggi – forte soggezione nella popolazione locale.
L’indagine ha permesso di ricostruire l’esistenza di un articolato gruppo armato, con ruoli e competenze ben definite, dedito alla commissione dei suddetti delitti, con ingente disponibilità di stupefacente del tipo cocaina, hashish e crack, promosso e diretto dal MAIALE Giovanni, con la collaborazione del figlio Gerardi Michael, dalla compagna Marotta Antonella, dalla nipote Di Cunzolo Valentina e da Del Vecchio Mario, i quali vantavano un canale di rifornimento privilegiato delle sostanze illecite nel quartiere Barra di Napoli, per il tramite di Rizzo Claudia. Agli indagati vengono contestate anche condotte estorsive, declinate con minacce personali rafforzate dalla figura violenta del Maiale, finalizzate a costringere alcuni “clienti” del gruppo criminale investigato al pagamento immediato di somme di denaro come corrispettivo di pregresse forniture di stupefacenti non saldate. Tra le contestazioni mosse al Maiale (ed alla complice Di Cunzolo Valentina) figura altresì l’episodio che aveva già attirato l’attenzione dei media, verificatosi il giorno 18 maggio 2018 all’interno di un bar nel centro di Eboli, riguardante una violenta aggressione condotta anche con l’utilizzo di uno sfollagente ai danni di alcuni appartenenti alla comunità Rom del posto, per ritorsione, avendo costoro messo pubblicamente in discussione lo “spessore” e la “credibilità” criminale di Giovanni ‘a minaccia.
Per tale fatto i componenti della spedizione punitiva dovranno rispondere anche dell’aggravante di cui all’art. 416 bis 1 c.p.. L’attività investigativa rappresenta il tassello terminale di una più vasta azione di contrasto nei riguardi del “clan MAIALE” di Eboli, che recentemente aveva fatto registrare il tentativo di una sua riorganizzazione criminale sul territorio della piana del Sele, grazie al ritorno del suo capo storico, MAIALE Giovanni, alias “Giovanniello”, avvenuto alla fine dell’anno 2017, dopo aver scontato la pena inflitta ed essere stato per anni collaboratore di giustizia. “Giovanniello”, da subito sottoposto a controllo da parte delle Autorità giudiziaria e di polizia, è stato tratto in arresto il 14 febbraio 2019, in esecuzione dell’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere emessa dal Tribunale Salernitano su richiesta della locale D.D.A., unitamente ad altri due soggetti, accusati – a vario titolo – di turbativa d’asta ed estorsione aggravate dal metodo mafioso, nonché detenzione illegale di armi da fuoco e relativo munizionamento, ricettazione, falso in bilancio e corruzione aggravata. Nel corso dell’attività d’indagine sono stati segnalati numerosi assuntori di stupefacente ai sensi art. 75 del D.P.R. 309/1990. Il fatturato mensile dell’impresa criminale si aggirava intorno ai 50.000 €. I destinatari dell’odierno provvedimento sono:
CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE: Maiale Giovanni “ a minaccia”, cl.1973; A
RRESTI DOMICILIARI: Di Cunzolo Valentina, cl.1997; Gerardi Michael, cl.1999; Marotta Antonella, cl.1992; Rizzo Claudia, cl.1977;
OBBLIGO DI DIMORA NEL COMUNE DI RESIDENZA: Del Vecchio Mario, cl.1968;
Nella serata di ieri, i militari della Stazione Carabinieri di Eboli, intercettavano e bloccavano E.S.., classe ’86, procedendo all’ esecuzione del decreto di Fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno. Il giovane, originario di Polla, pregiudicato aveva consumato intorno alle precedenti ore 5.00 circa del mattino, una rapina ai danni del titolare di una locale attività commerciale dal quale, sotto la minaccia di un coltello, si faceva consegnare l’incasso della giornata ed il registratore di cassa.
La vittima della rapina si presentava poche ore dopo in caserma a denunciare i fatti. Le attività investigative compiute assiduamente nell’immediatezza, consentivano di raccogliere validi elementi probatori che trovavano piena condivisione dell’Autorità Giudiziaria che, data anche la pericolosità del soggetto unita al suo pericolo di fuga e alla concreto rischio di reiterazione dei reati, emetteva con urgenza il citato decreto di Fermo.
L’uomo, dopo l’espletamento delle formalità di rito in Caserma, veniva associato presso la Casa Circondariale di Salerno – Fuorni.
Nella mattinata di oggit l’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, Monsignor Andrea Bellandi, ha incontrato il Comitato per il progetto di realizzazione della tratta ferroviaria Eboli-Calitri-Pescopagano nella persona del presidente Giacomo Rosa e degli altri membri Laura Piserchia, Domenica Robertiello e Calabrese Pietro. All’incontro erano presenti pure Massimo Cariello sindaco di Eboli (SA), Michele Di Maio sindaco di Calitri (AV), Gerardo Venutolo sindaco di Santomenna (SA), Michele Figluolo in rappresentanza della Lega delle Autonomie e Vincenzo Marrazzo presidente dei Distretti Turistici della Campania. All’Arcivescovo è stato illustrato il progetto e consegnato un documento/dossier Ferrovia Eboli-Calitri-Pescopagano.
S.E. Mons. Andrea Bellandi ha potuto apprezzare le caratteristiche del progetto e l’utilità di una infrastruttura che mai, come in questo tempo, può concorrere all’ulteriore sviluppo economico e turistico di un territorio che rappresenta un distretto di indubbio interesse storico culturale. Ha anche ringraziato i primi cittadini, e i rappresentanti delle associazioni di categoria interessati dal progetto, per l’attenzione che dedicano ai cittadini del comprensorio e agli sforzi in opera per superare l’attuale periodo emergenziale ereditato dalla fase acuta della pandemia da Covid-19. L’incontro si è concluso in clima di serena collaborazione.
di Erika Noschese
Una tradizione che va avanti da cinque generazioni e che ora rischia di scomparire a causa dell’emergenza Coronavirus. I burattini sono, ancora oggi, tra gli spettacoli più attesi da grandi e piccini ma la famiglia Ferraiolo si trova ora ad un bivio: le troppe restrizioni rischiano di far crollare gli incassi e di dover sospendere tutto fino a settembre. Nel frattempo, Adriano Ferraiolo è pronto a ricominciare con i suoi spettacoli in piazza. E lo farà già da questo fine settimana, ad Eboli e Battipaglia dove il Comune, in entrambi i casi, ha concesso lo spazio gratuitamente.
Adriano, il suo è un settore particolarmente in crisi: il primo a bloccare tutto, l’ultimo a riprendere le attività. A che punto siamo? Ci sono novità?
«Novità non ne conosco molte. E’ stato in crisi il mio spettacolo e penso sarà ancora in crisi. Fortunatamente, siamo andati avanti grazie ai nostri fondi, con la speranza che presto si possa riaprire ma la vedo difficile. Tenteremo di iniziare ma dobbiamo vedere che incasso porta perché ci sono misure da rispettare: su 300 sedie possiamo far sedere solo 100 persone e allora diventa un po’ problematico. Adesso, alcuni Comuni ci danno l’area gratis ma altri vogliono essere pagati e allora mi chiedo, come si fa a pagare oltre mille euro, se non duemila per l’occupazione di suolo pubblico, pur sapendo che si tratta di uno spettacolo a carattere popolare? Il nostro, infatti, è uno spettacolo altamente culturale, uno dei pochi a sfondo pedagogico, che porta il bambino a lasciare tablet e videogiochi perché ci aspettano. Nonostante questo, non ci sono molte accortezze nei nostri riguardi».
Un protocollo abbastanza serio da seguire, bisogna segnare i nominativi dei partecipanti e conservarli per 15 giorni, mantenere il distanziamento sociale. Questo, crede possa portare ad un calo degli introiti?
«Questo è il punto. Portare dietro tante sedie comporta molto personale, le spese sono eccessive. Il posto a sedere non costa molto, un euro o 1.50 euro al massimo. Come si fa a sostenere tutte le spese? Diventa un problema enorme. Ad Eboli e Battipaglia proverò a fare degli spettacoli, anche per vedere l’incasso ma se non dovesse esserci una entrata economica tolgo di mezzo e se ne parla il prossimo anno. Pur avendo un’attività centenaria ed essere uno dei primi burattinai a livello mondiale, l’altro giorno ho sentito mio figlio dire “papà, sarà il caso di toglierci di mezzo” e questo mi ha fatto molto riflettere perché io credo che i miei figli debbano continuare, è la quinta generazione. Ma sono consapevole della delusione che nutre mio figlio, deluso dalle autorità e dalla burocrazia, non dal popolo che vuole il teatro dei burattini. Le persone, per strada, mi trattano come se salvassi l’economia di ogni città, muovo gente, i bambini vengono a divertirsi, insieme ai genitori. E a proposito di burocrazia: ho una pensione di 600 euro, se non avessi messo da parte qualche ora precedentemente, avendo una certa età, a quest’ora probabilmente sarei stato per strada a fare l’accattone perché con i 600 euro di pensione non ho diritto al bonus dello stato centrale».
Una categoria dimenticata, la sua…
«Ti lascia molto rancore. Io ho parlato con molta gente, con personalità di spicco ed onorevoli e tutti, indistintamente, mi hanno detto che di burattinai ce ne sono pochi, è una voce che non viene ascoltata. Allora, mi rivolgo a chi non vuole l’estinzione di questa attività, di questa storia. Noi avevamo i Podrecca, marionettisti di Milano e dopo la loro morte è morta anche la marionetta, cosa grave. Per anni, il Comune aveva sequestrato tutto il loro materiale, gli ex operai sono riusciti a riprendere solo le marionette e di tanto in tanto fanno qualche spettacolo. Io ho due figli, nipoti e abbiamo 30 Ferraiolo che vorrebbero continuare questa attività. Il governo dovrebbe muoversi: io potrei realizzare un museo di burattini, ho un teatro di burattini che ha oltre 100 anni, ho marionette, burattini del ‘700. Il Comune di Modena, ad esempio, ha messo a disposizione di una famiglia di burattinai un casolare per realizzare un museo e loro riescono a guadagnare grazie alle visite delle scolaresche. Alighiero Noschese mi diceva sempre di andare via dal meridione e credo sia davvero così». Ci sono Comuni che hanno messo a disposizione il suolo pubblico. Da Salerno invece? «Ieri ho parlato con il sindaco di Eboli e mi ha detto che mi offre lo spazio, gratuitamente, e la corrente elettrica; la stessa cosa anche a Battipaglia mentre a Salerno, mio nipote ha parlato con l’assessore anche se c’era qualcuno che ha tentato di mettere i bastoni tra le ruote ma, per fortuna, l’assessore ha detto che il teatrino a Salerno è istituzione e così ha avuto l’autorizzazione».
Intanto ci sono dipendenti che a fine mese aspettano lo stipendio, come giusto che sia…
«Non è facile, fino a quando ho soldi messi da parte posso andare avanti altrimenti mi toccherà auto invitarmi a casa di qualche amico, purtroppo». Teme che le famiglie possano essere titubanti nel portare i figli in piazza ad assistere al suo spettacolo? «No, penso che la gente ci sarà. Ad Eboli ho avuto modo di constatare che le persone attendono il nostro ritorno. Non sono sicuro degli incassi, a causa delle restrizioni per gli spazi ma sono certo che il pubblico ci sarà».