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San Mango, coltivava piante di marijuana nel giardino di casa: arrestato

Nella giornata di ieri, i Finanzieri del Comando Provinciale di Salerno hanno sequestrato 30 piante di cannabis e circa 800 grammi tra hashish e marijuana, procedendo all’arresto di un quarantenne di San Mango Piemonte (SA). Nell’ambito dei controlli del territorio predisposti per la prevenzione e la repressione del traffico di sostanze stupefacenti, i Baschi Verdi di Salerno hanno infatti individuato, dopo mirati sopralluoghi, un’abitazione adibita alla coltivazione illegale. Il fogliame di dubbio aspetto spuntava dal giardino, nonostante l’accorgimento di mimetizzare la piantagione con altre piante dalle forme simili alla canapa indiana. E’ così scattata la perquisizione dell’appartamento e delle relative pertinenze da parte delle Fiamme Gialle che, anche con l’ausilio di un’unità cinofila, hanno pure rinvenuto i bilancini e le bustine di cellophane utilizzati per la pesatura ed il confezionamento della droga. Il responsabile è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti o psicotrope e si trova ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Salerno. Risulta aver presentato anche la domanda per ottenere il reddito di cittadinanza, che gli è stata però rigettata. Solo qualche settimana fa, sempre i militari della 1a Compagnia di Salerno avevano scoperto e sottoposto a sequestro, in un rudere abbandonato a Pontecagnano Faiano (SA), 90 piante di marijuana che, immesse sul mercato dello spaccio “al minuto”, avrebbero fruttato circa 100 mila euro.

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Maxi sequestro al Porto di Salerno, GdF scopre traffico di droga dell’Isis

Amfetamine e pasticche prodotte in Siria dall’Isis per finanziare il terrorismo sequestrate al porto di Salerno. Il valore della droga, trovata dalla Guardia di Finanza di Napoli a Salerno in 3 container, è di oltre un miliardo di euro. Il quantitativo di stupefacente è ingente: 14 tonnellate di amfetamine, 84 milioni di pasticche con il logo “captagon”, prodotte in Siria dall’Isis per finanziare il terrorismo. È noto che Isis finanzia le proprie attività terroristiche anche e soprattutto con il traffico di droghe sintetiche, prodotte in gran parte in Siria, diventata per questo motivo negli ultimi anni il primo produttore mondiale di amfetamine. La droga nel porto di Salerno era nascosta in cilindri di carta per uso industriale e macchinari costruiti in maniera tale da impedire agli scanner di individuare il contenuto. Dopo il sequestro, le Fiamme gialle hanno trasferito i container in un luogo attrezzato per procedere all’ispezione interna, con l’ausilio di tecnici specializzati e con la preziosa collaborazione della Sezione antifrode della Agenzia delle Dogane di Salerno. I cilindri di carta, alti circa 2 metri e del diametro di 140 centimetri – verosimilmente costruiti in Germania – sono stati congegnati in multistrati in grado di celare allo ‘scanner’ il contenuto, riposto negli strati interni, di circa 350 kg di pasticche per ogni cilindro. Il risultato rappresenta il più grande sequestro di amfetamine a livello mondiale. È stato effettuato in esecuzione di un apposito decreto emesso dalla procura della Repubblica di Napoli – Direzione distrettuale antimafia. L’operazione è maturata nell’ambito di una complessa attività d’indagine delegata al Gico nei confronti di un’organizzazione con proiezioni internazionali dedita all’importazione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. Dopo il periodo di lockdown, dovuto all’emergenza epidemiologica da coronavirus, sono state, infatti, intensificate le attività di contrasto nello specifico settore. Quanto alla destinazione finale, è verosimile che sia coinvolto un ”consorzio” di gruppi criminali, sia per il valore totale delle spedizioni, sia per la distribuzione sui mercati di riferimento (85 milioni di pasticche possono soddisfare un mercato di ampiezza europea). L’ipotesi è che durante il lockdown, dovuto all’emergenza epidemiologica mondiale, la produzione e distribuzione di droghe sintetiche in Europa si sia praticamente fermata e quindi alla ripresa molti trafficanti, anche in consorzio, si siano rivolti alla Siria, la cui produzione invece non pare aver subito rallentamenti. Sono in corso ulteriori indagini per l’individuazione dei responsabili che, proprio in relazione all’ingente quantitativo sequestrato, potrebbero operare per conto di un “cartello” di clan di camorra in grado di commercializzare le sostanze in ambito internazionale. Il captagon viene smerciato in tutto il Medio Oriente ed è diffuso sia tra i combattenti per inibire paura e dolore sia tra i civili perché non fa sentire la fatica. Prodotta inizialmente soprattutto in Libano e diffusa in Arabia Saudita negli anni ’90, questa sostanza stupefacente è ricomparsa nei covi dei terroristi – come ad esempio nell’attacco al Bataclan di Parigi nel 2015 – ed è perciò stata soprannominata la “droga dell’Isis” o la “droga della Jihad’’.

LE REAZIONI

“Complimenti alla Guardia di Finanza che ha smantellato non un “semplice” traffico di stupefacenti e dunque di morte, ma una delle principali vie di finanziamento del terrorismo. Coi soldi incassati grazie a questa droga l’Isis finanziava le sue azioni militari contro l’Occidente e magari proprio contro i nostri soldati. L’Italia e la Campania sono chiuse e devono essere chiuse ai trafficanti di morte”, ha dichiarato Severino Nappi, esponente della Lega in Campania.

“La collaborazione tra la DDA di Napoli, la GdF e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha permesso di mettere a segno un durissimo colpo allo spaccio di sostanze stupefacenti. Continuiamo così!”, lo scrive in una nota il Sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo, al termine dell’operazione condotta questa mattina dal Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (GICO) dalla Guardia di Finanza, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Napoli e con il supporto informativo della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, in collaborazione con investigatori internazionali, che ha portato al sequestrato di 14 tonnellate di amfetamine tutte riconducibili al gruppo terroristico dell’Isis/Daesh. “Grazie e complimenti a tutti i ragazzi che hanno lavorato mesi e mesi per questo straordinario risultato”, scrive Tofalo.

“L’operazione di Salerno che ha portato al sequestro di ingenti quantitativi di droga è doppiamente importante: non solo per il colpo inferto al traffico di stupefacenti ma anche per la probabile finalità di sostegno al terrorismo internazionale. Complimenti alla Guardia di Finanza e all’Agenzia delle Dogane per lo straordinario successo”. Lo afferma in una nota Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

 

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Spaccio di droga, arrestato 34enne di Pontecagnano Faiano

Nella mattinata di ieri 27 aprile, gli agenti della Sezione Narcotici della Squadra Mobile, nell’ambito dei controlli connessi con l’emergenza COVID-19, hanno intensificato i controlli nel centro di Salerno a carico di soggetti dediti allo spaccio ed al traffico di stupefacenti, effettuando diversi servizi di osservazione nella vie centrali di questo capoluogo.
Durante la predetta attività, veniva notato un soggetto che, con atteggiamento furtivo, alla vista degli operatori cercava di dileguarsi per sottrarsi al controllo di polizia.
Prontamente fermato, emergeva che D. M. di anni 34 residente a Pontecagnano risultava avere dei precedenti di polizia per legge sugli stupefacenti.
Durante la perquisizione effettuata a suo carico veniva trovato in possesso di ben otto dosi di cocaina in confezioni termosaldate, per un peso complessivo di 3,84 gr. pronte per essere immesse sul mercato.
Dopo le formalità di rito, si provvedeva a denunciarlo in stato di liberà per detenzione ai fini di spaccio di cocaina e sanzionato per la violazione del DCPM relativo all’emergenza COVID-19.