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“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. L’omaggio di Antonella Valitutti e della sua classe nel giorno del Dantedì.

Il Consiglio dei ministri, più di un anno fa, ha istituito la giornata nazionale dedicata al poeta della Divina Commedia nella data in cui, secondo gli studiosi, iniziò il suo viaggio negli inferi. Nel giorno denominato “Dantedì”, sono tante le associazioni culturali e gli enti preposti, che si adoperano al fine di poter commemorare il sommo poeta. “Dante è l’unità del Paese” afferma Franceschini “Dante è la lingua italiana, Dante è l’idea stessa di Italia”. In un paese martoriato dall’epidemia e dal sacrificio immenso, e solo, del reparto Cultura, queste parole sembrano risuonare in maniera beffarda. Come beffardo è il silenzio di una società che non ha battuto ciglio sulla chiusura insensata ed irrazionale del reparto cultura tutto. Questo lo sanno bene gli allievi e i docenti di Scena Teatro, che si sono ritrovati, da un anno ormai, a far i conti con le illogiche chiusure dei luoghi di cultura.

Ma le attività, se pur in maniera “diversa” hanno proseguito il loro corso. È il caso della sezione di dizione ed articolazione della parola, curato dall’attrice Antonella Valitutti.  La docente ha voluto, insieme alla sua classe di dizione omaggiare il sommo poeta attraverso la voce dei suoi allievi. Un reading sul XXVI canto dell’Inferno, dove la virtù e conoscenza vengono decantati. Il canto di Ulisse è ambientato nell’ 8° cerchio, il girone infernale dove sono puniti i consiglieri di frode. Tra questi, Ulisse è il più rappresentativo tra coloro che se ne sono macchiati. “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. La conoscenza e la virtù che sembrano essere state ombrate da questa epidemia e che, nel giorno del “Dantedì” vengono messe in scena, “differentemente” da Attilio Matarazzo, Cristiano Candurro, Gennaro Rosa, Franca Guarino, Ginevra Luca, Giulia Cipullo, Maria Mazziotti, Renato Rescigno, Sabrina Fiore, Giuseppina Iovine e Cosimo Ragone.  A tutti i discenti è stata affidata una terzina del canto. A concludere sarà proprio l’attrice, Antonella Valitutti. “Abbiamo voluto donare senso a questo giorno” dice la Valitutti “un giorno in cui il sommo poeta, ci ricorda l’importanza della conoscenza e della virtù. Un vero omaggio alla cultura realizzata con i mezzi, che oggi possiamo offrire, il video”. Da giovedì per tutto il giorno sarà visibile l’omaggio per il “Dantedì”, sulle piattaforme on line e sulle pagine di Scena Teatro e Circuito Totale, che ha curato il progetto.

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Salerno celebra il Dantedì a settecento anni dalla morte del Sommo Poeta, Limen festival protagonista

Il 25 marzo il Limen Salerno Festival insieme al Comune di Salerno e l’assessore alla cultura Tonia Willburger,  con il supporto della Gallozzi Shipping e della Rari Nantes Nuoto Salerno, celebra il Dantedì a settecento anni dalla morte del Sommo Poeta rimanendo fedele alla sua vocazione di porto sicuro nel quale possono convergere tutte le arti ed ogni iniziativa sociale che unisca la cittadinanza. 

Dalle ore 20:30 andrà in onda lo show del Limen, su tutti i canali social del Comune di Salerno, che ha riunito insieme tante altre realtà festivaliere salernitane che presenteranno i loro lavori dalle 19 in poi.

Prima di iniziare, sarà pubblicato ufficialmente il contributo video che riassume la prima edizione del Limen Salerno Festival all’Arena del Mare, svoltasi il 18 e il 19 settembre 2020, targata Gianni Fiorito e Matteo Zagaria.

Ci saranno tantissimi contributi in nome di Dante e dell’eterogeneità: il più atteso è senz’altro l’incontro con i due rapper Claver Gold e Murubutu nel loro tour in scuole e realtà culturali che approda al Limen con una chiacchierata nella quale le vicende dantesche diventano un’occasione per poter parlare dell’eternità della Commedia e della sua sconvolgente attualità attraverso l’album “Infernum” dei due artisti che traccia un ponte ideale tra poesia e rap. Essenziale è stato il coinvolgimento nel Limen della Gallozzi Shipping e della Rari Nantes Nuoto Salerno, nella persona del giovane Giuseppe Gallozzi il quale ha fortemente sostenuto l’evento di Murubutu e Claver Gold per ampliare quanto più possibile l’offerta culturale cittadina.

Inoltre, tanti saranno i contributi da parte delle scuole, dal Liceo Tasso al De Sanctis, dal Da Procida all’Alfano I, le quali hanno come sempre risposto presente all’appello culturale del Limen: reinterpretazioni letterarie, teatro, musica arte visiva e tanto altro, gli studenti e i docenti di tantissime scuole si sono messi in gioco e confrontati con Dante e i risultati sono stati sorprendenti. Altro contributo fondamentale arriva dai tanti artisti e da tante splendide iniziative associative, da Associazione Marea a Giano Podcast, dall’attore Rocco Ancarola alla Compagnia Teatrale “Al di là dei Sogni” fino agli illustratori Francesca Troisi (@un_deux_troisi) e Chiara Ferrante (@swish_kia). Tutta questo mondo culturale è in fermento nel nostro territorio e rende Salerno una città piena di vita e di voglia di emergere per far sì che la gioventù possa prendersi quello che le spetta.

La conduzione del Dantedì targato Limen sarà affidata a Radio Semaforo, realtà social incentrata su musica, sarcasmo, arricchimento culturale e divertente intrattenimento, gestita da cinque giovanissimi studenti del liceo Tasso, Andrea Meo, Paolo di Napoli, Andrea Russo, Giovanni Peduto e Marco Marotta, che faranno da Virgilio fra i tanti lavori e contributi che sono pervenuti per la manifestazione con la loro pungente ironia.

L’evento sarà online, fattore al quale ormai tutta l’organizzazione del Limen è abituata, ma anche nonostante un periodo estremamente complicato che ci chiede l’ultimo sforzo prima di un lento e graduale ritorno alla normalità, abbiamo scelto di esserci ancora e di dimostrare che neanche le peggiori avversità possano fermarci, ma che, anzi, ci spingono a puntare ancor più in alto, dopo due concertoni online, dal Primo Maggio 2020 al Capodanno 2021 con il Giannimondo di Gianni Fiorito, autore del festival, la prima edizione del Limen all’Arena del Mare e le tante piccole iniziative sul territorio, celebriamo Dante e quella frase che da un anno aspettiamo di poter pronunciare, in attesa della seconda edizione del Limen Salerno Festival, che, come sempre in simbiosi col comune, si terrà all’arena del mare durante la stagione estiva.

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Al Premio Charlot torna la gara dei giovani comici, con le semifinali online e la finalissima a Salerno

“Ricominciamo”, sarà questo il semplice slogan che accompagnerà la 33esima edizione del Premio Charlot, che, come di consueto si terrà a Salerno nel mese di luglio, grazie al contributo della Regione Campania, del Comune di Salerno e dell’Autorità Portuale. Tanti gli appuntamenti ai quali il patron e direttore artistico Claudio Tortora sta lavorando, per cercare di offrire al pubblico serate uniche, ma soprattutto piacevoli, che possano per qualche ora far dimenticare tutto ciò che stiamo vivendo. Reduce dal successo ottenuto nell’edizione del 2020, che vide come grandi protagonisti artisti del calibro di Antonello Venditti, Fiorella Mannoia, Ron, e l’orchestra di Sanremo diretta dal maestro Leonardo De Amicis, per questa nuova edizione del Premio Tortora ha già programmato interessanti novità. Cinema, musica e cabaret non mancheranno, ma la vera chicca sarà una serata dedicata ad un grande poeta, drammaturgo e regista teatrale europeo. Una serata che vedrà tante forme di spettacolo e d’arte incontrarsi sul palcoscenico, con grandi ospiti che avranno il compito di far rivivere l’autore premio Nobel, attraverso le loro interpretazioni. “Sarà un vero e proprio evento – spiega ancora Claudio Tortora – una serata d’Onore, quella che ogni anno con il Premio dedichiamo ad un personaggio che ha lasciato il segno nella musica, come nel teatro, o nella poesia”.

Ovviamente questo non sarà il solo grande appuntamento che il Premio Charlot offrirà per la sua 33esima edizione… “A breve partiremo con le selezioni in modalità online dei cabarettisti emergenti, perché al Premio Charlot la gara dei giovani non può e non deve mancare. Per questo invito tutti coloro i quali volessero partecipare a queste selezioni ad inviarci un breve video ed il loro curriculum all’indirizzo email clatortora@gmail.com

Tra tutti i video ricevuti ne verranno selezionati una ventina circa. I giovani selezionati si “sfideranno” in una semifinale online che terremo tra fine maggio e i primi di giugno. Tra questi la giuria sceglierà i sei che poi verranno a Salerno per la serata finale dove si sfideranno per aggiudicarsi lo Charlot Giovani”.

Il sipario della 33esima edizione del Premio Charlot, si alzerà come di consuetudine in concomitanza con il “Sea Sun, festa del Mare”. A seguire si terrà al Teatro Delle Arti una mini rassegna cinematografica… “in collaborazione con la Cineteca di Bologna – prosegue il direttore artistico – e che quest’anno sarà dedicata interamente a Chaplin”. Poi spazio al teatro per bambini con la sezione “Charlot Monello”, al teatro comico e al cabaret con spettacoli di grandi artisti italiani e di giovani che si stanno ritagliando il loro spazio nel panorama cinematografico e televisivo, “avremo anche una chicca, – aggiunge Tortora – con uno spettacolo che vedrà protagonista un’artista capace di far sognare, di stupire e regalare emozioni a tutti”. Non mancheranno poi la consegna delle statuette dedicate al grande Chaplin per il cinema, il teatro, i programmi tv, la musica, la fiction, i libri e la pubblicità. Dunque un’edizione da non perdere, un’edizione che vuole essere ancora una volta un omaggio all’artista di cui porta il nome: Charlie Chaplin.

Claudio Tortora

 

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LIVE – Non è La Ribalta, il web show che racconta i diversi volti del Teatro

Dopo l’iniziativa Recitiamo a Distanza e Facciamo luce sul Teatro, il Teatro La Ribalta di Salerno prova a scendere nuovamente in campo con un nuovo progetto volto ad accorciare le distanze con il pubblico e la città.

L’idea sarà sviluppata in 6 appuntamenti di 30 minuti che vedranno il palcoscenico trasformarsi in un salotto televisivo. A farla da padrona saranno performance, interviste e talk dedicati ai diversi volti del Teatro. Il nome dello show è già tutto un programma: LIVE – Non è La Ribalta. Volutamente ironico verso i talk show di successo della nostra penisola ma anche amaro, perché sappiamo che questo non è il “vero” Teatro ma è, ahinoi, l’unico modo per esprimersi in questo triste periodo, che ormai dura da più di un anno. La prima puntata vedrà la sua luce giovedì, 25 febbraio, alle 18.00 e sarà condotta da Valentina Mustaro, presidente dell’Associazione Culturale La Ribalta, e Antonio Sica, speaker radiofonico.

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Atelier De Santis sfila alla Fornace Curti, uno dei luoghi più belli di Milano

Loro sono i Curti, artefici della terracotta che anima la facciata dell’ospedale Ca’ Granda, la Certosa di Pavia, l’abbazia di Morimondo, Santa Maria delle Grazie, l’Arcivescovado, San Marco e decine di altri luoghi fenomenali. Dentro il borgo nascosto dietro i Navigli, con forni grandi quanto un monolocale, botteghe di artisti come Marco Cornini e Louse Manzon, Iaia Forte, l’altro giorno frusciavano sete, sbocciavano tartan tabacco e arancio, fiorivano abiti scivolati, cappe con profili a contrasto, pastrani color zafferano bordato di ceruleo abiti da Belle Epoque metropolitana.

La bellezza delle modelle chiamata a interpretare la collezione De Santis by Martin Alvarez era pari alla gigantesca scultura in terracotta di Cornini, un mezzobusto femminile che campeggia in uno dei cortili coperti, in mezzo ai vasi del Filarete. Poco distante dal terrazzino dove Stefano Raffa produce i suoi lampadari in fasce di legno e i coltelli che vedono l’acciaio trasformarsi in damasco. La Fashion Week è sempre stata un’ottima occasione per scoprire una Milano nascosta, ben oltre i noti palazzi del centro.

E stavolta la sorpresa  è stata grande. De Santis festeggiava 60 anni di sartoria: un famiglia storica, che ha vestito Luciano Pavarotti, Anna Falchi, Alba Parietti, Mia Martini e decine di altri personaggi. Una competenza da atelier che ha incontrato la vocazione stilistica del colombiano Martin Alvarez, maestro del taglio geometrico virato in couture, producendo uno stile urbano con un guizzo classico completamente reinterpretato.

Carmine De Santis e Martin Alvarez ci raccontano di una donna metropolitana, in equilibrio fra femminilità e decisionismo, che riscopre gli abiti stile Regina degli Scacchi (la serie Netflix), di seta color salvia con lungi polsi nido d’ape, in lane con fil coupé multicolori, a quadretti grigio azzurri, portati con cappotti dalla costruzione perfetta, con cappe che cambiano volumi, si trasformano, giocano con piping colorati.

Il sapore del fatto a mano si respira nei maxi rever, nei tagli a vivo, nei lunghi vestiti burgundy appuntati solo su un lato, come tenuti da uno spillo caduto lì per magia. Bellissima, la stampa ispirata alla famosa canzone di Fabrizio de André, “se verranno a chiederti del nostro amore”, che anima bluse, long dress, cappottini da città. Una collezione la cui belleza viene potenziata dall’alchimia del luogo, come vi mostriamo in video.

“I miei avi furono i primi a far scoprire  a Francesco Sforza l’argilla rossa, densa di ferro e resistente -contrariamente a quella gialla- a freddo e intemperie -racconta Daria Curti, moglie di  Alberto che rappresenta la sesta generazione dei Curti- Da quel momento l’argilla venne usata anche sulle facciate storiche”. Lì, dietro via via Tobagi, la famiglia si è insediata ai primi del  900. Agli esordi la fucina era alle Colonne di San Lorenzo, meta di architetti come Filarete e Fondulo. Poi si trasferì in Ripa di Porta Ticniese e alla Conchetta sul Naviglio Pavese. Ma rimase sempre emblema del cotto lombardo che ammiriamo, forse senza saperlo, nei luoghi più impensati come il Cimitero di Pavia.

Fonte Affaritaliani.it

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Patty Pravo e la Minaccia Bionda che insegna la libertà

Pino Strabioli   racconta la divina, attraverso un libro curato da lui e Simone Folco, assistente della Pravo, mentre Antonello De Rosa e Mariarita Giordano lavorano per ospitarli a Salerno

“Nicoletta Strambelli è una persona, Patty Pravo un’opera d’arte” così Pino Strabioli, chiude la prefazione del libro Minaccia Bionda a cui ha lavorato insieme a Simone Folco, assistente della Strambelli, durante il periodo delle restrizioni risalenti alla prima emergenza sanitaria. Il conduttore, attore, regista dal cuore grande ci racconta del libro fotografico, dallo stesso curato, che raccoglie l’anima della divina Nicoletta Strambelli, Patty Pravo. “L’idea come ha dichiarato la stessa Patty Pravo, è arrivata durante il lockdown” chiarisce Strabioli. Una ricerca fotografica che conta 200 scatti attraverso cui si costruisce la vita della diva.  Non è stato facile reperire le foto dell’artista poiché la stessa non detiene nulla che parli di sé. E’ toccato a Simone Folco, l’assistente di Patty Pravo, ricercare foto che ritraessero l’artista, poiché “sembra incredibile” dice Pino “ma Nicoletta non è una collezionista di Patty Pravo, di se stessa! non detiene foto, dischi d’oro, manifesti, libri che le sono stati dedicati, non tiene nulla”. Foto che sono state scelte con la supervisione della stessa. Sono di Pino Strabioli le didascalie, la prefazione e la postfazione del libro Minaccia Bionda. Titolo interessante che appartiene ad un progetto della cantante, così come ci spiega il conduttore – “Il titolo è assolutamente suo. Pensiamo al titolo e pensiamo alla minaccia di questo tempo, totalmente differente dalla Minaccia bionda. Una minaccia nera e brutta qual è quella del virus. Allora ci è sembrato bello scegliere questo titolo nella speranza di avere una minaccia buona, bionda, una di quelle minacce che scuotono le coscienze, così come lei ha fatto! Una minaccia che è segno di libertà, una minaccia buona.” Patty Pravo è stata e continua ad essere una minaccia simbolo di libertà. “Ha dato scandalo, è stata controcorrente anticipando i tempi e questo l’ha resa minaccia ma sempre in maniera involontaria – spiega Strabioli- io Nicoletta la conosco da tanti anni, segue se stessa, il suo spirito libero, come io stesso dico nella prefazione, lei è un opera d’arte e come tale vive in continuo cambiamento e continua costruzione.”

Non c’è costruzione di marketing dietro il divismo dell’artista, così come sottolinea lo stesso Strabioli, “lei arriva a tutte le generazioni, nell’ essere considerata una diva, non c’è calcolo, nulla è costruito. Lei è semplicemente libera e ci racconta questa libertà, vissuta sin da bambina, quando giocava con i maschi, preferendo loro alle femmine. Quando in un punto della sua Venezia si metteva a disegnare, a pensare, quando ama la pioggia, il silenzio! Lei è fuori dal tempo…si! Nicoletta è una donna fuori dal tempo. Ai suoi concerti, ne abbiamo fatti tanti insieme, anche per Rai3 quando facemmo il programma In Arte Patty Pravo, girando per Venezia, Londra e Roma, mi resi conto di quanti giovani la amino. E’ un icona e come tutte le icone è situata fuori dal tempo, ha questa genialità.”

Un’icona fuori dal tempo che ha attraversato tutti i generi “è stata rock, sofisticata, ha cantato tutto il repertorio francese, Léo Ferré, Jacques Brel. Pazza idea è stata scandalosa ma anche romanticissima e questo suo rapporto con il tempo la rende eterna ed il tempo non la consuma”.

Ed è proprio quando chiedo di descrivermi Patty Pravo che, dopo qualche secondo di silenzio afferma con non poca emozione “Rappresenta una persona! Nicoletta Strambelli, è un’amica! La nostra- prosegue- è un’amicizia fatta di frequentazione ma anche di lunghe distanze, distanze in cui non ci sentiamo e né ci vediamo ma poi ci rincontriamo. Lei rappresenta uno degli incontri fortunati della mia vita. Ero emozionato la prima volta che ebbi modo di incontrarla quando abitava in una casa bellissima, la prima volta la vidi con il suo cavallo, in un quartiere fuori Roma, in una villa straordinaria. Ricordo 101 gradini che portavano su un tetto di Roma e da dove ci si affacciava sul cuore della città. Patty è la bellezza, è il non giudizio! Lei non ti giudica puoi parlare di tutto. Per concludere, posso dire che rappresenta uno degli incontri felici della mia vita, uno di quelli fortunati. Quando stai con lei dimentichi chi è! Dimentichi che è la storia della musica! Dimentichi che è una signora che ha venduto 120 milioni di dischi, che ha cantato in tutto il mondo…poi è una donna con cui vai a cena, parli, ti confronti…è straordinaria”. Un viaggio straordinario quello che abbiamo fatto grazie al racconto di un grande amico della donna più diva che possa esserci, Patty Pravo. Un viaggio che attraversa la mente e la libertà di un’anima unica e libera. Una “minaccia” che vorremmo ci travolgesse per la sua unicità nel raccontarci il mondo con gli occhi di chi il mondo lo vive nella libertà vera dell’essere. Prima di chiudere, il caro Pino mi confida “ti anticipo che stiamo preparando una sorpresa con lei, Minaccia Bionda” e noi attendiamo in ansia in questo momento in cui abbiamo vogli di nutrirci di bellezza.

Una Minaccia Bionda che forse, grazie al lavoro sinergico fra il regista Antonello De Rosa e l’Assessorato alle Politiche Giovanili e dell’Innovazione del Comune di Salerno, arriverà a Salerno. Nell’attesa corriamo in libreria per goderci la vita di una vera diva, Patty Pravo.

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Il Club Granata Rione Podestà di Pontecagnano aiuta “Giovanni ca chitarra”

di Stefania Maffeo

I tifosi granata del Club Rione Podestà di Pontecagnano Faiano prendono a cuore il caso di Giovanni, artista di strada spagnolo rimasto bloccato nella città picentina per una serie di disavventure. La sua autovettura era in sosta sul litorale di Battipaglia quando sono stati rotti i vetri per rubargli la chitarra, prezioso strumento per le sue esibizioni, insieme a portafogli e cellulare.
Con “Giovanni ca chitarra”, come è stato affettuosamente ribattezzato il giovane proveniente da Malaga, si è instaurato subito un clima di fiducia. Arrivato in Italia settimane fa a bordo della sua auto, non ha una dimora fissa. Viaggia, senza una meta precisa. Una scelta dettata soprattutto dalle difficoltà della sua esistenza, in particolar modo la mancanza di una famiglia. Difficoltà che sono divenute ancora più pesanti con l’emergenza Covid-19.
I membri del Club Granata guidato da Antonio Anastasio lo stanno aiutando a ripartire per raggiungere un amico in Calabria che può ospitarlo. Immediato il tam tam su Facebook lanciato dai tifosi per aiutare una persona dai modi garbati e gentili, a cui è stato riparato il vetro dell’auto, donata una chitarra ed uno smartphone. Una concreta azione di solidale assistenza che consentirà a Giovanni di proseguire il suo viaggio.
 

 

 

 

 

 

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Palomonte, al via l’iniziativa “La solidarietà non è un pacco”: oltre 300 pacchi alimentari per le famiglie in difficoltà

“La solidarietà non è un pacco”. È il titolo dell’iniziativa di beneficenza promossa dall’associazione nazionale categorie protette “Giacomo Matteotti” Onlus presieduta da Donato Scaglione, in collaborazione con il patronato Inpal e con il patrocinio del Consorzio Sociale Agorà S10 -l’azienda speciale consortile per i servizi alla persona coordinata dal dirigente Giovanni Russo.  L’iniziativa, che avrà il via a partire da lunedì 21 dicembre e coinvolgerà, oltre ai dieci comuni della Valle del Sele e Tanagro ricadenti nell’ambito territoriale S3 ex S10, anche numerosi comuni degli Alburni e del Vallo di Diano, vedrà la distribuzione, tramite i nuclei di Protezione Civile comunale e associazioni, alle famiglie economicamente disagiate, di oltre 300 pacchi dono natalizi.

‹‹L’obiettivo-spiega il presidente nazionale dell’associazione “Matteotti”, Donato Scaglione– è di rispondere alle esigenze delle famiglie salernitane che versano in gravi difficoltà economiche, offrendo loro un momento di serenità attraverso il dono di un pacco composto da generi alimentari provenienti dall’agricoltura biologica e dalla produzione alimentare artigianale di pregio della Valle del Sele, del Cilento e degli Alburni. Si tratta-dice Scaglione-di un evento che segue alle iniziative solidali e di assistenza ai disabili che nei giorni scorsi hanno visto la nostra Onlus attivarsi nella città di Roma, donando generi alimentari ai poveri e ai senzatetto, assistenza ad anziani e disabili, dopo aver distribuito nei mesi scorsi le mascherine a Comuni e ospedali. Pacchi “speciali” -chiosa Scaglione- del valore di diverse centinaia di euro e che “raccontano” la storia dell’eccellenza agricola, alimentare e artigianale del territorio salernitano, con l’augurio che possano garantire almeno un Natale uguale per tutti››. Oltre 300 quindi, i pacchi di derrate alimentari acquistati grazie ai fondi del 5xmille donati dai contribuenti dall’associazione “Matteotti”- ‹‹Tra le attività istituzionali, forniamo assistenza agli imprenditori dell’agroalimentare che stanno attraversando non poche difficoltà economiche causate dalla pandemia -spiega Michelangelo Gralluzzo, membro nazionale dell’Inpal –ma proprio in un momento storico difficile come questo-dice-gli imprenditori dell’agroalimentare hanno fatto la loro parte, donando il 5xmille alle attività di volontariato in sostengo di famiglie. Una solidarietà nella solidarietà››, chiosa.

Un gesto importante quello dell’associazione “Matteotti” che affianca le numerose iniziative messe in campo quotidianamente dal Consorzio Sociale Agorà S10- ‹‹Si tratta del primo step di una rete di solidarietà e di contrasto alle povertà estreme che stiamo costruendo-spiega il dirigente dell’azienda consortile Agorà, Giovanni Russo. –Questa iniziativa è la testimonianza che la risposta al problema della povertà, non può essere gestita dalla sola funzione pubblica, ma diventa necessario fare rete tra mondo del volontariato, associazionismo e privati. La pandemia-sottolinea Russo- ha drammaticamente amplificato le criticità e le emergenze sociali ed economiche già esistenti sui territori ma che ora devono essere affrontate con un piano ben strutturato di interventi. Come Agorà- spiega il dirigente- stiamo rispondendo alla povertà con la distribuzione di derrate alimentari a oltre 100 famiglie residenti nei comuni della Valle del Sele e Tanagro, ma tale gesto non smuove la criticità del disagio. Per questo motivo-conclude Russo-Agorà interverrà con la realizzazione di una rete territoriale di pronto intervento, improntata sulla collaborazione pubblico-privato, coinvolgendo associazioni, volontari e mondo dell’imprenditoria, coinvolti in una rete etica, solidale, assistenziale e sociale››.

‹‹“La solidarietà non è un pacco” non è soltanto uno slogan– aggiunge il sociologo e progettista di Agorà, Antonio Nuzzolo– ma si aggiunge alle migliaia di attività annuali di sostegno alle persone disagiate e di assistenza ai diversamente abili che vengono svolte sul territorio dall’azienda consortile e dal mondo del volontariato e che stiamo potenziando grazie alla collaborazione di associazioni come la “Matteotti”››.  La rete di distribuzione dei pacchi dono quindi, sarà coordinata dal Consorzio Agorà S10, attraverso i servizi sociali attivi sui Comuni, i volontari e l’associazione “Matteotti”.

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Grande successo per la 74esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno: 8.000 utenti registrati e 23.000 spettatori alla diretta streaming del Gran Galà

Nonostante l’emergenza sanitaria in corso, che ha costretto alla chiusura dei teatri e delle sale cinematografiche, la 74esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno in modalità streaming è stata un vero e proprio successo senza precedenti che ha visto la partecipazione di circa 8.000 utenti registrati sulla piattaforma digitale creata ad hoc per la visione dei film in concorso, un totale di 34.265 visualizzazioni totali delle dirette andate in onda dal 3 all’11 dicembre raggiungendo circa 71.329 utenti. Anche l’attesissimo Gran Galà di chiusura, presentato come sempre dall’insostituibile Gaetano Stella, che ha ricordato Alberto Sordi ed Ennio Morricone, ha avuto un esito positivissimo ed è stato seguito da quasi 8.000 spettatori, raggiungendone circa 23.000, provenienti da ben 50 nazioni del mondo. Un evento internazionale, quindi, che è stato arricchito e reso magico anche grazie a momenti musicali e di spettacolo che ha visto la partecipazione di: Giovanni Storti, celebre comico del trio Aldo, Giovanni e Giacomo; Paola Comin, manager e ufficio stampa negli ultimi 10 anni di vita di Alberto Sordi e di tantissimi altri importanti personaggi del mondo dello spettacolo; il Tenore Matteo Schiavone accompagnato dalle Silver Ladies, tre giovani soprani (Rosaria Vitale, Giulia Moscato e Valeria Feola); il comico Andrea Rivera; la violinista Antonella De Chiara; Mirko e Valerio, i due piccoli violinisti di Agrigento che, suonando il brano “Viva la Vida” durante la pandemia, hanno conquistato i Coldplay ed il suo leader Chris Martin. «Non abbiamo mai pensato di annullare l’evento che da tanti anni rende onore al mondo dello spettacolo e alla città di Salerno. Per questo motivo, abbiamo deciso di sbarcare nel mondo digitale e vivere insieme questa edizione 2020. Come tutte le cose della vita, anche una situazione negativa può trasformarsi in un evento positivo, grazie indubbiamente al nostro immenso amore per l’arte e per la cinematografia che ha rappresentato la benzina del nostro entusiasmo per non farci mollare. Sono felice che, nonostante il cambio di costume, abbiamo ricevuto tanti e grandi consensi che hanno decretato, ancora una volta, il successo di questa magnifica kermesse», ha dichiarato il Patron, Mario De Cesare.

Decretato dal conteggio dei voti della giuria tecnica e della giuria popolare, il vincitore assoluto della 74esima edizione del FICS il film “Re Minore” di Giuseppe Ferlito, apprezzato per la sua trama perfetta capace di destare l’attenzione degli spettatori dal primo all’ultimo minuto.

Tanti, però, sono stati anche i premi speciali conferiti ad artisti celebri del panorama italiano: a Maria Grazia Cucinotta, per le sua brillante carriera e la superba interpretazione nel film “Tutto Liscio” di Igor Maltagliati; ad Alessio Boni, per la sua indiscussa bravura attoriale. Premio alla carriera, invece, a Maurizio Mattioli, diventato oramai il simbolo della romanità.

Inoltre, sono stati conferiti anche premi per il film “Ammen” a Davide Marotta, come migliore caratterista, a Ciro Villano, per la sceneggiatura, e a Sal Da Vinci, per la colonna sonora.

Per quanto concerne, invece, gli altri film in concorso, menzione speciale per i seguenti vincitori: Trofeo Cortometraggi a “La inmortalidad de las letras” di Ney Loia, per la sezione straniera, e a “Gli atomici fotonici” di Davide Morando, per la sezione italiana.

Trofeo Lungometraggi, invece, a “Havana Kyrie” di Paolo Consorti, per la sezione straniera, e a “La guerra di Cam” di Laura Muscardin, per la sezione italiana.

Trofeo Cartoons a “Snow Shelter”, regia di Robertas Nevecka. Trofeo Discovery Campania a “La Napoli di mio padre” di Alessia Bottone.

Trofeo Documentari didattici a “Fuoco Sacro”, regia di Antonio Castaldo.

Trofeo Documentari di Informazione Varia a “Tears&Dreams”, regia di Lia Beltrami.

Tante, poi, sono state le targhe conferite: Sezione Cartoon: “Colrun” (Spagna), regia di Jorge Sarria, e “Snow Shelter”, regia di Robertas Nevecka.

Sezione Discovery Campania: “Il canto del mare”, regia di Walter Della Mura; “Io resto a casa”, regia di Enrico Giuliano.

Sezione Documentari Sperimentali: “Benvenuti a casa mia”, regia di Gianni Vukaj.

Sezione Documentari Didattici: “Quando non si puo’ tornare indietro”, regia di Leonardo Cinieri Lombroso; “Slow News – Fas Cut”, regia di Alberto Puliafito; “Clausura 4.0”, regia di Elisabetta Castana; “Manuale di storie dei cinema”, regia di Salvatore D’Antuono e Bruno Ugioli.

Sezione Documentari Sociali: “La gente di Napoli”, regia di Maurizio Di Nassau e Luciano Ruocco. Sezione Documentari di Informazione Varia: “Gaudì, the architect of God”, regia di Marc Petitpierre e Josep Padrò; “Il cado Braibanti” di Creuza SRL; “Sonè”, regia di Daniel Kemény; “La llama de la memoria”, regia di Rod Aloras.

Sezione Cortometraggi: “Di notte c’erano le stelle”, regia di Naked Panda; “Colpa del mare”, regia di Igor Di Giampaolo e Giuseppe D’Angella; “Beatrice”, regia di Vincenzo De Sio; “Grido di libertà”, regia di Angelo Antonucci; “Come in certi romanzi russi”, regia di Rosanna Reccia e Alberto Vianello; “Un malato di sogni”, regia di Fabio Iacobellis; “Finalmente l’inverno”, regia di Luigi Salerno e Fabrizio Fiore; “Il battesimo”, regia di Francesco D’Ignazio; “In dubbio”, regia di Lorenzo Bombara; “Das kuckucksnest”, regia di Thomas Perathoner; “Verdiana”, regia di Elena Beatrice e Daniele Lince; “The golden gate”, regia di Pietro Pinto; “Il capolavoro”, regia di Stefano Moscone; “Teslimat”, regia Dogûs Özokutan.

Sezione Un libro per il cinema: “Poemino per lo smeraldo rosso” di Enrico Cirone.

Sezione Riconoscimenti Speciali: “Storia di Ray”, regia di Giuseppe Di Renzo.

Sezione Lungometraggi: “Grand Cancan”, regia di Mikhail Kosyrev-Nestrerov; “Nothing can stop us now”, regia di Andris Gauja; “Tutto liscio”, regia Igor Maltagliati; “Burning Calcutta”, regia di Kajal Choudhury; “Lui è mio padre”, regia di Roberto Gasparro.

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Festival Internazionale del Cinema di Salerno, Gran Galà finale in diretta streaming

Forte del grande riscontro avuto dal pubblico nonostante la fruizione digitale, la 74esima edizione del Festival del Cinema di Salerno può già dirsi un enorme successo. Nonostante l’emergenza sanitaria in corso, infatti, il festival cinematografico della città granata non ha deluso le aspettative dei tanti amanti e curiosi del settore che al momento ha visto la partecipazione attiva di circa 4.000 iscritti sulla piattaforma streaming creata ad hoc per sopperire alla chiusura dei teatri dettata dall’epidemia da Covid-19. Grande ora è l’attesa per la serata del Gran Galà che avrà luogo sabato 12 dicembre alle ore 19.00 in diretta streaming sulla pagina Fb della kermesse (https://www.facebook.com/festivaldelcinema/) che vedrà, non solo la proclamazione dei vincitori di quest’anno, ma anche la partecipazione di illustri ospiti che hanno partecipato ad alcuni dei film in concorso, quali: Alessio BoniMaurizio MattioliSal Da VinciCiro Villano e Mariagrazia Cucinotta. La serata finale, che sarà presentata dall’immancabile Gaetano Stella, sarà inoltre intervallata e arricchita da momenti musicali e di spettacolo che vedranno la partecipazione di artisti la cui fama è riconosciuta, non solo a livello nazionale, ma anche a livello internazionale: il Tenore Matteo Schiavone, che si esibirà con le Silver Ladies (Rosaria Vitale, Giulia Moscato e Valeria Feola); il comico Andrea Rivera; la violinista Antonella De ChiaraMirko e Valerio, i due piccoli violinisti di Agrigento che, suonando il brano “Viva la Vida” durante la pandemia, hanno conquistato i Coldplay ed il suo leader Chris Martin.