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Retribuzioni al minimo, caserma di Persano verso lo sciopero

Retribuzioni al minimo, pronti allo sciopero i lavoratori della caserma di Persano. La mobilitazione è stata annunciata nei confronti dell’azienda Ladisa, che insieme all’Althea gestisce il servizio mensa all’interno della struttura per conto del ministero della Difesa. A scatenare il malcontento dei lavoratori, la situazione degli stipendi troppo bassi, ulteriormente peggiorata con l’emergenza Covid. «Abbiamo ripetutamente richiesto alla Ladisa, azienda che occupa più dipendenti tra le maestranze di Persano, un incontro sulle problematiche azienda – spiega Angelo Rispoli, segretario provinciale della Fiadel – Siamo in presenza di una violazione contrattuale, con i lavoratori che ricevono retribuzioni da fame e una situazione che si è accentuata a seguito del ricorso alla cassa integrazione per l’emergenza Covid. Ormai la situazione è insostenibile, non ci si può trincerare dietro le mura della caserma per violare i diritti dei lavoratori. Abbiamo chiesto un incontro in prefettura per avviare la procedura di raffreddamento dei conflitti». Appello dunque al prefetto di Salerno, Francesco Russo, affinché le parti trovino una soluzione condivisa. In alternativa, ci sarà un inasprimento della protesta. «Se non arriva la convocazione, i lavoratori saranno costretti a scioperare e ci dispiace molto per i militari, che avranno sicuramente un enorme disagio».

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Interpretazione errata della busta paga, lavoratore vince in Tribunale e viene rimborsato da Salerno Pulita

Salerno Pulita condannata a rimborsare un lavoratore, la soddisfazione del sindacato che incalza: «Si proceda alla riunificazione dei contratti». Il dipendente in questione aveva fatto causa alla società affinché gli venisse riconosciuto un compenso maggiore in relazione all’orario e alla mole di lavoro, sostenendo una interpretazione restrittiva da parte di Salerno Pulita a danno del personale. Le sue motivazioni sono state accolte dal giudice, che ha condannato l’azienda al pagamento di 5mila euro. «Questo dimostra che sulle buste paga abbiamo ragione – afferma Angelo Rispoli, segretario della Fiadel Salerno, che ha seguito tutta la vicenda – Attendiamo l’esito dei procedimenti per gli altri lavoratori che hanno fatto causa alla società. Ringraziamo l’avvocato Ignazio Ardizio, che ha difeso il nostro iscritto, e il magistrato Eduardo Bucciarelli che ha avuto coraggio, tenendo conto unicamente delle ragioni del lavoratore. Inoltre speriamo di mettere un po’ di sale in zucca a Salerno Pulita, per non arrivare a un contenzioso». Rispoli ricorda la questione dei 25 lavoratori che dal settore pulizie sono passati a quello ambientale, facendo le stesse mansioni ma con un contratto meno remunerativo. «Ci chiediamo perché non si proceda a una riunificazione del contratto, dato che quello per il settore ambientale è prevalente in Salerno Pulita. Confidiamo nel nuovo amministratore, dato che purtroppo i suoi predecessori non hanno accettato questo ragionamento. Vorremmo che questi elementi prevalessero nella trattativa, e che si giungesse a miti consigli prima di arrivare nelle aule di tribunale. Noi siamo sempre aperti al dialogo e non allo scontro».