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Covid19, l’esercito per fronteggiare l’emergenza. Il sindaco Napoli ringrazia De Luca

Si è svolto, nel pomeriggio di oggi, un Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica congiunto della città metropolitana di Napoli e della provincia di Salerno. La riunione, convocata dal Prefetto di Napoli, in videoconferenza, ha visto la partecipazione del vice presidente della Regione Campania, dei sindaci di Napoli e Salerno, dei vertici delle Forze dell’ordine di Napoli e Salerno e dei rappresentanti delle Forze Armate, alla presenza del Prefetto di Caserta.

Nel corso dell’incontro è stato concordato, per incrementare le misure di contenimento dell’emergenza Covid-19, di proporre di integrare la pianificazione nazionale con l’impiego di 60 unità delle Forze Armate nelle aree della provincia di Salerno, secondo modalità che saranno definite in quell’ambito territoriale.
Inoltre, si è concordato di proporre una parziale rimodulazione del contingente di militari già presente nell’area metropolitana di Napoli nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, prevedendo il reimpiego di circa 40 unità secondo modalità che verranno stabilite in sede di tavolo tecnico presso la Questura.

“L’Esercito affiancherà le Forze dell’ordine, la Polizia Municipale, la Protezione Civile nelle attività di controllo del l’osservanza delle Ordinanze del Governo, della Regione, del Comune di Salerno per il contenimento del Coronavirus – ha dichiarato il sindaco Vincenzo Napoli – Grazie all’azione tenace del presidente Vincenzo De Luca, il Governo ha finalmente accolto la richiesta che, insieme a tanti Sindaci, avevo espresso nei giorni scorsi. Esprimo gratitudine agli uomini ed alle donne che fino ad oggi con enorme sacrificio e dedizione hanno presidiato le strade cittadine. Confido che tutti i concittadini osserveranno con scrupolo le limitazioni. È un sacrificio durissimo ma indispensabile per sconfiggere questa pandemia”.

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Pontecagnano Faiano tra sanzioni e restrizioni

Oltre 5mila sanzioni in pochi giorni, in ottemperanza al decreto firmato da Conte. Lo ha annunciato il sindaco di Pontecagnano Faiano Giuseppe Lanzara attraverso un video pubblicato sui social in cui ringrazia le forze dell’ordine per il lavoro capillare sul territorio e i medici dell’ospedale.

“Grazie alle forze dell’ordine e grazie ai medici”, ha infatti dichiarato il primo cittadino di Pontecagnano.

Guarda il video e ascolta le sue dichiarazioni

 

 

 

 

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Coronavirus, Caggiano piange la scomparsa di don Alessandro Brignone

Non ce l’ha fatta don Alessandro Brignone, storico sacerdote di Caggiano risultato positivo al Coronavirus. Il prete aveva partecipato al raduno dello scorso 4 marzo a Sala Consilina. Subito dopo i risultati del tampone le sue condizioni di salute si erano aggravate tanto da rendere necessario il ricovero presso la terapia intensiva dell’ospedale Curto di Polla.

A dare la notizia dell’annuncio il sindaco Modesto Lamattina, attraverso la pagina social del Comune: “Il nostro quarto giorno di quarantena inizia nel peggiore dei modi. Questa notte, presso l’ospedale di Polla, non ce l’ha fatta il nostro Don Alessandro. Questo nemico invisibile colpisce la nostra comunità in modo violento e drammatico – ha scritto il primo cittadino – Ci stringiamo nel dolore a tutta la sua famiglia, in questo giorno della festa del papà ad un padre che perde un figlio. A tutta la famiglia vanno le nostre sentite condoglianze.

Una perdita enorme per la nostra comunità, che non è solo un numero a livello nazionale. Che sia da monito, se non vogliamo continuare a piangere vittime, a quanti ancora irresponsabilmente continuano ad uscire malgrado gli ormai infiniti appelli di restare a casa”. Anche l’arcivescovo di Salerno Andrea Bellandi ha ricordato il sacerdote di Caggiano: «Carissimi, nella solennità del Suo padre putativo Giuseppe, misteriosamente il Signore ha chiamato a Sè il nostro caro don Alessandro. Ricoverato nell’ospedale di Polla, egli non ha superato la notte. Con grande dolore, ma nella fede suscitata da Colui che è risorto, lo ricorderemo tutti oggi particolarmente nella S. Messa. Non sono ancora noti i particolari delle esequie, che ovviamente dovranno avvenire, come sempre in questo tempo, in forma strettamente privata. Coraggio: il Signore, la Madonna e San Giuseppe ci aiuteranno a vivere e superare questa drammatica e misteriosa circostanza di prova». Don Alessandro, 46 anni di cui 13 di sacerdozio era originario di Salerno.

Era stato ordinato sacerdote il primo luglio del 2006. Dopo la consacrazione presbiterale, fu dapprima nominato Vicario parrocchiale della Parrocchia Cuore Immacolato di Maria (Salerno), sua parrocchia di origine. Nel dicembre 2009 divenne Vicario parrocchiale della Parrocchia Santi Martino, Leone e Nicola in S. Maria a Vico di Giffoni Valle Piana. Dal 1° settembre 2011 fu mandato come amministratore parrocchiale della Parrocchia S. Spirito in Salvitelle per poi diventare, nell’agosto 2011, Parroco delle Parrocchie S. Maria dei Greci in S. Antonio e SS. Salvatore e S. Caterina ambedue nel Comune di Caggiano. A dare la notizia del decesso di don Alessandro è stato il sindaco di Caggiano Modesto Lamattina, a. Al momento ancora non si conosce la data del funerale che, come ha ricordato anche Bellandi, sarà in forma privata, come le direttive del governo nazionale impongono, in questo periodo di forte emergenza.

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Covid19, tre nuovi casi in città: positivi due medico

Ci sono anche due medici, marito e moglie, tra le persone positiva al Covid19 a Salerno città. Nel pomeriggio di oggi infatti si sono verificati tre nuovi casi di contagio. Si tratta di una coppia di medici, marito e moglie, di circa 45 anni residenti a via Memoli. Per entrambi è stato necessario l’intervento del 118. L’altro caso si è invece verificato nella zona orientale della città, in via Angrisani a Pastena. In quest’ultimo caso dovrebbe trattarsi di un uomo e le sue condizioni salute non desterebbero particolari preoccupazioni.

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Personale del 118 senza dispositivi di sicurezza, Savarese (Vopi) chiede l’intervento del prefetto

Richiede l’intervento delle autorità il presidente della Vopi Vincenzo Savarese che denuncia il mancato fornimento di materiali di prevenzione e difesa del contagio. Lo scorso 9 marzo, il presidente dell’associazione di Pontecagnano ha di fatti scritto ai distretti sanitari di Pontecagnano Faiano, Gffoni e Capaccio, Roccadaspide ed Eboli per evidenziare la necessità di dotare tutti gli operatori sanitari dei presidi necessari a preservarli e tutelarli dal contagio del Coronavirus.

«La richiesta è rimasta colpevolmente inesitata o senza seguito», ha scritto Savarese nella comunicazione indirizzata alla Regione Campania, al sindaco di Salerno e al prefetto sottolineando che le associazioni, senza i Dpi, non potranno garantire il servizio pur «essendovi tenute perché vincitrici di bare d’appalto bandite dall’Asl». Da qui la richiesta di ottenere, ad horas, la fornitura di mascherine Ffpe, occhiali e guanti all’uopo necessari per lo svolgimento dei servizi emergenziali.

«I recenti eventi che hanno condotto al decesso di un operatore 118 nella città di Bergamo hanno indotto le categorie degli infermieri e dei medici a manifestare le proprie riserve ad intervenire in assenza di idonei strumenti di prevenzione del contagio – ha poi sottolineato Savarese – Le dedotte categorie professionali sono anche oggetto di chiamata da parte dei presidi ospedalieri e dell’Asl, giusto scorrimento di graduatorie e di precettazione, con il concreto rischio di non poter rispondere alle turnazioni previste dall’associazione e di determinare l’impossibilità oggettiva di garantire il servizio con tutti gli operatori sanitari, avendo a disposizione esclusivamente autisti e soccorritori volontari». Da qui dunque la richiesta di intervento da parte del prefetto e delle altre autorità competenti affinché si ponga fine «all’emorragia di rischi cui inopinatamente gli operatori sanitari sono esposti».

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Covid19, secondo caso a Pontecagnano

di Erika Noschese

Secondo caso di Covid19 a Pontecagnano Faiano. Lo ha comunicato, pochi minuti fa, il sindaco Giuseppe Lanzara. Si tratta di una persona già in isolamento domiciliare, riconducibile al primo caso di Coronavirus di Faiano. “La situazione è monitorata”, ha dichiarato il sindaco spiegando di aver messo in quarantena anche i familiari di questa persona, già avvertite dagli organi competenti. “Tolleranza zero verso chi verrà sorpreso dalle forze dell’ordine ad uscire di casa senza valide motivazioni di necessità”, ha poi aggiunto Lanzara che chiede alla cittadinanza di restare a casa e rispettare le regole del decreto firmato da Conte nei giorni scorsi. In questi giorni, infatti, sono circa 50 le persone denunciate dalle forze dell’ordine, sorpresi fuori casa senza valide motivazioni. “Queste persone dovranno affrontare un processo penale, dovranno pagare un avvocato e a loro verrà fatta una sanzione che va dai 500 ai 3mila euro”, ha poi sottolineato il sindaco Lanzara.

Ascolta le dichiarazioni di Lanzara.

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Covid19, La Precisa D’Avino lancia raccolta fondi per il Ruggi

Aiutiamo a sconfiggere il Covid19. E’ questo l’appello lanciato da La Precisa d’Avino, agenzia funebre che, nei giorni scorsi, ha lanciato una raccolta fondi per sostenere l’azienda ospedaliera universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona per fronteggiare l’emergenza Coronavirus. “In questo momento di emergenza che sta colpendo il nostro Paese tutti possiamo fare qualcosa”, hanno dichiarato i titolari dell’impresa funebre La Precisa D’Avino che ha deciso di aiutare l’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno con una raccolta fondi destinata all’acquisto di attrezzature mediche e protezioni per il personale sanitario. I soldi saranno devoluti tempestivamente alla struttura.

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Covid19, boom di contagi nel Vallo di Diano: quattro comuni in quarantena

Vallo di Diano in quarantena. E’ quanto ha stabilito con apposita ordinanza la Regione Campania dopo il boom di contagi causati dal raduno dei fedeli ad Atena Lucana e Sala Consilina, il governatore della Regione Campania ha disposto, per i comuni di Sala Consilina, Caggiano, Polla e Atena Lucana il divieto di allontanamento dal territorio comunale da parte di tutti gli individui presenti; il divieto di accesso nel territorio comunale; la sospensione delle attività di tutti gli uffici pubblici, ad eccezione di quelli essenziali e di pubblica utilità.

Sono 16 i casi positivi così distribuiti: 11 a Sala Consilina, 3 a Caggiano, 1 a Polla, 1 a Atena Lucana.

I “contatti stretti” registrati e da sottoporre al protocollo previsto, sono:
45 a Sala Consilina
20 a Caggiano
10 a Polla
8 ad Atena Lucana
5 a Teggiano
5 a Montesano
3 a Buonabitacolo
3 ad Auletta
2 a Sant’Arsenio
3 a Padula

Le dichiarazioni del governatore De Luca:

“La decisione di mettere in quarantena i 4 Comuni a sud della provincia di Salerno è la conseguenza di due iniziative messe in campo da un “predicatore” ed altri suoi collaboratori, in violazione a ordinanze già in essere. Si rimane davvero indignati di fronte a questa irresponsabilità che ha prodotto decine di contagi, la quarantena per 4 Comuni e decine di contatti che andranno verificati nelle prossime ore. Ho dato mandato all’Asl di procedere alla denuncia penale di quanti hanno promosso o partecipato a questa iniziativa per il danno enorme che ha prodotto sulla pelle di migliaia di cittadini, di migliaia di medici e infermieri impegnati all’ultimo respiro nella battaglia contro la diffusione del contagio. Nelle prossime ore, saremo se possibile, ancora più rigorosi di fronte a comportamenti irresponsabili, applicando le sanzioni previste, a cominciare da quanti hanno partecipato a queste iniziative.
E in tutto questo prosegue senza soste il nostro lavoro per essere pronti ad affrontare l’emergenza dei prossimi giorni”.

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Covid19, medici del 118 senza dispositivi di protezione: si rischia il collasso

Il 118 in provincia di Salerno a rischio collasso. Sono numerose in queste ore le chiamate all’Asl di competenza per chiedere in dotazione i dispositivi di protezione per il personale medico e infermieristico del 118. La risposta, al momento, è sempre la stessa: non ci sono mascherine né tute e i sanitari dovrebbero “accontentarsi” di ciò che viene messo a disposizione dalle aziende sanitarie locali.

Poche ore fa infatti una postazione 118 del salernitano ha ribadito di aver ricevuto materiale non idoneo. “Noi abbiamo solo questi”, hanno risposto. Il personale del 118 sembra ora intenzionato a non recarsi sui posti dove si stanno verificando casi sospetti. “E’ pericoloso per noi e per gli altri”, ha detto un’infermiera che di fatto ha minacciato di non andare sui casi sospetti. “Noi prendiamo atto del fatto che non siete intenzionati ad uscire”, avrebbero invece risposto. A quel punto l’infermiera ribadisce “ci rifiutiamo di uscire, per la nostra tutela e quella delle persone che hanno bisogno del nostro aiuto”.

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Coronavirus, primo caso a Montecorvino Pugliano: il paziente contagiato all’ospedale di Eboli

Primo caso di Coronavirus a Montecorvino Pugliano. A comunicarlo alla cittadinanza nella mattinata di oggi il sindaco Alessandro Chiola. L’uomo sarebbe stato contagiato durante il ricovero presso l’ospedale di Eboli lo scorso 5 marzo, a causa di un problema cardiaco che ha poi determinato il trasferimento al Ruggi di Aragona di Salerno il 10 marzo scorso. I successivi eventi che hanno determinato la attivazione dei protocolli sanitari -Covid-19 – sono scaturiti da episodi febbrili, con tosse, apparsi a poche ore dall’intervento di bypass cardiaco avvenuto il 12 marzo.L’esito del tampone effettuato il 13 e giunto il 15 marzo, ha dato esito esito positivo.Il paziente ha avuto contatti significativi solo con parte dei familiari che sono stati immediatamente posti in quarantena.

Non risultano ulteriori contatti per i quali si sia resa necessaria medesima procedura. “Il paziente ad oggi registra un netto miglioramento sia dal punto di vista cardiologico che generale e a lui va tutto l’affetto della comunità di Montecorvino pugliano e il mio personale abbraccio e incoraggiamento.Ci uniamo ai familiari con l’auspicio di poterci presto ritrovare. Il fenomeno pertanto al momento appare circoscritto e sotto controllo – ha dichiarato il sindaco Chiola – Non dobbiamo meravigliarci di quanto accade ne avere atteggiamenti diversi dal costante rispetto delle regole che il governo e la regione hanno indicato. Stiamo a casa e anche “se da lontano” sentiamoci parte di una comunità che insieme lotta spera è uscirà presto da questo momento difficile”.